"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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martedì 29 dicembre 2015

Italia: il pareggio di bilancio si realizza con i morti





C'è la melassa stucchevole dell'informazione natalizia e c'è la réclame senza soste di Renzi, il Vanna Marchi della politica, che spaccia per successi del suo governo e segni della rinascita italiana persino meri doveri dell'Esecutivo: il completamento di opere pubbliche (peraltro di dubbia utilità) cantierate e finanziate in tempi immemorabili e qualche manciata di restauri a fronte di uno smisurato patrimonio artistico e archeologico lasciato nel degrado e nell'incuria.
E poi ci sono le notizie vere, quelle che dovrebbero essere al centro del dibattito pubblico e sulle quali costruire le trasmissioni televisive se non fosse più comodo e utile farlo mistificando la realtà e sfruttando marginali episodi di cronaca nera o grigia di cui sono protagonisti qualche balordo, qualche piccolo criminale di strada, qualche falso invalido o qualche dipendente pubblico assenteista.
Quante trasmissioni televisive hanno parlato della notizia, sconvolgente e inquietante, dell'aumento record di morti nel 2015 in Italia, un incremento comparabile a quello degli anni della guerra?
Non sono ancora disponibili i dati suddivisi per regione, per classi di età, per sesso, per condizione sociale ed economica che consentano di trarre conclusioni ma evidentemente sul banco degli imputati ci sono la crisi ed il taglio della sanità pubblica. Sono fatti già accertati che con la crisi e lo smantellamento progressivo del servizio sanitario nazionale molte persone sono costrette a rinunciare a curarsi e che si sono persi dal 2004 tra i sette e i dieci anni di vita in buona salute.