"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)
martedì 18 agosto 2009
Bossi e Ratzinger: offerta speciale. Prendi due paghi uno.
Li vestivano perché fossero d'effetto: preti e bravi di manzoniana memoria, ma anche ben più antichi e rodati.
Immagini di efferata ed insopportabile crudeltà venivano concretamente mostrate in piazza, esemplare dimostrazione per chiunque osasse anche solo pensare di ribellarsi al potere 'costituito'.
La gente, ignorante, credeva e anche se non credeva, si piegava.
I secoli trascorsi da allora nulla hanno cambiato se non la tecnica e la modalità di diffusione del messaggio, oggi ben più potenti.
Agosto 2009.
Questa terra si chiama Italia, un Paese dimenticato da Dio e dal mondo.
Una fortissimamente voluta, sanguinosamente pretesa e faticosamente ottenuta ignoranza, finalmente, regna sovrana.
Ci sono voluti 30 anni circa, per attuare il luciferino piano di rinascita di Licio Gelli.
Viva Satana!
Le ignare e distratte vittime, derise e dileggiate, sono ormai carponi e fedeli ai piedi dei loro carnefici..
..oltre il danno, la beffa:
La Lega chiede la terra.
"Il Signore ha udito il suono delle vostre parole, si è adirato e ha giurato: 'Certo, fra questi uomini, questa perversa generazione, nessuno vedrà la buona terra che io ho giurato di dare ai vostri padri, eccetto Caleb figlio di Jefunne: egli la vedrà; a lui e i suoi figli darò la terra su cui ha camminato, poichè egli ha seguito pienamente il Signore".
(Antico Testamento - Deuteronomio 1, 34-36).
Lo so, la Bibbia è oggi come la Costituzione.
Benedetto XVI fa pendant con Napolitano.
Il Concilio Vaticano II condivide la mala sorte dell'Assemblea Costituente.
"Che giova all'idolo un'offerta di frutta?
Non può mangiarla, né odorarla,
così è chi è perseguitato dal Signore.
Egli guarda con gli occhi e geme,
come geme l'eunuco che abbraccia una vergine".
(Antico Testamento - Siracide - 29,19-20).
Io non ho il dono della fede.
sabato 15 agosto 2009
Breve su Andreotti
Su youtube parlano di morte in diretta.
http://www.youtube.com/watch?v=LprgSwFZIS0&videos=ATZ1ubb0mOA&playnext_from=TL&playnext
Da allora, Andreotti, prescritto per associazione mafiosa, l'uomo che impedì la prima Repubblica e finse la seconda, è scomparso dalle scene.
Ormai ha più di novant'anni.
Dopo aver ucciso in culla la Democrazia e dopo l'imbarazzante e triste débacle di cui sopra, sembra essersi ritirato a vita privata.
Immagino che abbia un archivio ricco al punto da ripulire tutta l'Italia.
Immagino e dò per scontato che lo abbiano messo in condizione di non nuocere.
Lo immagino in una lussuosa clinica o a casa sua, ovunque sia, circondato dall'affetto rispettoso, critico ed interessato dei suoi cari.
Gli auguro di vivere il più a lungo possibile e nelle migliori condizioni di salute, ma presto o tardi arriverà la comunicazione solenne del suo decesso.
Qualcuno, tra le sedicenti alte cariche, potrebbe proporre un funerale di Stato.
Spero di no.
Giulio Andreotti ha umiliato questo Paese in vita, sarebbe crudelmente beffardo permettergli di umiliarlo anche da morto.
Ma forse il divo Giulio ci ha già pensato da solo ad uscire di scena con la stessa discrezione con cui l'ha dominata. Magari ha già disposto una cerimonia privata, anche perché lo 'Stato' di oggi non è più quello di ieri, non è una sua creatura e non lo rappresenta più.
venerdì 14 agosto 2009
Per un pugno di dollari
Semplice scoop giornalistico volto a massimizzare le vendite del giornale in un periodo di crisi economica.
Azione politica del cosiddetto 'Partito di Repubblica' .
La singolare coincidenza che gli scandali sessuali nascano al sud in aree controllate dalla criminalità organizzata proprio nel momento in cui i capipopolo del centro destra meridionale contestano il dominio che la Lega ha ormai imposto sull'azione di governo e sulla destinazione dei pochi soldi disponibili nelle casse dello Stato.
La campagna di Repubblica è però anche l'ennesimo episodio della guerra personale tra De Benedetti e Berlusconi. Questa volta, come nel duello finale di un film western, quello che sembra apparentemente l'ultimo scontro, quello che non lascerà prigionieri.
E come in un film di Sergio Leone non è un duello tra buoni e cattivi, fa pensare piuttosto al cowboy privo di scrupoli che per vendetta e convenienza si trova a liberare la città dal prepotente di turno.
Due vite parallele con alcuni interessi in comune: la politica, l'editoria e la comunicazione. Inciampi giudiziari per entrambi per quanto nemmeno minimamente paragonabili ma anche De Benedetti ha affrontato discutibili vicende imprenditoriali (Banco Ambrosiano e Olivetti).
Entrambi hanno contributo all'evoluzione della cultura e della società italiana evidentemente in direzioni completamente opposte.
Ed è da quasi trent'anni che se ne danno di santa ragione.
L'uno con Craxi, l'altro con De Mita. La concorrenza tra le rispettive aziende editoriali. La suddivisione della pubblicità tra televisioni e giornali.
La vicenda SME. La vicenda Mondadori. L'opposizione di Repubblica, organo di stampa della coalizione prodiana, ai governi Berlusconi.
E tanti soldi ancora in ballo.
Berlusconi costretto alle dimissioni e conseguentemente indebolito renderebbe più facile l'accettazione della richiesta di risarcimento presentata da De Benedetti per la corruzione del caso Mondadori (condanna Previti). Berlusconi ridimensionato aprirebbe nuovi spazi ai progetti televisivi che il gruppo Repubblica sembra avere nel digitale terrestre
Senza contare poi le implicazioni che deriveranno da questa vicenda nella causa di divorzio con Veronica Lario e nella futura suddivisione del patrimonio di Berlusconi tra i suoi figli.
Repubblica, in questa guerra senza ritorno, ha avviato uno stillicidio di rivelazioni che lascia presagire altri e più pesanti materiali a disposizione (le foto di Zappadu, le intercettazioni sulle Ministre richiamate dal 'guastafeste' Paolo Guzzanti) quasi a voler innanzi tutto 'intimidire' l'avversario e dargli il tempo per farsi da parte.
C'è un ulteriore riflessione che viene spesso richiamata dalla campagna di Repubblica.
La critica di chi considera discutibile la scelta di puntare sulle abitudini sessuali anziché sugli altri 'punti deboli' di Berlusconi quali procedimenti penali in corso (e tra questi il caso Mills arrivato ad un primo grado di giudizio con l'esplicita indicazione – nelle motivazioni della sentenza - di Berlusconi, non processabile grazie al lodo Alfano, responsabile della corruzione giudiziaria), gli strettissimi collaboratori e amici (Previti e Dell'Utri) giudicati colpevoli di reati gravissimi (solo in primo grado Dell'Utri ma in una materia, la mafia, assolutamente incompatibile con l'assunzione di incarichi istituzionali), il conflitto di interessi. Che Repubblica insomma eviti di calcare la mano su argomenti scomodi alle oligarchie dominanti, di cui anche Repubblica è parte, ed in ciò trovando sponda (e forse ispirazione) tra i tre cavalli di razza della politica italiana: D'Alema, Casini e Fini.
Una cosa è certa: a seguito della campagna di Repubblica oggi Berlusconi è più debole nella sua immagine pubblica in Italia e all'estero e più debole nel quadro dei rapporti con l'establishment economico-politico-istituzionale.
L'argomento sesso è ahimè straordinariamente più efficace tra gli elettori di altri fondati su questioni giuridiche e costituzionali: cosa sarebbe successo se Berlusconi fosse stato premiato dal voto delle Europee? Quali livelli avrebbe raggiunto la sua già insopportabile arroganza e prepotenza? A quali ulteriori attacchi alla Costituzione Repubblicana avremmo dovuto assistere?
Dunque, senza fare troppo gli schizzinosi, viva Repubblica (e Carlo De Benedetti – Clint Eastwood) se grazie agli scandali sessuali l'Italia riuscirà a liberarsi dall'incubo Berlusconi a patto di essere sempre coscienti che la fine di Berlusconi politico è condizione necessaria ma assolutamente non sufficiente per la rinascita e la ricostruzione della democrazia italiana.
martedì 11 agosto 2009
Woodstock perché ....
Sul Magazine allegato al Corriere della Sera del 6 Agosto 2009,
a pagina 96 inizia un bell'articolo titolato: “Tutto quello che avreste voluto sapere su Woodstock e non avete mai osato chiedere”.
In tre pagine di parole, emozioni e belle immagini viene raccontato come nacque, cosa fu e rappresentò Woodstock, per quell'epoca e per tutti noi che non l'abbiamo vissuto in diretta, ma ne siamo ancora irrimediabilmente affascinati, rapiti, nonostante l'anniversario riporti il numero quaranta!
La penna è quella di Enzo Gentile, la voce è quella dei protagonisti. Alla domanda su come mai, nè nel film, né sui dischi compaiano molti grandi artisti e molte delle hit che animarono la indimenticabile tre giorni, la risposta di Michael Wadleigh, regista de film Woodstock, spiega magnificamente il segreto e l'anima di Woodstock:
“non mi interessava riprendere i nomi più famosi o quelli in classifica, mi piaceva rappresentare una generazione che dal palco, in platea o nell'area del festival, potesse raccontare una gioventù in azione, in movimento, capace di schierarsi e di condividere certi principi. Così, nel montaggio che ci impegnò per un mese, sono finiti volti, storie e canzoni non necessariamente di successo. ”
...questo è Woodstock!
Con questa risposta Wadleigh ci mostra tutta la peculiarità e la grandezza di Woodstock, ci fa capire come quello non fu solo un Festival Rock, ma un momento di unione, di condivisione di modi di vivere, di pensare, di muoversi, di reagire, di manifestare.
Un momento di incontro tra amore e psiche in grado di sopravvivere al momento ed alle contingenze che l'hanno generato.
Rimane ad oggi un unicum nella storia. Nessun movimento, nessun Festival o Rassegna è stata in grado di rappresentare tutto questo, eppure non servono milioni di Euro, non serve un cast di sole Stelle e niente più...
per ricreare Woodstock servirebbe solo
“una generazione che dal palco, in platea o nell'area del festival, potesse raccontare una gioventù in azione, in movimento, capace di schierarsi e di condividere certi principi”
domenica 9 agosto 2009
Franco Battiato oggi... Paolo Borsellino ieri!
dal Corriere della Sera del 6 Agosto 2009
in cui, partendo dalla Questione Meridionale, si finisce col spiegare la malattia di cui soffre l'intero Paese e quale potrebbe o dovrebbe esserne La Cura.
°*°*°*°*°
Battiato: Sud, un vulcano che esploderà!
Roma - “D'istinto, di pancia, mi verrebbe da dire che non esiste alcuna differenza tra Nord e Sud. Perché quando salgo a Milano trovo gli stessi poveri di Palermo, e poi anche la stessa arroganza di tutti gli altri, la stessa deriva tribale, violenta, la voglia di sopraffare, di sfoggiare muscoli ed ignoranza, trovo la stessa insofferenza al giusto, al bene comune...”.
Lei è un intellettuale, provi a non rispondere di pancia.
“Allora le dico che il Sud è seduto su un vulcano, un vulcano non di natura geologica, ma sociale. E sebbene questo vulcano stia per esplodere, i politici fanno finta di nulla, anzi si appassionano in discussioni sostanzialmente inutili, come è in fondo anche quella scatenata dagli ultimi dati forniti da Bankitalia”.
Lei è siciliano e vive a Milano, tra il mare e l'Etna. I politici che...
“che commentano pomposi lo studio della nostra Banca Centrale secondo cui al Sud la vita costa il 16,5% in meno? Ah! Ma non uno che dica quanti qui conti una certa solidarietà familiare, dove il padre aiuta il figlio disoccupato, e soprattutto zitti, tutti zitti sull'aspetto più eclatante della faccenda: e cioè che in tutto il Sud c'è un economia sommersa di natura criminale, mafiosa, che non solo fattura cifre pazzesche, ma che poi va a reinvestirle, appunto, proprio al Nord”.
Scenario complesso.
“Complesso? Colluso!”
Questa è un'affermazione pesante.
“Questa è la verità”.
Battiato, la spieghi.
“Chi è che Governa il Sud? Loro. Chi è che incassa le tasse? Loro. Chi è che poi i soldi delle tasse non li tramuta in beni pubblici, tipo autostrade, ospedali, scuole? Loro... e allora io chiedo: questi politici sono credibili?”
Intanto esponenti del PDL e del Mpa di Lombardo pensano di fondare un partito del Sud.
“pensano ad una Lega del Sud. No, l'idea mi fa orrore”.
Promettono di interessarsi concretamente ai problemi del meridione...
“sono centocinquanta anni. È dal giorno in cui l'Italia fu unita su un pezzo di carta che il Su o viene dimenticato, oppure usato. Sa perché sono a favore del Ponte sullo Stretto? Solo perché darebbe la sensazione materiale di unire”.
Lei è pessimista.
“No. Sono realista. Per capirci: leggo che il Ministra Tremonti starebbe pensando a una Banca per il Mezzogiorno...”
Tremonti pensa potrebbe aiutare lo sviluppo delle imprese meridionali...
“Senta, possono fondare tutte le Banche che vogliono. Prima però devono riuscire a far vincere gli appalti agli imprenditori onesti, e non alle cosche. Prima devono garantirci che le case in Abbruzzo, non verranno ricostruite dalle stesse ditte che, nei pilastri, invece del cemento, misero la sabbia”.
Lei è assolutamente pessimista.
“Io la sera accendo la televisione e ascolto il TG. Poi, al mattino, acquisto i giornali. E cosa trovo? Trovo questi signori che non parlano mai del Paese reale, che soffre, che non arriva alla fine del mese... non gli sento mai dire che al Sud il numero dei disoccupati è diventato enorme e che se non ci pensassero Mafia, Camorra, Ndrangheta a fornire posti di lavoro, sarebbe un guaio”.
Come ne usciamo?
“Io credo che l'intero Paese vada rieducato”.
Rieducato?
“Senta, è del tutto evidente che qui non è più un problema di destra o di Sinistra. Il punto politico è recuperare l'etica, la morale, la dignità, il senso dello Stato.”
Gli studenti più bravi sembra siano al Sud. Si sospetta però, aiutati da insegnanti indulgenti nei giudizi.
“Lei cita statistiche, inutili statistiche. Come si fa a capire se un professore è largo di maniche? L'unica certezza è il lessico usato dai leghisti: ecco, quello testimonia, detto tra noi, che al Sud, probabilmente, si studia meglio.”
°*°*°*°*°
Da pag. 47 de
L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino
"L'errore è pensare che la mafia abbia colmato il mancato sviluppo economico di queste parti disagiate del paese, quindi sbagliamo se crediamo di risolvere il problema inviando più risorse economiche in quelle zone. Lo Stato ha sì il dovere di sostenere le zone con ampie sacche di disoccupazione, di emarginazione e di miseria, ma se non capterà la fiducia dei cittadini sull'imparziale ed equa distribuzione delle risorse, le organizzazioni sfrutteranno questo profluvio di risorse per meglio lucrare. L'esempio è che quando in Sicilia arrivano delle risorse dello Stato centrale, la prima cosa che si pensa è che queste verranno spartite dalla mafia"
venerdì 7 agosto 2009
Su facebook ricevo e sul web pubblico
Egregio Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chi le scrive è una cittadina “italiana” indignata e offesa per le recenti dichiarazioni della Lega a cui hanno fatto subito seguito le affermazioni del ministro Gelmini sulla possibilità di regionalizzare la docenza.
In questi giorni infatti tanto si è discusso di un improbabile escamotage per tenere quanto più lontano l'orda di barbari insegnanti meridionali, che attraverso il democraticissimo sistema dei ricorsi, preme ai confini della terra Aureea Padana.
Il famigerato test di dialetto e/o cultura locale (proposto e smentito poi dalla lega) seguito dalla proposta del ministro Gelmini sull’obbligo della residenza.
Anche illustri personaggi come il professore Veronesi si sono espressi in merito.
Sappiamo che questo è un progetto della Lega che per molti anni ha serpeggiato tra le fila dei loro membri politici, basta ricordare le dichiarazione di Bossi e di Calderoni nel lontano 1996. http://www.facebook.com/l/;archiviostorico.corriere.it/1996/settembre/13/Lega_vuole_schedare_docenti_del_co_0_96091310218.shtml Un progetto che nulla ha a che fare con il federalismo ma ha un chiaro e amaro sapore di razzismo tra i cittadini di una stessa nazione.
Una vera guerra fratricida o se vogliamo cannibalistica.
Da Italiano, Meridionale come noi, non credo non si sia accorto che ormai si sta palesando giorno per giorno, un attacco crudele ed ingiusto alla parte più deboole, ma riconoscerà più potenziale del nostro paese. E' l’attacco sferrato ai danni di tutti: magistrati, docenti, dirigenti scolastici, polizia..
Ciò che maggiormente ci rattrista , però , è il Suo silenzio e quello di tutti i parlamentari ministri e senatori che pur essendo meridionali hanno taciuto e condividono tale politica razzista e diffamatoria e sappiamo bene il perché.
La Lega dopo gli ultimi risultati elettorali, e in fatto di scuola nel particolare sembra trovare appoggio dal Ministro Gelmini, sulla base di quelli che danno l'impressione essere deliri di onnipotenza, ricatta il governo, attraverso l'espressione eufemistica di "federalismo fiscale". Ma il vero obiettivo ormai è chiaro, lampante, non più sussurrato, non più celato con pudore: IL SECESSIONISMO.
Il pesante e complice silenzio intorno a questo indegno progetto, è per il più classico dei giochetti politici, quello delle poltrone. Qualunque cosa pur di avere una maggioranza compatta ed evitare la crisi. Anche a costo di andare contro la nostra Carta Costituzione (di chi era la frase," agiremo anche a costo di cambiare la Costituzione?"), anche spergiurando il giuramento fatto sulla nostra amata bandiera.
Suo dunque, in qualità di garante della Costituzione, è l'ingrato compito di proteggere l'Italia, di proteggere il nostro patrimonio storico cultuale, di proteggere noi e le nobili terre che le hanno dati i natali.
La prego allora, lei che oggi ha la responsabilità di occupare il posto di un grande partigiano molto amato da tutti per il suo essere "cattolico non cristiano", e che come speriamo faccia Lei, mai si sarebbe lavato le mani come Pilato.
Un cittadino/a Italiano.
Fate il copia incolla e inviatela a: https://servizi.quirinale.it/webmail/
ma anche ai media.
mercoledì 5 agosto 2009
Eversione e secessione
Raccolgo tutti i pezzi, la somma farà il totale.
Pezzo n. 1
Con la Legge 24 febbraio 2006, n. 85, nella distrazione generale, l'allora Governo Berlusconi, con la complicità di un fedele ed interessato alleato (la Lega), fa approvare dal Parlamento, già ridotto a protesi inerte, la modifica di diversi articoli del codice penale, tra gli altri, alcuni particolarmente significativi.
Si tratta degli articoli 241, 270, 283, 289, 292, e 299.
Rispettivamente, si tratta dei seguenti reati:
241. Attentati contro la integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato.
270. Associazioni sovversive.
283. Attentato contro la Costituzione dello Stato.
289. Attentato contro organi costituzionali e contro le Assemblee regionali.
292. Vilipendio della bandiera o altro emblema dello Stato.
299. Offesa alla bandiera o ad altro emblema di uno Stato estero.
Ciascuno di questi articoli è stato modificato in modo da escludere la rilevanza penale delle fattispecie in essi descritte, se consumate senza 'atti violenti' o 'espressioni ingiuriose'.
Inoltre, l'art. 270, nel 'nuovo testo', non considera più reato promuovere, costituire, organizzare o dirigere associazioni dirette a stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre, ovvero a sopprimere violentemente una classe sociale. Il testo evidenziato in neretto era parte del testo originario dell'articolo, cancellato nel nuovo testo e, ripeto, non più reato.
Qui di seguito gli articoli, come modificati.
http://www.camera.it/parlam/leggi/06085l.htm
A mio avviso, queste modifiche sono assolutamente incostituzionali e, come tali, in un ipotetico giudizio penale, suscettibili di impugnazione, in via incidentale, innanzi alla Corte Costituzionale. Ritengo, quindi, che ove lor signori avessero pensato di prepararsi il terreno alla scopo di autolegittimarsi audaci colpi di Stato, spacciandoli per democrazia, quel terreno, costituzionalmente parlando, è un terreno minato. Se vogliono fare un colpo di Stato, peraltro già da molti denunciato come già in atto, devono farlo chiamandolo con il suo nome.
Pezzo n. 2
Legge 6 agosto 2008, n. 133.
Vi prego di notare la data, 6 agosto, gli italiani sono al mare.
Questa è la legge di conversione del decreto legge 112/2008, l'ultima finanziaria di Tremonti.
Con questa finanziaria, Tremonti distrugge definitivamente lo Stato italiano.
I tagli finanziari sono un autentico massacro per una amministrazione pubblica già ridotta alla canna del gas.
Non solo, in questa legge, sono numerose le misure adottate per indurre al pre-pensionamento molti, forse scomodi funzionari dello Stato.
Brunetta sembra compiere l'opera, con una campagna pesantemente denigratoria e diffamatoria dei dipendenti pubblici, chiamandoli ripetutamente e pubblicamente 'fannulloni'. Introduce i tornelli, con l'evidente scopo di umiliare e mortificare la dignità dei servitori dello Stato, soprattutto quelli più alti in grado.
Pezzo n. 3
In piena recessione e crisi finanziaria, con un debito pubblico che ha ormai superato i 1700 miliardi di euro, Tremonti sposta ingenti risorse al nord (es. Milano expò 2015) e continua ad assecondare l'evasione fiscale, presentandola addirittura come 'ammortizzatore economico sociale'. Tanti soldi, dei pochi rimasti, si stanno pericolosamente spostando al nord..
Pezzo n. 4
La Lega firma la carta igienica berlusconiana (lodo Alfano, intercettazioni,..) in cambio di misure a stretto giro leghiste. Tra di esse, le ronde.
Le ronde suscitano l'indignazione di molti. Tutti concentrano l'attenzione su aspetti gravi, che però, artatamente, allontanano lo sguardo dall'aspetto più grave ed insidioso di tutti.
Con le ronde, di fatto e di diritto, la Lega svela un’organizzazione (para)militare su territorio.
Bossi, o Boss(ol)i come l'ha ribattezzato Grillo, da tempo parla di fucili e di secessione.
Insomma, la Lega si assicura i soldi e si organizza militarmente su territorio.
Miss padania è solo un'anticipazione della 'autonomia' leghista.
Pezzo n. 5
La Lega diventa ingombrante, non meno di Berlusconi.
Il comitato d'affari capisce e non gradisce.
Berlusconi viene isolato e stretto in un angolo.
Dicono a nuora perché suocera intenda.
Non possono attaccarlo su nessuno dei suoi estesi talloni di Achille, poiché sono anche i loro, ma possono esporlo al pubblico ludibrio per le sue perversioni sessuali, da cui è afflitto.
Insomma, provano a 'sputtanarlo'.
Questi dilettanti non si sono resi conto che l'Italia di oggi, quella che loro hanno voluto e che a loro è servita e serve, è ormai essa stessa una puttana senza ritegno, pronta a vendersi al migliore offerente e del tutto indifferente alle 'porcate' del Presidente del Consiglio di turno.
Pezzo n. 6
Questo è il pezzo da novanta.
Come scrivevo qualche post fà, il creatore di Forza Italia (e non solo di quella, Berlusconi deve molto a quest’uomo) è Marcello Dell'Utri, condannato in primo grado a nove anni (ed altro) per associazione mafiosa.
Nella sentenza, tra le altre cose, si legge:
« La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici. »
E ancora
« Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle fila dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perchè era in corso il dibattimento di questo processo penale. »
Stando alle risultanze giudiziarie, si direbbe che Berlusconi abbia debiti con creditori di poche parole.
Chissà perché mi viene in mente una battuta del Padrino ‘gli farò un’offerta che non può rifiutare’.
Pezzo n. 7
Lombardo, Miccichè e Dell’utri minacciano il Partito del Sud.
Totò Riina, improvvisamente, ha voglia di parlare.
Massimo Ciancimino, anche lui, altrettanto sorprendentemente, si rivela un gran chiacchierone.
In Sicilia, il sentimento è nudo, ma la ragione è vestita.
Pezzo n. 8
Il ‘leghista’ Tremonti deve correre ai ripari: il piatto piange.
Assegna subito quattro miliardi alla Sicilia.
Il contabile appende al chiodo arco e frecce di un improbabile e posticcio Robin Hood e se ne esce con la ancor più assurda e agghiacciante tassa sull’oro.
Dopo aver esaurito, svendendolo, tutto il patrimonio mobiliare e immobiliare italiano (nostro, per intenderci), in piena recessione economica e crisi finanziaria, non sapendo più dove andare a prendere i soldi e pressato dalle perentorie richieste dei creditori del Sud, Tremonti ha pensato bene di usare le riserve auree, quelle che uno Stato tocca solo in caso di guerra o situazioni disperate e solo nell’interesse del Paese.
Non può nemmeno usarle direttamente, l’Italia è membro dell’UE ed è ormai nella moneta unica.
Le riserve auree della Banca d’Italia sono garanzia della sua quota parte di euro. Il sistema monetario è vincolato.
Ci prova con la tassa sull’oro.
Povera Italia, in tutti i sensi.
lunedì 3 agosto 2009
Pandora Tv
Ve la propongo e vi invito a sostenerla, comunque la pensiate.
http://www.pandoratv.it/guarda-il-nuovo-promo-,M1,25.html
Un'informazione libera e plurale è conditio sine qua non della democrazia.
domenica 2 agosto 2009
Regime
Vedo, leggo, ascolto – in una minoranza degli italiani - una indignazione senza precedenti per la situazione politica attuale. E’ l’indignazione netta e decisa di chi ha ben chiari quali siano i meccanismi di spartizione ed occupazione del potere a vantaggio di caste economiche e politiche e centri di potere fascisti e massonici e parla senza mezzi termini di dittatura. Ma mi chiedo:perché oggi abbiamo in tanti la sensazione di vivere ormai in un regime e non la si aveva negli anni 60, 70 e 80? Eppure quelli erano gli anni dei tentativi di colpi di Stato (De Lorenzo e Borghese), delle stragi (Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, Peteano, Stazione di Bologna), del terrorismo rosso e nero manovrato da servizi segreti italiani e stranieri, dell'assassinio di Aldo Moro. Le mafie regnavano incontrastate nelle loro regioni storiche (e per alcuni magistrati la mafia non esisteva ...). Erano gli anni della P2 e di Gladio, di Sindona e Calvi, dei servizi segreti deviati, delle menzogne sulle stragi e su Ustica, dell'occupazione clientelare del potere da parte della DC e dei suoi alleati, di Andreotti e Lima, di Arcaini e dell'Italcasse, della morte misteriosa di Enrico Mattei, di intere città deturpate dalla speculazione edilizia. Erano gli anni in cui gli Stati Uniti ed il loro braccio operativo, la CIA, impedivano che i comunisti potessero andare al governo rendendo di fatto la democrazia italiana una democrazia a sovranità limitata. Dunque perché solo oggi parliamo di regime e riteniamo intollerabile questa situazione?
Sono almeno tre gli elementi di differenza tra ieri e oggi che possono essere evidenziati.
Il sistema dell’informazione. Era rispetto ad oggi un sistema più povero di mezzi e strumenti, subiva anch’esso, soprattutto nei canali televisivi pubblici, la censura di Stato, l’obbligo di occultare o tacere o sminuire certe notizie. Ma non era come oggi lo strumento oppressivo di propaganda e di indottrinamento del regime quasi totalmente in mano nello strumento più invasivo, la televisione, ad un solo uomo.
Il sistema politico. Un tempo esisteva un'opposizione forte e credibile come il PCI che per quanto forzatamente esclusa dal governo riusciva ad imporre temi e problemi alla discussione dell'agenda politica. Esisteva un Sindacato che aveva ancora un ruolo sociale fondamentale. Quella era ancora in qualche modo, per quanto tradita in tante speranze, l'Italia della Resistenza, dove la DC non osò mai definirsi partito di destra e nemmeno i missini potevano permettersi di definirsi fascisti. Il sistema correntizio della DC inoltre impediva l'emergere nel partito e nello Stato di una capo assoluto, le estenuanti trattative tra le correnti e la contemporanea esposizione di ciascun segretario e di ciascun Presidente del Consiglio ai venti delle varie correnti e dei franchi tiratori, per quanto negativo dal punto di vista dell'efficienza delle decisioni politiche, comportava limitazioni insormontabili alle ambizioni di supremazia di qualunque leader. Era, anche se distorto, lo spirito della Costituzione che impone un Presidente del Consiglio primus inter pares e di una legge elettorale proporzionale che dava spazio a partiti piccoli e piccolissimi e, con il sistema delle preferenze, sosteneva la logica delle correnti interne ai partiti.
Con il sistema elettorale maggioritario e in particolare con la riforma Calderoli i singoli deputati e senatori sono invece completamente alla mercé, per quanto riguarda la possibilità di elezione e rielezione, delle decisioni delle segreterie di partito e tanto più nel caso del Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi.
Il sistema dei valori. Era assai diverso il sistema di valori della nostra società e probabilmente ormai è diventato un atteggiamento stravagante indignarsi per scandali, ingiustizie e provvedimenti impopolari. Beppe Grillo mirabilmente nella 'Lettera al comune senso del pudore' constata che questo sentimento è ormai condiviso solo da una minoranza di italiani. Non sappiamo se è la televisione berlusconiana ad aver forgiato il nuovo italiano o se essa, marxianamente, ha semplicemente interpretato quale sovrastruttura la nuova realtà sociale. Sta di fatto che ciò che sarebbe stato inaccettabile 20 o 30 anni fa è diventato oggi qualcosa che scivola come acqua sulle coscienze di larga parte degli italiani. Se Piccioni vide la propria carriera politica compromessa dal caso della morte di Wilma Montesi, se il governo Tambroni appoggiato dai neofascisti fu costretto a dimettersi per le proteste popolari, se Tanassi fu condannato per lo scandalo Lockheed, se Leone lasciò la carica di Presidente della Repubblica per le accuse sulla propria moralità privata, se Forlani si dimise per aver occultato per alcuni mesi le liste degli iscritti alla P2, oggi tanti politici, inquisiti o condannati, possono impunemente restare al proprio posto tra l'indifferenza di gran parte della pubblica opinione. Male che vada faranno gli opinionisti su giornali e tv. E l'esempio più eclatante è proprio quello di Berlusconi sfacciatamente al potere nonostante bugie pubbliche e private, scandali sessuali, procedimenti penali a carico, amici dipendenti e collaboratori condannati per azioni eseguite nel suo interesse.
In qualche modo l'ideale momento di passaggio si ha nel 1989, con la caduta dell'Impero sovietico identificata simbolicamente dalla caduta del muro di Berlino. Finché l'Italia era il campo di battaglia degli imperi americano e sovietico, non era consentito ai nostri politici di offendere il pudore democratico. Gli Stati Uniti che nell'ombra tramavamo con logge massoniche, fascisti e servizi segreti, non permettevano pubblicamente comportamenti che potessero essere utilizzati propagandisticamente dai nemici comunisti. E la stessa cosa valeva per il partito comunista la cui non compromissione con le pratiche della corruzione politica dipendeva anche dalla disponibilità dei finanziamenti sovietici. Venuti meno i tutori della nostra moralità apparente, come una persona vissuta nella bambagia della famiglia fino ad età avanzata e improvvisamente diventata indipendente, la nostra democrazia si è ritrovata immatura e gli italiani incapaci di usare improvvisamente la propria libertà.
Quelle forze, massoniche, fasciste, corporative, criminali, che prima vivevano nell'ombra ora sono uscite allo scoperto. Pretendono alla luce del sole i propri ingiusti privilegi, non sono costretti a provare vergogna per fatti e amicizie e godono del silenzio assordante e della codardia degli intellettuali.
Il risultato di tutto ciò è, elemento caratterizzante del regime berlusconiano, un accentramento dei poteri (governo, parlamento, partito di maggioranza, sistema dell'informazione, economico) nelle mani di un'unica persona, come mai fino ad ora conosciuto nella storia d'Italia del dopoguerra, e con gli unici potenziali contrappesi colpevolmente inefficaci, nel caso del Presidente della Repubblica, e per quanto riguarda la magistratura fiaccati da infiltrazioni, lusinghe e intimidazioni da parte della politica.
POST SCRIPTUM
Barbara Gasbarrini, una delle autrici di questo Blog, mi scrive dopo aver letto il post.
Proprio ieri, per la prima volta (!), ho visto Il Gattopardo. Sono rimasta impressionata dalla sua attualità. Alla luce delle riflessioni che ho fatto dopo aver visto il film, aggiungo una breve considerazione alla tua analisi. Un'altra fatidica data. Questa tutta e solo italiana, punto terminale di un percorso iniziato negli anni settanta, sviluppatosi nel corso degli anni ottanta ed esploso nel 1989 sotto il peso di eventi internazionali. La data cui mi riferisco è il 1992. Tra l'89 e il 92, l'Italia fa i conti con se stessa. Mentre nel resto del mondo, le grandi potenze si interrogano, nella faticosa ricerca di nuovi equilibri internazionali, pressate dalla disperata corsa all'accapparamento delle risorse ormai in via di esaurimento, in Italia, una mediocre e provinciale classe dirigente, uscita con le osse rotte da 'Mani pulite', si litiga pezzi di potere, secondo antiche, consumate e poco onorevoli tradizioni. Si sarebbe potuto voltare pagina e invece no, come nel Gattopardo, alla fine, hanno cambiato tutto per non cambiare niente, vanificando quei decenni di lotta e di tensione che avevano nobilmente e non in pochi casi eroicamente percorso l'Italia fin dal 1948. Nel film una delle ultime frasi, tra le più significative e calzanti, é: 'Noi eravamo i gattopardi, i leoni, dopo di noi ci saranno gli sciacalli e le iene'.
venerdì 31 luglio 2009
Lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Da postare, per chi la condivide, all'indirizzohttps://servizi.quirinale.
Illustre Signor Presidente,
presto verrà riproposto alla Sua firma, per la promulgazione, il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. A nome anche di numerosi altri cittadini, La prego vivamente di non firmarlo.
Tale disegno di legge, se dovesse entrare in vigore, limiterebbe in modo grave ed irreparabile le possibilità di indagine della magistratura inquirente, in contrasto con l’obbligo di esercitare l’azione penale, sancito dall’art. 112 della Costituzione. Detto obbligo, infatti, non significa solamente che il Pubblico ministero deve attivarsi di fronte ad una notizia di reato, ma significa anche che egli deve poter disporre di tutti gli strumenti processuali necessari per perseguire i delitti in modo efficace.
Né basta replicare - come sostengono i fautori del disegno di legge - che per i delitti di criminalità organizzata la nuova legge non pone limiti, e quindi non giustifica l’allarme. Ciò per intanto non è esatto, poiché i limiti di durata delle intercettazioni operano anche per quei reati. Ma soprattutto non si considera che non esistono solamente quei pur gravi delitti e che, in moltissimi casi, si riesce a scoprire quei gravi delitti, proprio grazie ad indagini, iniziate per reati molto meno gravi.
Noi cittadini siamo attenti e sensibili anche ai reati dei soggetti che rivestono delle pubbliche responsabilità: amministratori, uomini politici, operatori economici e finanziari, e in genere tutto quel ceto che si conviene di riassumere nell’immagine dei “colletti bianchi”.
Nei confronti di costoro la legge è davvero inaccettabile. Non soltanto essa riduce irragionevolmente (e il cànone della irragionevolezza è stato varie volte adottato dalla Corte Costituzionale per sancire l’illegittimità di molte leggi) le possibilità di indagine della magistratura; ma annulla per un tempo lunghissimo la possibilità di informare e di essere informati intorno a possibili comportamenti illeciti di tutti quegli individui. In tal modo ne soffre gravemente sia la libertà di stampa, sia la possibilità dei cittadini di conoscere la vita e la condotta di persone alle quali può andare il nostro voto. A causa di questo lungo silenzio-stampa noi potremmo trovarci ad accordare la nostra fiducia a qualcuno che si è reso autore di reati o di comportamenti riprovevoli, di cui verremmo a conoscenza solo dopo averla concessa. Questa è una ferita profonda ad una sana democrazia.
Molte altre sarebbero le considerazioni negative a proposito del disegno di legge in discorso, e Lei certamente ha mostrato di conoscerle. Per queste e per tutte le motivazioni non dette, La prego e La preghiamo vivamente di non promulgare tale disegno di legge.
Nel ringraziarLa per l'attenzione, porgo sinceri saluti,
DATA,
FIRMA
fonte: kratiasinedemos
lunedì 27 luglio 2009
I cadaveri e l'Italia ignorante
La più parte degli Italiani attribuisce erroneamente questo aforisma a Giulio Andreotti.
Nell'immaginario collettivo esso esprime 'intelligenza politica'.
Andreotti, in realtà, lo mutuò da Charles-Maurice de Tayllerand-Périgord, detto Talleyrand. (Parigi, 13 febbraio 1754 - Parigi, 17 maggio 1838).
Talleyrand fu Principe, Vescovo, Politico.
( http://it.wikipedia.org/wiki/Talleyrand )
Gli uomini passano, sciocchi e mortali; la vanità cresce e prosegue inesorabile, gabbando l'umanità ignara.
Andreotti è prescritto per associazione di stampo mafioso, di cui è stato riconosciuto colpevole fino alla primavera del 1980.
http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Andreotti
Bettino Craxi, Presidente del Consiglio dal 4 agosto 1985 al 17 aprile 1987.
Con la sua prepotente e, colpevolmente prevedibile, apparizione nella vita politica italiana, il Paese si avvia verso un declino che sembra non avere freni, né ritegno.
La corruzione diventa regola.
L'arroganza è legge.
Lo Stato di diritto è volgarmente e brutalmente cancellato.
Resta, suo malgrado, il Pudore, convitato di pietra, come la statua sepolcrale del Don Giovanni di Mozart.
Gli italiani lo dileggiano, si ribellano, manifestano il loro disgusto, ma l'Italia feudale lo difende, lo copre.
Il debito pubblico, intanto, è ormai fuori controllo e fa da padrone..
'Mani pulite' viene sottomessa e fermata.
Craxi è la punta di un iceberg che ha radici secolari.
E' indifendibile.
Prima di fuggire ad Hammamet, dichiara '"Basta con l'ipocrisia!". "Tutti i partiti si servivano delle tangenti per autofinanziarsi, anche quelli che qui dentro fanno i moralisti".
Craxi fuggì e, fino all'ultimo, tradì ed offese la Repubblica che lui identificava con i feudatari con cui aveva fatto affari fino al giorno prima.
Le sentenze, emesse in contumacia, furono oneste e ligie, fedeli alla Repubblica:
- 5 anni e 6 mesi nel Processo Eni-Sai;
- 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito ( mazzette della metropolitana milanese).
Gli altri capi d'imputazione, morirono con lui.
Il decesso gli risparmiò la pubblica gogna.
I danni fatti da Craxi sono ancora oggi una pesante ipoteca su un Paese ormai ridotto al degrado.
http://it.wikipedia.org/wiki/Bettino_Craxi
Dell'Utri Marcello.
9 maggio 1997, il GIP di Palermo rinvia a giudizio Dell'Utri.
Il processo inizia il 5 novembre dello stesso anno.
11 dicembre 2004: il Tribunale di Palermo condanna Dell'Utri a nove anni di reclusione. L'accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. Due anni di libertà vigilata, interdizione perpetua dai pubblici uffici. Risarcimento dei danni alle parti civili, tra di esse, il Comune e la Provincia di Palermo.
Nel testo che motiva la sentenza[13] si legge:
« La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici. »
Inoltre:[14]
« Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle fila dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perchè era in corso il dibattimento di questo processo penale. »
http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Dell
Articolo 1, secondo comma, Costituzione italiana:
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Da almeno tre lustri, l'Italia è chiamata alle urne senza le forme e aldilà dei limiti della nostra Costituzione.
La mediocrità non meriterebbe neppure l'attenzione di una matita virtuale.
"Ius est ars boni et aequi".
domenica 26 luglio 2009
Io sono un Italiano vero
Io sono cattolico e voto per chi offende i miei valori
Io sono ebreo e voto per gli eredi del fascismo
Io sono una donna e voto per chi disprezza la mia dignità
Io sono un dipendente pubblico e voto per chi mi chiama fannullone
Io sono per la sicurezza e voto per chi fa mancare mezzi e risorse alle forze dell'ordine e alla magistratura
Io sono di destra, il mio credo è Dio Patria e Famiglia e voto per chi porta discredito al mio Paese nel mondo
Io sono un meridionale e voto per gli alleati di chi mi disprezza
Io sono contro la mafia e voto per i partiti che hanno nelle loro file condannati per mafia
Io sono contro la corruzione e contro i privilegi dei politici e voto chi sulla corruzione e sui privilegi ha costruito il proprio potere
Io sono un lavoratore dipendente e voto per chi limita i miei diritti
Io sono un giovane e voto per chi nega il mio futuro e vuole condannarmi alla precarietà
Io sono per la tutela dell'ambiente e voto per chi progetta centrali nucleari
Io sono per la protezione degli animali e voto per chi vuole eliminare i limiti alla caccia
Io sono omosessuale e voto per chi nega la mia libertà
Io sono laico e voto per chi mi impone i dettami del vaticano
Io sono un contribuente onesto e voto per chi tollera l'evasione fiscale
Io sono un disoccupato e voto per chi sa solo dire di arrangiarmi
Io sono un consumatore e voto per chi tutela e tollera i monopoli
Io sono un pensionato e voto per chi mi prende in giro con la social card
Io sono uno studente e voto per chi distrugge la scuola e l'università
Io sono, sono … ma sarò un po' coglione o no?