"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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martedì 9 ottobre 2012

I testimoni di giustizia abbandonati dallo Stato

L'ennesima vergogna italiana, l'ennesima diserzione dello Stato dalla lotta alla criminalità organizzata: il tradimento di quelle persone oneste (semplici cittadini e non criminali pentiti) che hanno deciso coraggiosamente di testimoniare contro le organizzazioni mafiose mettendo a rischio la propria vita e che sono stati abbandonati dai pubblici poteri al proprio destino.

Da www.you-ng.it l'intervista ad una testimone di giustizia:


Firma la petizione a tutela dei testimoni di giustizia

http://www.petizionionline.it/petizione/tutela-per-i-testimoni-di-giustizia/5...

Servizio Riprese e Montaggio a cura di Valeria Marchetti

Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=A2TSc1H0-Qg

martedì 8 novembre 2011

Libertà e giustizia per i "testimoni" coraggiosi. Firmiamo tutti la petizione!

 Fonte: http://www.radicalsocialismo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1356&Itemid=1
Scritto da MRS   
giovedì 03 novembre 2011
I testimoni di giustizia non sono “collaboratori di giustizia”, in quanto non hanno mai fatto parte di organizzazioni criminali ma hanno soltanto esercitato il loro diritto-dovere di testimoniare contro le attività criminali, e per questo hanno perso casa, lavoro e libertà di vivere una vita civile comune. Oggi in Italia decine e decine di testimoni di giustizia sono abbandonati a se stessi, in attesa di avere dallo stato non solo la protezione che era stata loro garantita, ma persino un lavoro per poter vivere. Buona parte dei 70 testimoni di giustizia italiani hanno manifestato a Palermo per chiedere il rispetto degli accordi presi. Come ha fatto con estremo coraggio Maria C., tornando a Crotone e digiunando per venti giorni sotto il solleone, finendo ricoverata in ospedale. In Calabria le donne che si ribellano vengono massacrate senza pietà, come Maria Concetta Cacciola, testimone di giustizia “suicidata” il 22 agosto 2011; Tita Buccafusca, testimone di giustizia “suicidata” il 16 aprile 2011. Ciascuna a distanza di quattro mesi, tutte con l’acido muriatico. E ancora, la distruzione del corpo di Lea Garofalo, legata, imbavagliata, interrogata brutalmente, torturata, uccisa con un colpo di pistola alla nuca e sciolta nell’ acido. E Angela Costantino, cognata di Barbara Corvi, “scomparsa” ormai da quasi due anni. Era giovanissima e incinta, ma il figlio che portava in grembo non era del marito, che si trovava in carcere a scontare una pena. La famiglia, per difendere l’onore del boss-marito, la fece strangolare e seppellire in un terreno mentre l’auto di lei finiva in mare, così da simulare un suicidio.