"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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giovedì 13 dicembre 2012

Con Salvatore Borsellino per la verità sulle stragi di mafia del 1992 e 1993

 




da Micromega



"Chiamiamo tutti i cittadini che hanno il coraggio, come Antonio Ingroia, di dichiararsi 'partigiani della Costituzione', a scendere in piazza a fianco dei magistrati del pool di Palermo per gridare la nostra voglia di Giustizia, di Verità e di Resistenza". Pubblichiamo l'appello di Salvatore Borsellino per la manifestazione "Noi sappiamo" di sabato 15 dicembre a Roma (Piazza Farnese, ore 15), promossa dal movimento delle Agende Rosse in collaborazione con MicroMega e il Fatto quotidiano.

di Salvatore Borsellino

Ci sono dei momenti nella vita di una nazione in cui non si può stare alla finestra a guardare quello che succede fuori sperando che qualcosa cambi, che le cose vadano nella maniera in cui noi desidereremmo che vadano. Ci sono momenti in cui è necessario mettersi in gioco e dare, ciascuno di noi, il nostro contributo nella difesa dei valori in cui crediamo e che vogliamo trasmettere ai nostri figli.

venerdì 17 agosto 2012

Re Giorgio Napolitano, i fagiolini e il delitto di lesa maestà

Per vedere il video vai all'indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=jrs7VAK6BEA

Probabilmente nulla è più efficace della satira, nell'esasperazione della realtà, per cogliere l'essenza di fatti e personaggi. E le imitazioni di Napolitano realizzate da Sabina Guzzanti nel programma Un, Due, Tre Stella, trasmissione peraltro non troppo convincente nel suo complesso, sono da questo punto di vista delle autentiche chicche: in esse i discorsi dell'attuale Presidente della Repubblica appaiono in tutta la loro banalità e conformismo cosa che in politica significa voler stare dalla parte del più forte.
E se vogliamo questo corrisponde a tutta la storia umana e politica di Napolitano, sempre allineato e coperto all'ordine costituito senza mai esporsi in posizioni radicali e dirompenti che ne potessero compromettere la carriera personale.
Nei gruppi universitari fascisti da ragazzo (e questo potrebbe essere un peccato veniale condiviso da tanti giovani della sua generazione), ortodosso giovane deputato del PCI inneggiante alle tesi leniniste e all'invasione sovietica dell'Ungheria del 1956, protagonista della corrente migliorista - l'ala moderata, liberal o socialdemocratica, filo-atlantica e filo-craxiana che osteggiava Enrico Berlinguer – ma sempre leale con le regole vigenti nel Partito Comunista come il centralismo democratico (e nemmeno vedere le truppe russe porre fine alla Primavera di Praga del '68 poté spingerlo ad abbandonare quel partito), quantomeno spettatore del sistema di finanziamento illegale dei partiti che riguardò la propria corrente (beneficiata anche dalle elargizioni di Ligresti e Berlusconi) ed il proprio partito (in qualità di 'ministro degli esteri del PCI' secondo le accuse formulate in una vigliacca, ma che è difficile considerare infondata, chiamata in correo da parte di Craxi), zelante difensore della partitocrazia – al di là di ogni evidenza e contro il comune sentire dei cittadini – fino all'elogio postumo del sopracitato Bettino Craxi.