"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

giovedì 2 luglio 2009

Soli, incorreggibili e veri..

Il testo che segue l’ho sovrapposto alle note di una famosa canzone, per addormentare i miei nipotini quando erano ancora in fasce..

Prendi la luna e portala con te.

Guarda lontano e vedi cosa c’è.

Lungo la strada, tu non voltarti mai, anche da solo puoi farcela, lo sai.

Quello che lasci non lo ritroverai, ma ogni volta tu scegliere dovrai.

Passerà il tempo e di scelte ne farai,

Talmente tante, non le ricorderai.

Solo allora, voltarti tu potrai..

E, in un istante, allora, capirai.

Prendi la luna e portala con te.

Guarda lontano e vedi cosa c’è.

Se poi ti accorgi che il mondo è tutto qui,

Mettilo in tasca e vivilo così.

domenica 28 giugno 2009

I numeri per capire l'Italia

Per chi pensa che siano dei marziani coloro che parlano di un Paese ormai ostaggio di mafie-massonerie e fascismi.
Per chi giudica un buffone sguaiato e cialtrone Beppe Grillo quando denuncia il potere delle caste.
Per chi ritiene Marco Travaglio un moralista interessato. Per chi non riesce a capire Antonio Di Pietro e la sua 'ossessione' per la legalità invitiamo a leggere e a ragionare su alcune cifre.

La Corte dei Conti valuta in 50-60 miliardi di euro il danno per lo Stato derivante dalla corruzione e in almeno 100 miliardi di euro le entrate sottratte all'Erario con l'evasione fiscale.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/06/corte-conti-corruzione-rendiconto-generale-stato.shtml?uuid=c28cce06-616d-11de-9575-32a4fea0782f&DocRulesView=Libero

Il fatturato delle mafie viene invece valutato dall'Eurispes in 130 miliardi di euro.

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/12664/84/

Si tratta di cifre imponenti. Certo in parte sovrapponibili (parte della corruzione è anche parte del fatturato delle mafie e parte dell'evasione fiscale) e in ogni caso rappresentano delle stime. Ma l'autorevolezza delle fonti da cui provengono dà un'idea realistica della dimensione dell' “illegale in Italy”.
Tali fenomeni si affiancano e si completano con altre forme di degenerazione della vita nazionale, tessere che vanno a comporre il mosaico dell'emergenza italiana.
I cosiddetti costi della politica. Non la legittima contribuzione dello Stato ai costi della democrazia, premessa indispensabile perché la politica non sia esclusivo appannaggio dei ricchi, ma pensiamo a quella pletora di rappresentanti (nazionali e locali) e ai loro ingiusti privilegi, al personale politico ad essi legato, all'occupazione partitica dei ruoli di sottogoverno (enti e aziende pubbliche nazionali e locali) e delle istituzioni culturali quali Università, Rai e giornali, ad un'inutile stampa di partito.
Il costo per lo Stato Italiano del Vaticano, tra contribuzioni derivanti dall'otto per mille, finanziamento alle scuole cattoliche, esenzione ici e altro (valutato in circa 4 miliardi e mezzo di euro l'anno).
Le inefficienze della pubblica amministrazione e i tempi biblici della giustizia.
Le situazioni di distorsione 'legale' del mercato, cioè quelle situazioni e quei provvedimenti formalmente legittimi ma che vanno a vantaggio non della collettività ma di particolari lobbies (si pensi al ruolo che rivestono nella politica economica italiana l'industria petrolifera e quella automobilistica).
La tradizione italiana di familismo e di umiliazione del merito, l'abitudine a favorire nella gestione della cosa pubblica i propri amici e parenti e gli amici e i parenti dei potenti.
Ultima ma non meno importante l'assenza di un libero sistema informativo.
L'insieme di quanto elencato, la somma, non solo monetaria, di quanto viene sottratto alla comunità e al legittimo uso delle risorse pubbliche, al libero dispiegarsi dei talenti è tale da impedire qualunque seria politica sociale, di sviluppo economico e di progresso culturale.
E contemporaneamente, non meno grave, tutto questo rappresenta una forma di gravissimo deterioramento della vita pubblica, di distorsione del libero mercato, di imposizione di valori distorti e immorali, di mortificazione delle singole capacità individuali, di condizionamento dei comportamenti quotidiani di tutti. E' alla radice di un Paese bloccato, agonizzante e senza speranze.
Come non pensare che la massa di persone che gravita intorno a questo mostruoso intreccio di parassitismi influisca in modo decisivo anche sui destini politici di questo paese?
Come non pensare che il consenso di Berlusconi nasca in una parte non trascurabile da questo mondo?
Come non pensare che la vera debolezza del PD (e prima del PDS-DS) nasca dal non aver combattuto in modo veramente deciso questi fenomeni?
E allora come non pensare che la salvezza dell'Italia passa anzitutto dal combattere e sconfiggere questo sistema?

Dal Mondo per l'Iran

di Gianluigi Di Blasi

venerdì 26 giugno 2009

Stamane
mi trovavo a fare il solito giro sul web a caccia di notizie, di informazioni utili, di fatti e voci,
sinchè,
tra le morti di Michael Jackson e Farrah Fawcett, il PIL italiano diretto verso il -5% (nonostante Tremonti non voglia se ne parli), la versione di Cicerone al classico con gli assi cartesiani a fargli compagni dallo scientifico, l'incendio con parvenza intimidatoria dell'auto della Montereale (http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_992421004.html), le vacue schermaglie all'interno del PD e la tensione Mondo vs. Ahmadinejad&Khamenei...
proprio in un blog iraniano (http://shooresh1917.blogspot.com/), tra i terribili aggiornamenti del bollettino di guerra, ho trovato anche la voce che cercavo...
una lettera per la democrazia datata 25 Giugno,
a mio avviso, da diffondere il più possibile e che dice pressapoco così:

"Questa mattina, l'ayatollah Ali Khamenei ha chiesto la fine delle massicce dimostrazioni di forte protesta contro il risultato delle elezioni della scorsa settimana. Egli ha sostenuto che fare delle concessioni per esigenze popolari e 'illegale'. la pressione è pari a una forma di 'dittatura', e ha ammonito il manifestanti che, piuttosto che le forze di polizia, sarebbero stati ritenuti responsabili per qualsiasi ulteriore violenza.

le argomentazioni di Khamenei suonanoi familiari a chiunque sia interessato di politica di azione collettiva, in quanto sembra basarsi sulla logica utilizzata da parte delle autorità statali di opporsi alla maggior parte delle grandi mobilitazioni popolari dei tempi moderni, in Francia dal 1789 al 1979 in Iran stessa. Queste mobilitazioni hanno preso forma attraverso una lotta per affermare il principio che la sovranità spetta al popolo, piuttosto che con lo Stato o dai suoi rappresentanti. 'Nessun governo può giustamente rivendicare autorità', così i militanti del Sudafrica ANC hanno scritto nella loro Carta delle liberazione del 1955, 'a meno che non si basi sulla volontà di tutto il popolo.'

Inutile dire che spetta al popolo iraniano di determinare il proprio corso politico.
Gli osservatori stranieri, ispirati al coraggio dei dimostranti iraniani di questa settimana, tuttavia, hanno il diritto di ricordare che un governo che pretende di rappresentare la volontà del suo popolo può farlo solo se rispetta le più elementari condizioni per la determinazione di una tale volontà : la libertà delle persone di riunirsi, senza ostacoli, come una forza collettiva. e la capacità delle persone, senza limitazioni sulla discussione o l'accesso alle informazioni, di deliberare, decidere e attuare un piano d'azione.

Anni di sponsorizzazioni straniere di 'promozione della democrazia' in varie parti del mondo hanno contribuito a diffondere un ben fondato scetticismo circa i movimenti civili che sostengono una sorta di legittimazione democratica. Ma il principio stesso rimane chiaro come sempre: solo il popolo è in grado di determinare il valore di tali crediti. Noi, i sottoscritti invitano il governo iraniano a non compiere alcuna azione che potrebbe scoraggiare tale determinazione. (qui la lettera in inglese: http://shooresh1917.blogspot.com/2009/06/open-letter-of-support-to-demonstrators.html ...perdonate la mia traduzione pedestre, ma ho ritenuto importante fare passare il messaggio)

questa lettera
è già stata firmata in tutto il mondo da docenti, medici, politici, studenti, operai, cittadini!!!
è indubbio
che il Governo Iraniano non leggerà nè ascolterà l'appello qui esposto, ma altrettanto
è indubbio
che il popolo iraniano ha bisogno di tutto il nostro sostegno. se è vero che non possiamo mollare tutto e tutti per partire alla volta di Teheran, è vero anche che abbiamo la possibilità di fargli sentire il nostro conforto, il nostro sostegno, la nostra solidarietà.
è un popolo che si batte per la libertà!

riflessioni:
un partigiano spiega cosa significhi combattere per la libertà: http://www.youtube.com/watch?v=UGiFA_EsQu4
e Camilleri si supera ancora una volta: http://video.unita.it/?video=1152

"per quanto lunga possa essere una notte,
non potrà mai impedire al Sole di tornare a risplendere"
(J. Morrison)

p.s.
dallo stesso blog, una nota dai medici dell'ospedale: http://shooresh1917.blogspot.com/2009/06/letter-from-tehran-hospital.html ...in cui denunciano la sottrazione dei cadaveri da parte delle forze di Polizia, con ciò la crescente incertezza sul numero reale delle vittime, così come sulla la loro identità, oltre al dolorosissimo dato che tra le vittime ci son molti ragazzi tra i 15 e 16 anni!

sabato 27 giugno 2009

Incontro con Gioacchino Genchi il 3 luglio a Roma


Conferenza:
Viaggio storico nel paese,
da culla del diritto a covo dell'illegalità

Quando: 3 luglio 2009 17.00

Dove:
Sala Consiliare Municipio XI
V. Benedetto Croce 50







Gli Amici di Beppe Grillo di Roma organizzano una conferenza sulla legalità e sullo stato della giustizia nel nostro paese (argomento oggi più che mai di stretta attualità).

Interverranno come relatori:

Gioacchino Genchi - funzionario della Polizia di Stato, consulente per le inchieste Why Not, omicidio Borsellino
Gianni Lannes - giornalista freelance, collaboratore de L'Espresso e La Stampa
Christian Abbondanza - presidente Casa della Legalità di Genova

Saranno in collegamento via skype Luigi De Magistris e Salvatore Borsellino.

L'incontro ed il successivo dibattito pubblico vogliono sottolineare l'evidente retromarcia compiuta dal nostro paese nella lotta all'illegalità, nella tutela reale del cittadino, nella sicurezza.

Ti aspettiamo il giorno 03/07/2009 alle ore 17.00 presso la a Sala Consiliare dell'XI Municipio in Via Benedetto Croce a Roma.

Ulteriori informazioni:
http://www.meetup.com/Grilli/it/calendar/10732845/

Dopo la conferenza seguirà una cena con i relatori e gli organizzatori, se vuoi partecipare anche tu, chiama entro il giorno 2/7/09 il numero 349.3941630 - Solidea

http://www.facebook.com/event.php?eid=101592260193&ref=mf

mercoledì 24 giugno 2009

Per riflettere

di Gianluigi Di Blasi

Io vorrei non vorrei ma se vuoi...
su queste notizie bisogna riflettere...
iniziamo dal Gossip, come lo chiamano impropriamente i suoi Bravi e poi passiamo a qualcosa di più serio!

1. Berlusconi
attacca l'inchiesta di Bari: "La D'Addario pagata contro di me": http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-10/berlusconi-divorzio-10/berlusconi-divorzio-10.html ...come stupirsi? c'è sempre un complotto dietro le vicende che negli anni han coinvolto Don Silvio: http://www.unita.it/rubriche/Travaglio/2009/06/23 ...intanto, mentre accade tutto questo, Don Silvio ci mostra il manifesto del suo liberismo: http://ilmiopaesealtrove.blogspot.com/2009/06/la-piazza-e-di-tutti-non-lha-comprata.html


forse forse, però, al di là di ciò che dice il neo-fido Minzolini, non è gossip: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2280935 ... e lo spiega benissimo un Ordinario di Diritto Costituzionale: http://ilmiopaesealtrove.blogspot.com/2009/06/spagna-el-pais-risponde-silvio.html ...se non bastasse, chiedere direttamente a Bill Clinton se questo è gossip!

2. Immigrati,
il deliro va avanti sereno: http://www.unita.it/news/interni/85840/giudici_spia_antiimmigrati ...intanto, però, uno di loro: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo453154.shtml ...e noi? noi nel 2009 facciamo cose del genere: http://napoli.repubblica.it/dettaglio/difende-lamico-gay-pestata/1658656 ...complimenti!

3. Cronaca,
Orrore davanti a un asilo milanese, accoltellata con il bimbo in braccio: http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/donna-accoltellata/donna-accoltellata/donna-accoltellata.html ...non ci resta che sperare che il Vespino non la trasformi nella nuova Cogne!

4. dopo la bicamerale,
un nuovo tentativo di decidere tutto inter amicos: http://temi.repubblica.it/micromega-online/230609-italiadecide-cosa/ ...intanto al Copasir riemerge l'uso improprio di telefonini a tariffe super agevolate da parte di amici o collaboratori degli eletti: http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/richieste-senatori/richieste-senatori/richieste-senatori.html ...poche settimana fa, Ministri inglesi di son dimessi per molto meno!

5. Iran,
la censura è di marca occidentale: http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_22/iran_censura_internet_olimpio_abf15450-5f38-11de-bd53-00144f02aabc.shtml ...Obama alza la voce: "Violati i diritti umani": http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=43&ID_articolo=1327&ID_sezione=58&sezione= ...ed a questo link notizie utili su come e dove poter seguire in diretta gli eventi: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200906articoli/44873girata.asp

sui brogli, Il regista Makhmalbaf: non sono stati brogli ma un vero colpo di Stato
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=19201&sez=HOME_NELMONDO&npl=&desc_sez= ...e dal sito di Mussavi qualche dettaglio più preciso: http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/mondo/news/2009-06-24_124349822.html


"Son morto ch'ero bambino
son morto con altri cento
passato per un camino
e adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz c'era la neve
il fumo saliva lento
nei campi tante persone
che ora sono nel vento.
Nei campi tante persone
ma un solo grande silenzio
Che strano non ho imparato
a sorridere qui nel vento.
Io chiedo come può un uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone
ancora non è contenta
di sangue la bestia umana
e ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sarà
che un uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà
e il vento si poserà"
(contano i Nomadi, testo di Guccini: http://www.youtube.com/watch?v=ftmhnUgrBwg)

mi chiedo e vi chiedo:
ma dobbiamo necessariamente arrivare a questo livello?
quante volte ci siamo sentiti dire: prevenire è meglio che curare!
è indubbio che il regime iraniano non è paragonabile a quanto, seppur di gravissimo, avviene in Italia,
ma è necessario arrivare a quei livelli per alzare la testa?
ci devono togliere proprio tutte le libertà e garanzie costituzionali prima di trovare la forza di dire a gran voce le cose che come stanno?
prima di dire a gran voce che la mafia ci governa impunemente (1), prima di dire a gran voce che il modello P2 continua a trovare applicazione (2), prima di dire a gran voce che il Presidente della Repubblica non è adeguato al suo difficile mandato in questo difficile momento storico (3), prima di dire a gran voce che una vera opposizone politica è praticamente inesistente, prima di dire a gran voce che il Paese, come il Presidente Papi, sta andando letteralmente a put...?

"c'è stato un periodo in cui le manifestazionei di piazza sono state tante, dopo le stragi soprattutto ma anche in difesa della giustizia, ci son state manifestazioni di piazza affollatissime, i cittadini e le cittadine si assumevano la propria responsabilità e la manifestavano apertamente mettendoci la faccia, mettendoci tutto se sstessi. poi c'è sttao un periodo ni cui tutto questo sembrava fosse passato come se non fosse più necessario. come se quasi si fosse raggiunta una maturità che rendesse superfluo scendere in piazza oppure peggio che lo rendesse inutile, vano, che non ci si credesse fino in fondo. è come se a poco a poco si fossero spenti gli entusiasmi il senso della partecipazione vera! ... anch'io avevo pensato che le manifestazioni fossero inutili, che ormai fosse tempo di operare ed agire in maniera diversa ma non è così! io in questi giorni l'ho detto e l'ho ripeturo più di una volta, oggi è tornato il tempo, purtroppo è tornato il tempo che bisogna esserci di persona. che bisogna esserci con la propria faccia che non si può più delegare a nessuno il proporio impegno personale, che bisogna confrontare che quell'impegno che noi abbbiamo anche delegato a qualcuno, venga portato avanti così come noi vogliamo, così cme abbiamo chiesto, così come abbiamo scelto. invece oggi è più che mai necessari esserci di persona, esserci in prima persona, perchè quello che sta accadendo io credo che sia altrettanto grave di quello che accadde negli anni '90, nel '92 nel '93, quando c'era una parte cospicua del Paese che subiva le scelte di fatti traumatici e traumatizzanti. oggi tutto questo accade ed è un governo a compiere certe scelte è un governo a compiere certi atti, è un goveno che rischia di vanificare tante conquiste che, noi, noi cittadine e cittadini abbiamno guadagnato col nostro impegno con la nostra pressenza costante con la nostra attenzione, quando si parlava di calo di tensione era calo di attenzione e se si è matenuto e si è riuscito a manternere è perchè noi c'eravamo. perchè c'eravamo uno a uno e tutti insieme, al di là degli steccati al di là anche delle differenze, perchè ci son delle cose che son al di sopra di tutto e di tutti, perchè ci son dei valori assoluti che non pessono non possone cedere davanti a nulla, il valore della giustizia il valore della solidarietà, tutto questo oggi viene calpestato, viene considerato fuorni moda viene considerato quasi nocivo (8 luglio 2008, Rita Borsellino...video completo su: http://tv.repubblica.it/copertina/no-cav-day-rita-borsellino/21991?video)

"Siate voi il cambiamento che volete nel mondo" (Gandhi)

(1) M. Travaglio: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2262988.html
(2) L. Chiavetta: http://www.articolo21.info/4943/editoriale/piano-di-rinascita-democratica-manca-solo-il.html
(3) B. Tinti: http://toghe.blogspot.com/2009/06/limparzialita-del-presidente.html
G. Di Blasi: http://chiarelettere.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2281775

martedì 23 giugno 2009

Domenica 28 giugno h 10,00

Organizzatore: RIUNIAMO TUTTI ''I GRUPPI DI SINISTRA SU FACEBOOK''

http://www.facebook.com/event.php?eid=85634237861

Un fiore per la libertà

Data: domenica 28 giugno 2009 Ora: 10.00 - 11.00

Luogo: presso il municipio della tua città.

Il 28 giugno alle 10 ci troveremo nelle piazze, davanti ai municipi, a portare un fiore. Ma chi saremo? Saremo semplicemente dei cittadini che testimonieranno una volontà, un desiderio, che nel nostro paese vi sia una democrazia compiuta. Dei cittadini che ritengono che il patto sancito tra i cittadini e i propri rappresentati, la Carta costituzionale, sia da difendere e da attuare..
Cittadini appartenenti, alcuni, alle formazioni della sinistra, altri semplicemente “cittadini”. La singolarità e l'importanza di questa azione sta nella sua “autoconvocazione”. Non l'ennesimo momento di conteggio delle presenze da parte delle varie forze politiche per dimostrare la propria forza, più ai potenziali alleati che agli avversari. Nemmeno una azione di anti-politica. Anzi. E' in realtà un gesto per dimostrare che le sinistre di questo paese possono/devono dialogare. Che c'è un popolo che forse alla sinistra ha tante critiche da fare ma ne condivide i principi, l'etica. Una popolazione laica, composta da cattolici, islamici, atei, buddisti ecc.. che ritiene il proprio agire come un atto dovuto alla democrazia del nostro paese. Un appuntamento “libero” senza distinguo identitari, per testimoniare che se siamo una nazione nata dai valori della resistenza partigiana ad una dittatura, ne abbiamo ancora gli anticorpi, siamo ancora capaci di muoverci, senza capibastone, non siamo inebetiti dagli spot televisivi che ci dicono “va tutto bene, esci e compra”. Siamo vivi. E pensiamo, e ci preoccupiamo e siamo capaci anche di unirci per qualcosa di importante come la libertà di informazione, e ancora di più la libertà di pensiero.Movimenti, partiti e altro forse temono queste cose, o ancor peggio attendono perché queste cose non riescano, perché queste cose obbligano le strutture, i partiti, a tener conto delle persone, ad uscire dagli apparati, a dialogare veramente con il “territorio”. Chiedo dunque a tutti di dare massima pubblicità a questo evento. Passando parola, stampando 10 fogli e mettendoli dove possibile, spedendo e mail...ogni atto, ogni azione che permetta a questa manifestazione di riuscire, sarà un'azione che potrà riunire le forze progressiste ed ambientaliste di questo paese...perché difendere la democrazia e la costituzione sono i primi passi per riprenderci la Politica del nostro paese ….
Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

domenica 21 giugno 2009

I cattolici e Berlusconi

Mi sono sempre chiesto, da credente, cattolico per tradizione familiare (l'ideale di un cattolicesimo generoso, solidale, tollerante, umano, per intenderci quello di San Francesco, di Giovanni XXIII, di Don Milani), come possano le destre e Berlusconi ottenere consenso nel mondo cattolico, sia tra i fedeli che nelle gerarchie ecclesiastiche.

Alcune risposte le ho trovate nel dialogo su Il Foglio di qualche giorno fa tra Luigi Manconi e Giuliano Ferrara

http://www.ilfoglio.it/soloqui/2657


Scrive Manconi “esiste, deve esistere, una qualche apprezzabile affinità (se non coerenza) tra stile di vita personale e messaggio pubblico?
Contrariamente a quanto si crede, la risposta della Chiesa cattolica è sempre stata negativa: no, non è lo stile di vita, i comportamenti privati, le relazioni domestiche che qualificano il “buon cristiano” impegnato in politica. Sono solo ed esclusivamente le sue “opere”: in altre parole, e in estrema sintesi, le leggi che produce. Sotto questo profilo, resta decisiva una intervista di Camillo Ruini risalente ormai a un decennio fa: in quella circostanza, fu nettissima la distinzione tra attività politica e legislativa e opzioni private, tracciata dall’allora presidente della Cei: e fu altrettanto chiara l’indicazione di come fosse la prima a qualificare l’identità cristiana dell’uomo pubblico. Non stupisce: per la Chiesa l’uomo è naturaliter peccatore e, dunque, la sua fallibilità (la “debolezza della carne”) è un dato storico e teologico che si mette nel conto e che va affrontato e risolto con una adeguata vita sacramentale: in questo caso, col ricorso a quel sacramento della confessione che è parte integrante dell’esperienza del cristiano.”
E' dunque, secondo Manconi, la scissione tra i principi e i valori che vengono proclamati pubblicamente e gli effettivi comportamenti personali per i quali, nel caso, il fedele o il politico si rivolgerà a Dio e al confessore, ciò che contraddistingue la Chiesa cattolica. Vizi privati e pubbliche virtù, l'istituzionalizzazione dell'ipocrisia che peraltro può essere mantenuta solo fino a quando i vizi privati rimangano nascosti e occultati.
Condivido.
Così si spiega la finanza vaticana dei Marcinkus, Calvi e Sindona, l'appoggio ad un Giulio Andreotti assolto dal reato di mafia solo per l'intervenuta prescrizione, la sepoltura come fosse un santo di un boss della banda della magliana in una basilica, i silenzi e la tolleranza all'interno della chiesa sulla pedofilia. Le opere prevalgono sullo stile di vita. Le opere che evidentemente recano giovamento alla gerarchia ecclesiastica.
Nella stessa logica si pone anche l'editoriale di Gianfranco Marcelli sull'Avvenire, il quotidiano dei Vescovi,
http://www.avvenire.it/Commenti/Veleni+e+sospetti+La+catena+delle+non+chiarezze_200906190815329300000.htm

Tralasciando l'ilarità che suscita la scoperta da parte dell'Avvenire dei comportamenti di Berlusconi, e senza che si tenga in alcun conto la valenza anti-cristiana delle sue tv (pubbliche e private) e della sua azione di governo, l'editoriale viene citato a sproposito come segno del distinguo e della critica nei confronti di Berlusconi. Rappresenta in realtà un'ulteriore conferma della scissione tra valori cristiani e politica che opera la Chiesa.

“E se anche non fosse possibile eliminare ogni ombra, perché ad esempio su alcune questioni il bandolo della matassa è in mano alla magistratura, si pongano almeno i presupposti per evitare ulteriori stillicidi di chiacchiere e di tempeste mediatiche. Senza illudersi che l’efficienza dell’azione di governo possa far premio, sempre e comunque, sui comportamenti privati.”

Traduco: Berlusconi va benissimo in termini politici (nonostante la social card, l'assenza di interventi sulla crisi economica, i respingimenti, ecc.ecc.), dovrebbe essere solo più efficace nel tutelare la propria immagine pubblica.

La stessa contraddittorietà vale ancor di più per il singolo fedele. Non è necessaria la testimonianza in politica e nella vita privata dei valori cristiani, è sufficiente l'adesione ai dettami della Chiesa per salvare la propria anima e dunque, in politica, a quei partiti che ad essa fanno riferimento. Gli stessi partiti che magari contemporaneamente accarezzano gli istinti profondi di quell'elettore, come l'odio per lo straniero e l'idea di un'economia senza regole.
E per quanto riguarda la logica delle opere in termini legislativi ciò che le gerarchie ecclesiastiche richiedono veramente (essendo anche loro dei peccatori che potranno ricorrere al sacramento della confessione ...) non è la testimonianza del messaggio cristiano di stare dalla parte dei più deboli, dei poveri, dei malati, dei disabili, della giustizia, di consentire ai giovani di formare una famiglia e alle famiglie di poter vivere decorosamente ma leggi che tutelino i propri interessi ed il proprio potere.
Leggi che tutelino i propri interessi economici ed il proprio potere nei settori della scuola privata, della sanità, dell'edilizia e la propria vocazione sessuofobica che 'obbligando' i cattolici a peccare determini in loro il senso di colpa e li ponga in stato di dipendenza psicologica nei confronti della gerarchia ecclesiastica.

sabato 20 giugno 2009

Un referendum inutile, pericoloso, dannoso e velleitario

Dico anch'io la mia sul referendum dopo gli ottimi interventi che mi hanno preceduto su questo blog:

http://veritaedemocrazia.blogspot.com/2009/06/referendum-il-cetriolo-siamo-noi.html

http://veritaedemocrazia.blogspot.com/2009/05/la-mia-opinione-sul-referendum.html

http://veritaedemocrazia.blogspot.com/2009/05/referendum-dubbi-e-preoccupazioni.html

A mio avviso si tratta di un referendum inutile, pericoloso, dannoso e velleitario.

Inutile perché non riguarda nessuno dei tre elementi che rendono porcata la legge elettorale Calderoli:

l'attribuzione del premio di maggioranza in assenza di una percentuale minima di voti da raggiungere (e in questo senso peggiore della fascista legge Acerbo del 1923);
l'esistenza di due diversi criteri di attribuzione del premio di maggioranza tra Camera (su base nazionale) e Senato (su base regionale) che rende non improbabile l'eventualità di diverse maggioranze nelle due Camere e dunque di una situazione di ingovernabilità;
l'impossibilità per gli elettori di poter scegliere i propri rappresentanti in Parlamento che vengono nominati sulla base dell'ordine di presentazione deciso dalle segreterie dei partiti.

Pericoloso perché se passassero i quesiti 1 e 2 (scheda viola e scheda beige) sarebbe possibile l'attribuzione del premio di maggioranza (e cioè il 55 per cento dei seggi) ad un unico partito che avesse ottenuto la maggioranza relativa anche solo, ad esempio, con il 25 per cento dei voti. Il successo dei due quesiti probabilmente obbligherebbe i partiti ad un bipartitismo forzoso e indistinto, due liste contrapposte con dentro tutto e il contrario di tutto, in ogni caso restringendo ulteriormente gli spazi di rappresentanza democratica esistenti.

Dannoso perché il probabile mancato raggiungimento del quorum toglierà ulteriore credibilità ad un importante istituto di democrazia diretta quale il referendum popolare.

Velleitario perché si prefigge l'obiettivo, nel caso di successo dei quesiti referendari, di costringere la maggioranza di destra ad una nuova e migliore legge elettorale senza tener conto della totale assenza di senso dello Stato e di rispetto delle Istituzioni e della Costituzione che la contraddistingue.

Giustamente è stato detto che l'unico quesito per il quale avrebbe senso votare SI è il terzo, quello che riguarda l'abolizione delle candidature multiple (cioè la possibilità per un candidato di presentarsi in più di una circoscrizione elettorale) e pertanto si suggerisce di ritirare solo la scheda verde facendo verbalizzare l'astensione per gli altri due quesiti. Ma onestamente mi sembra un po' troppo poco per rinunciare ad una bella gita al mare o in montagna.

venerdì 19 giugno 2009

Referendum: il cetriolo siamo noi

Io, personalmente, farò così.

Scheda viola (premio di maggioranza alla Camera): ASTENSIONE

Scheda beige (premio di maggioranza al Senato): ASTENSIONE

Scheda verde (abolizione delle candidature multiple): CHIEDERO' SOLO QUESTA SCHEDA E VOTERO' SI'

L'8 maggio scorso, ho affrontato il tema Referendum, cercando di spiegare i quesiti ed esprimendo i miei dubbi e le mie preoccupazioni.
http://veritaedemocrazia.blogspot.com/2009/05/referendum-dubbi-e-preoccupazioni.html
Da allora, mi sono annoiata e innervosita, leggendo, vedendo, sentendo la patetica italietta dei padroncini.
Sarò breve.
La casta ha deciso di fare fuori Berlusconi.
E' una guerra intestina, dove, anche volendo, non ci permetterebbero di entrare.
Per dirla con Scarpinato, è l'ob-sceno del potere.
Da anni, non ci è dato scegliere i nostri rappresentanti politici.
Non ci è proprio concesso di avere dei rappresentanti politici e di esercitare la sovranità.
Da anni ci dicono che 'loro' sono i padroni e noi i servi, volenti o nolenti.
Graziosamente, però, dall'alto, sulla scontata premessa della nostra sudditanza, ci concedono di scegliere il padrone (Pdl, Lega, Udc, Pd).
In realtà, anche questa assurda e grottesca prepotente concessione è a sua volta una finzione.
Loro, i padroni, hanno già deciso o stanno decidendo, senza consultarci, chi saranno i nostri padroni.
Stanno valutando e soppesando la reciproca forza contrattuale.
Hanno deciso di fare fuori Berlusconi e la Lega.
Da come si esprimono e comportano, il dado sembra già tratto.

Questo Referendum è nato da un'istanza democratica di denuncia dello scempio elettorale e da un'istanza democratica di restituzione al popolo delle prerogative sovrane.
Se l'Italia fosse stata una Repubblica democratica, questo Referendum avrebbe avuto luogo prima delle ultime politiche e l'attuale sedicente parlamento non esisterebbe.
In realtà, se l'Italia fosse stata una Repubblioca democratica, questo Referendum non sarebbe mai esistito, poiché, in una Repubblica democratica, il cosiddetto Porcellum, legge porcata 270/2005, non avrebbe mai potuto avere cittadinanza.
Gli extracomunitari capiranno il senso delle mie parole e a loro chiedo "unitevi a noi".
Siamo governati da extra comunitari, che sfacciatamente violano la Costituzione e tutte le convenzioni sovranazionali ed internazionali, a cominciare dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo.
Il Paese è stato preso in ostaggio da gente senza arte, nè parte, clandestini e latitanti; senza un lavoro onesto e senza permesso di soggiorno.
Vanno in giro con documenti falsi, rifiutano di fornire la loro identità. Pretendono di delinquere impunemente e chiunque si ribelli, lo seppelliscono, vivo o morto.

BASTA!

I primi due quesiti, si sono rivelati due inquietanti cetrioli.
No, grazie.

Il terzo quesito, scheda verde, abolizione delle candidature multiple.
SI'
Un piccolo ritocco legislativo, un grande possibile cambiamento..
Il cetriolo siamo noi.
Soprattutto se scendiamo in piazza e, metaforicamente, li gonfiamo di botte e li prendiamo a calci sulle gengive.

Il prestigio internazionale del nostro Presidente del Consiglio


http://www.lexpress.fr/actualite/politique/chirac-et-le-cavaleur-berlusconi_768124.html

martedì 16 giugno 2009

La mia opinione sul referendum

Questo blog ha parlato dei quesiti referendari su cui siamo chiamati ad esprimerci il 20-21 giugno .

Vorrei dire che l'intera vicenda del referendum è molto grave. Da che esistono i referendum ho sempre avuto una sola risposta per chi invitava all'astensione: no grazie. Per due ragioni. Economicamente, significa mandare a farsi benedire i soldi spesi dallo stato per la loro organizzazione. Civicamente, significa invitare gli elettori a mandare a farsi benedire il loro diritto di esprimersi, una volta tanto che possono farlo. Mi si risponderà che i risultati dei referendum sono, se necessario, tranquilamente aggirati dalla nostra illuminata classe dirigente. Ma non mi pare una buona scusa, in base a questa dovrei bruciare il mio certificato elettorale o in andare in parlamento con le "buone intenzioni" di Guy Fawkes.

Detto ciò, sono per l'astensione al prossimo referendum del 26/27 giugno. La prima ragione viene
dall'ottimo editoriale di domenica 17 maggio 2009 di Giovanni Sartori sul Corriere della Sera: non dare legittimità democratica col voto o alla legge attuale (col no) o alla legge derivata dal referendum (col sì), che riuscirebbe nell'impresa di peggiorare le cose.

Ma c'è di più: in momenti in cui il premier si lascia andare nella più allegra scioltezza a dichiarazioni golpiste, con una maggioranza che è riottosa solo per modo di dire, e che ha peraltro dichiarato che NON cambierà la legge elettorale uscita dalle urne, se vincerà il sì, l'esatto contrario di quanto auspicato dal comitato referendario, rinunciare a un principio per salvaguardare la democrazia è assolutamente obbligatorio. Anche perchè è da stabilire ancora quanto granitica resti l'opposizione dopo le elezioni europee.

Aggiungo però una cosa. Va detto che questo referendum segnerà in ogni caso l'ennesima vittoria, salvo clamorosi imprevisti, della peggio partitocrazia italiana sulla nostra povera democrazia. Ricordo che nella scorsa campagna elettorale (politiche 2008) si parlava della necessità di cambiare legge elettorale un giorno sì e uno pure. Anche solo per dire che i fannulloni della sinistra dopo essersesene tanto lagnati non erano riusciti a rinunciarci (sacrosanta osservazione). Peccato che da allora le posizioni di fondamentalmente TUTTI i partiti o sono sparite in materia di riforma dell'orrido porcellum, o hanno finito per divergere tragicamente quando si è arrivati al dunque. Emblematico (e tragico) ad esempio, il caso Di pietro/De magistris. Il primo ha capito il trucco, ma propone il no anzichè l'astensione (favorendo quasi sicuramente il fronte del sì, che necessita del quorum). Il secondo dalla Annunziata ha dichiarato che è per il sì "per il superamento dell'attuale legge elettorale".

Che purtroppo a quanto pare non sarà mai, col sì o col no: su queste cose il PDL (e il "gran capo" in particolare) è stato chiaro.

Servirebbe dirlo e denunciarlo anzichè cianciare, purtroppo, sul nulla.

lunedì 15 giugno 2009

La vocazione illiberale del Popolo della Libertà

La frase nomina sunt consequentia rerum evidentemente non vale in politica.
Il termine nazista deriva dalla contrazione dei termini nazionale e socialista.
La democrazia cristiana si ispirò, nel cinquantennio del suo potere sull'Italia, a principi ben diversi da quelli cristiani dell'onestà, della solidarietà, della giustizia.
Così il Popolo della Libertà ed in precedenza il Polo delle Libertà hanno dato vita alla più grande stagione di divieti e di proposte e provvedimenti illiberali che abbia mai conosciuto la storia repubblicana.
Nulla di sorprendente pensando alla formazione politica dei propri dirigenti, tra P2, Movimento Sociale e disciplina aziendale di Fininvest e Publitalia o quando va bene, tra PSI Craxiano e la destra democristiana,
Ma è ugualmente impressionante elencare gli attacchi (di peso e impatto diverso ma tutti aventi la stessa logica) progettati e realizzati alle libertà individuali e collettive, da chi pubblicamente ha sempre affermato di voler combattere e limitare al minimo l'ingerenza dello stato nella vita individuale.
La lista è infinita.
Acquistare Kebab e cornetti di notte, mangiare un panino sui gradini di una chiesa, girare in una città turistica senza maglietta, i negozi etnici, i writers, diventati le priorità da combattere per i nostri sindaci e i nostri governanti.
La libertà di culto per i fedeli di religioni diverse da quella cattolica, in particolare di quella musulmana, contrastata in nome di asserite necessità di ordine pubblico.
Il proibizionismo su droga e prostituzione intramontabili cavalli di battaglia delle destre (ci dovrebbero spiegare perchè con la stessa logica 'etica' e di tutela della salute pubblica siano invece liberi il consumo di alcool, il gioco d'azzardo, il fumo).
La legge 40 e i cervellotici vincoli posti in materia di procreazione assistita e ricerca scientifica, il boicottaggio della pillola del giorno dopo.
La possibilità di scegliere liberamente quali cure accettare o rifiutare, nel momento in cui si approssima il termine della propria vita, negata.
Il diritto al riconoscimento delle unioni di fatto, tra conviventi dello stesso sesso o di sesso diverso, nemmeno preso in considerazione.
Lo svolgimento di pubbliche manifestazioni reso quasi impossibile da infinite restrizioni.
Il diritto di sciopero nei pubblici servizi da abolire e sostituire con lo sciopero virtuale.
La libertà di chiedere asilo da parte dei profughi in fuga da guerre e dittature negata attraverso i disumani respingimenti verso la Libia, frutto di una visione razzista e xenofoba. La permanenza stessa in Italia degli immigrati regolari subordinata al rispetto di regole vessatorie.
L'unica risposta alla legittima protesta delle comunità locali alla realizzazione di discariche, inceneritori, impianti inquinanti e pericolosi, centrali nucleari è la militarizzazione dei siti interessati.
Non contenti della situazione di monopolio informativo esistente in Italia, vengono duramente attaccati quei piccoli spazi di dissenso esistenti in tv (Annozero, Report, ecc.) e la la Rete nel suo complesso (obbligo di rettifica persino per i blog).
L'informazione sui procedimenti penali in corso viene vietata nel disegno di legge sulle intercettazioni.
Una delle conseguenze deleterie di questa legislazione compulsiva sarà che i tribunali, già oberati di lavoro, saranno presto sommersi da un'infinità di procedimenti penali con il rischio della completa paralisi (a vantaggio della criminalità organizzata e comune).

La filosofia illiberale del Popolo della Libertà (gli unici a non essersene accorti sono i commentatori liberali come Battista, Ostellino, Galli della Loggia, Panebianco …) si traspone anche nel campo delle istituzioni e dell'economia.
La legge elettorale vigente, la famosa 'porcata' Calderoli votata dalle destre, è espressione di questa concezione illiberale: la scelta dei rappresentanti eletti non è demandata alla preferenza espressa dagli elettori ma dall'ordine di presentazione in lista deciso dalle segreterie dei partiti, partiti peraltro che nel caso di Forza Italia e PDL non hanno mai conosciuto dei veri e liberi congressi.
Il potere indipendente della magistratura, fondamento delle teorie costituzionali liberali, viene limitato con il lodo Alfano e sottoposto ai voleri del governo con il progetto di porre, di fatto, l'iniziativa dell'azione penale nelle mani delle forze dell'ordine.
Non si ha memoria di una vera privatizzazione o liberalizzazione da parte della destra né di una riforma che abbia colpito le corporazioni (dai tassisti ai notai agli avvocati) così forti in Italia.
Le regole fondamentali del libero mercato, concorrenza e trasparenza, contrasto delle posizioni oligopolistiche e monopolistiche, vengono disattese nella mancata adozione di adeguate leggi antitrust e di regolazione dei conflitti di interessi, in particolare in materia di informazione e televisione.
La tutela dei consumatori, tipica delle democrazie liberali anglosassoni, umiliata dal continuo rinvio della entrata in vigore della possibilità della class action.
Certo a volte la destra si ricorda della politica del laissez-faire connaturata al proprio nome. Ma solo quando questo fa comodo ai propri amici e alle proprie clientele: in materia edilizia, nel diritto societario (con l'attenuazione del reato di falso in bilancio), in tema di sicurezza sul lavoro, nella caccia, nella registrazione delle transazioni economiche a fini anti-evasione.
E' casuale che i più autorevoli interlocutori internazionali di questo governo siano Putin, Gheddafi e Papa Ratzinger?