"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

giovedì 29 agosto 2013

COSA, VOLENDO, POTREMMO LEGGERE FRA LE RIGHE DI QUELLA SENTENZA?


Di Giandiego Marigo


Non sono un giustizialista, non sono convinto che la Magistratura ed il concetto di “legge” in generale in una società come la nostra sia realmente “Super Partes”. Resto convinto, per contro, che la struttura giudicante sia sistemica ed i risultati sulle questioni come il G8, Aldovrandi, Cucchi, il sistema con cui vengono trattati gli extracomunitari ed i non abbienti. Il costo della speranza d'ottenere una giustizia, ipoteticamente, più giusta, dimostrino insieme ad altri dati questa TESI.
In generale, il ruolo di salvaguardia che il potere giudiziario ha sempre svolto nei confronti della “struttura” dello stato e quindi del sistema è, agli occhi di chi come me ha vissuto per anni nei movimenti, più che palese. A mio parere quindi porre la questione di una “magistratura di parte” è realistico solo quando si parli di “antagonismo reale” e non nel caso di un buffo imperatorucolo con scarso rispetto di quelle stesse regole che salvaguardano, teoricamente i confini del suo mterritorio.
Appunto, una delle cose che ci dice questa sentenza è che che l'Imperatore Farlocco non ha rispettato ”le regole del gioco”, cioè il minuetto dell'ipocrisia (assolutamente nel personaggio) nemmeno quelle che permettono a quelli come lui di farla franca.
Nella sua esuberante fantasia ha definito “sinergie” un sistema interno al suo impero per aumentare, esponenzialmente, le spese “detraibili” (in questo realizzando il sogno di gran parte degli italiani). Si sono sprecati insulti su quest'uomo, epiteti fantasiosi, accuse anche pittoresche, ma la firma a cinque della sentenza (cosa assolutamente insolita) ci testimonia d'un unanimismo alla Suprema Corte che travalica ogni possibile ipotesi persecutoria (sempre considerando che se avessero appena potuto farlo l'avrebbero mandato libero).

Questo unanimismo ce la dice lunga anche sui riferimenti dei seguaci dell'Imperatore e riduce le ragioni per cui lo fanno ad uno stipendio più che cospicuo e comunque alla condivisione del sistema sinergico in questione. Ci narra anche di un controllo dell'opinione che ha ampiamente superato i limiti di guardia. Da ultimo ci racconta anche la suprema umiliazione di un'area Piddina ormai ridotta al vuoto assoluto delle ragioni, dedita alla conservazione di sé stessa e del suo potere, che subisce il fascino dell'astuzia da pizzicagnolo del nostro eroe. Cercandone , inspiegabilmente l'imitazione. D'una politica ormai completamente separata dalla realtà, al punto da non riconoscere neppure il guaito del suo “mastino da guardia”, quando il mancato rispetto delle quattro regole del loro “crudelissimo” gioco si fa troppo palese 

giovedì 22 agosto 2013

Difendere la Costituzione non basta: serve un'Alternativa di Sinistra


Il più sincero plauso a Maurizio Landini e a Stefano Rodotà e alla loro iniziativa in difesa della Costituzione, anzi per l'attuazione della Costituzione, promossa insieme alle più fulgide icone della Sinistra: Don Ciotti di Libera, Gino Strada di Emergency, Gustavo Zagrebelsky di Libertà e Giustizia.
Quale cittadino democratico può non inorridire di fronte alla pretesa di una ristretta e screditata oligarchia parlamentare di nominati di mettere mano alla nostra Carta fondamentale, a quella che Bersani (!) definiva la Costituzione più bella del mondo? Quale cittadino democratico non si sente indignato di fronte al degrado senza fine della politica italiana dove un condannato per un gravissimo reato antisociale – l'evasione fiscale – continua a tenere in mano le sorti del governo, ne detta l'agenda politica, persino riceve le attenzioni e le premure del Capo dello Stato, di colui cioè che dovrebbe essere il supremo garante della legalità costituzionale?
Lo stravolgimento della Costituzione in direzione dell'autoritarismo e di un'ulteriore personalizzazione della politica (presidenzialismo) è funzionale da un lato alla sopravvivenza di ceti politici altrimenti destinati ad una inesorabile eclissi e dall'altro, e soprattutto, al completamento del disegno delle oligarchie economiche mondiali per la ristrutturazione della società europea ed italiana nel senso del più feroce capitalismo liberista, cancellando definitivamente diritti conquistati attraverso secoli di lotte, perpetuando precarietà, disuguaglianza e miseria, dotandosi degli strumenti normativi per una più efficace repressione del dissenso e del conflitto.
Ma di fronte al proposito di smantellare le Costituzioni antifasciste europee, improntate a valori sociali, perché d'impaccio alle ragioni del mercato e alla modernizzazione dell'economia (leggi interessi del grande capitale), proposito esplicitato brutalmente nel rapporto di Jp Morgan, giocare unicamente in difesa non serve. Preservare la Costituzione italiana è condizione necessaria ma non sufficiente. Negli ultimi trent'anni – in vigenza della Costituzione – sono stati cancellati diritti, imposta una precarietà generalizzata (ed esistenziale) ai lavoratori, trasferite enormi quote di ricchezza dai ceti subalterni alla rendita e al profitto, smantellato il welfare, dismessa l'attività dello Stato nell'economia regolatrice dell'iniziativa privata e volta alla diffusione di ricchezza e occupazione. L'ultima straordinaria vittoria politica popolare – quella del referendum per l'acqua pubblica – è stata occultata, depotenziata, disattesa, boicottata.

lunedì 12 agosto 2013

Appello internazionale contro la criminalizzazione del movimento NoTav

alt Appello internazionale di docenti e intellettuali contro la criminalizzazione del movimento No Tav
Ringraziamo con calore tutte le firmatarie e tutti i firmatari, e in particolare Silvia Federici (della Hofstra University, New York) per aver promosso questo appello.
Pubblichiamo la traduzione italiana dell’appello e di seguito la versione originale.




Movimento NO TAV di nuovo sotto attacco
Da vent’anni nelle montagne del nord-ovest Italia, non lontano da Torino, un potente movimento è cresciuto, resistendo al piano del governo italiano di costruire una linea ferroviaria ad alta velocità che, oltre ad essere molto costosa ed economicamente inutile, distruggerebbe certamente l’ambiente montano. Più e più volte il movimento NO TAV, ormai ben conosciuto in tutta Europa, è stato oggetto di attacchi da parte delle forze dell’ordine e dell’esercito, oltre ad essere oggetto di una campagna denigratoria da parte dei politici di praticamente ogni colore. Tuttavia, così forte è stata la determinazione del popolo della Val di Susa e dei suoi numerosi sostenitori nel resistere a questo attacco alla loro terra e alle loro vite, che finora nessuna vera costruzione ha avuto luogo e tutto ciò che le aziende responsabili del progetto hanno raggiunto è stato quello di recintare migliaia di ettari di terra, appartenenti alla popolazione locale, con filo spinato e poliziotti.
È ormai generalmente riconosciuto, anche a livello dell’UE, che la costruzione della linea ad alta velocità sia inutile, al punto che alcuni  dei paesi partecipanti si sono già ritirati dal progetto. Tuttavia, il governo italiano ha ulteriormente intensificato il suo attacco contro la resistenza al TAV, con la piena militarizzazione della Val di Susa. Come hanno più volte denunciato gli abitanti di questa bellissima valle storica, situata vicino al confine con la Francia e centro della resistenza partigiana al Fascismo e al Nazismo negli anni ’40, nessuno sforzo è stato risparmiato per reprimere ideologicamente e fisicamente la legittima protesta dei residenti della valle, la quale dovrebbe sopportare ogni giorno le conseguenze del TAV. Il territorio della Val di Susa è già stato interamente ricoperto di gas lacrimogeni, e molti sono stati arrestati, feriti, e alcuni sono addirittura morti a causa della scandalosa determinazione del governo nel completare questo lavoro indipendentemente dalle sue conseguenze devastanti per la popolazione della valle.
Ora un nuovo violento attacco contro il movimento No Tav è in corso, il che richiede una risposta chiara da parte di tutti coloro che, dentro e fuori l’Italia, credono che la distruzione sistematica del nostro ambiente e la violazione dei bisogni e delle esigenze più elementari della gente siano crimini che riguardano tutti e tutte noi e che non dobbiamo tollerare.
Lunedì mattina, 29 luglio, la DIGOS – il ramo politico della polizia – ha fatto irruzione in decine di abitazioni a Torino e in Val di Susa. Dodici compagni e compagne sono stati costretti ad aprire le loro case agli agenti, che hanno poi proceduto nella ricerca di materiali compromettenti, presumibilmente legati alla loro protesta contro la recinzione dei terreni della valle con reti di filo spinato. Incaricata di cercare esplosivi e altre armi, la polizia ha fallito in questo obiettivo, ma ha sequestrato tutti i materiali audiovisivi e atti alla telecomunicazione che potevano trovare, chiaramente il vero obiettivo della ricerca. Come ha detto uno degli attivisti perquisiti: “Sono venuti per le armi, se ne sono andati con i computer e telefoni”.

sabato 10 agosto 2013

iL CORAGGIO DI ATTRAVERSARE IL DESERTO

di Giandiego Marigo

Oggi ci troviamo stretti, fra un’antica ottusità Marxista-leninista, una pseudo apertura social-democratica (del tutto revisionata ed in parte inventata al momento) ed un rampante liberalismo-democratico in salsa multimediale.

Ci troviamo, inoltre, a dover fare i conti con un mondo che ha scoperto internet e che lo scopre sempre di più con le sue numerose positività e le altrettanto numerose magagne. Ma è nelle definizioni forzate lo spazio del nuovo? È nella infinita rielaborazione di definizioni vetuste la sua prospettiva?

La mania della ricerca di nuovi soggetti, per esempio, riproposti per altro da vecchie segreterie, che partano da bandiere cadute e premettano regole antiche ha qualche senso? Oppure dovremmo trovare il coraggio di ammettere l’arretramento ed iniziare, con infinita pazienza e determinazione l’attraversamento del deserto?

Non è forse nei contenuti la reale potenza di ogni pensiero!

Sono maggiormente importanti le definizioni oppure ricopre centralità il senso di quello che andiamo dicendo e quindi i comportamenti, le scelte di vita, gli esempi ed i nuovi rapporti che ne conseguono?

A questo punto sin troppi abbandoneranno con un cenno di fastidio e di noia, a loro arrivederci più avanti.

Perchè io sono convinto che il socialismo libertario non leninista debba giocare un ruolo centrale in questo cammino, che non è rifondazione, ma rinascita?

Perchè esso contiene il meglio di quell’onda di rinnovamento che restò sottesa agli anni della “rivolta”. In questa tradizione stanno gli aspetti migliori di quegli anni e soprattutto le migliori capacità di vedere , sentire ed analizzare., quindi in ultima analisi (mi si perdoni il gergo sessantottesco) quella che potremo definire “sensibilità spirituale”, in quel solco si muovono e nascono gli Agosti, i Terzani .ma anche i Capitini, i Rosselli. I Gobetti…I Pertini, i Sofri, i Capanna...I Rostagno (solo per parlare degli anni più vicini a noi)

La stragrande maggioranza dei contenuti più innovativi e libertari può essere compresa, senza alcuna difficoltà, in questa visione. Sebbene essa non debba diventare peso ed obbligo nel cammino (non semplice e niente affatto comodo)) verso l’AreA di Progresso e Civiltà è , senza alcun dubbio il “bagaglio a mano” che ogni esploratore dovrebbe avere per iniziare questo viaggio. Viaggio, per altro, che per moltissimi aspetti è già iniziato e che ci viene imposto dalla “emergente” onda liberal-democratica (per gli amanti delle definizioni) che pur non avendo la visione storica della tradizione socialista e libertaria (fondamentale) riesce a porre alcune domande ed urgenze che non possono e non debbono essere aggirate.

Personalmente, pur nella pochezza del mio cuore malato e malmesso, io questo viaggio lo farò ed userò come veicolo e facilitatore il “Movimento Radical-Socialista” con un’attenzione , non speculativa, ad M5S, non sto cercando adepti, ma compagni di viaggio, non sto vendendo tessere ma proponendo un’idea ed una visione. 


martedì 30 luglio 2013

Unità della Sinistra. Facciamo presto!

UNITA' DELLA SINISTRA? FACCIAMO PRESTO!


Unita’ Della SINISTRA?
facciamo presto!

l' APPello di Bandiera Rossa
Si raspa tra le macerie, fin troppo meccanicamente a volte – quasi non ci importasse più della cosa che andiamo cercando, quasi fossimo mossi soltanto dall’abitudine, dall’istinto. Dalla paura di non saper fare altro.
Andando avanti così, però, non otterremo nulla, se non le parole di incoraggiamento dei pochi compagni a noi vicini, assieme ai rimproveri e le invettive di altri gruppetti identitari.
Eppure basta guardarsi attorno, leggere i titoli dei giornali per comprendere che attraversiamo un’epoca di cambiamenti spaventosi, in cui agiscono forze determinate a creare un nuovo modello di società a loro uso e consumo. Che si tratti di un mutamento in peggio è evidente; ma è l’enormità di questo mutamento, la sua tendenziale irrimediabilità che, malgrado l’abbondanza di indizi a disposizione, non riusciamo a cogliere, né pienamente a concepire. E allora capita di illudersi – capita anche a noi che, come attivisti, avremmo il dovere del realismo – che la marcia verso il nuovo modello sociale e produttivo possa naturalmente arrestarsi, che le contraddizioni interne al Capitalismo esploderanno al momento opportuno, che ci sia ancora tempo. E’ quest’ultima l’illusione più perniciosa, perché induce validi compagni a progettare strategie di medio-lungo termine, mentre bisogna trovare delle risposte qui e ora.

sabato 27 luglio 2013

Gli obiettivi possibili e necessari di una Sinistra Unita


Sinistra radicale e sinistra riformista, sinistra antagonista e dei centri sociali, comunisti (nelle varie declinazioni: leninisti, trotzkisti, rivoluzionari, provenienti dal PCI o dall'area dei movimenti extra parlamentari post sessantottini), socialisti, ecosocialisti, socialdemocratici, keynesiani, liberalsocialisti, antiliberisti, anticapitalisti che non credono più nella differenza tra destra e sinistra, pacifisti, ambientalisti, no-global, attivisti del sindacalismo conflittuale e di base, paladini della legalità (intesa come lotta alle mafie, alla corruzione, all'evasione fiscale), benecomunisti. Davvero è impossibile per questa area dell'Alternativa di Sinistra o, se si preferisce, semplicemente dell'Alternativa – dispersa, depressa, divisa, marginalizzata – costruire un'organizzazione e definire un programma comuni?
Perché qui ed ora, in questa Italia e in questa Europa, dopo trent'anni di liberismo e di assalto alla diligenza delle conquiste e dei diritti sociali, gran parte di coloro che si riconoscono in questa Area, pur tra differenti visioni ideologiche e sensibilità politiche, condividono alcuni, anzi molti, obiettivi fondamentali:

  1. La difesa e l'attuazione della Costituzione.
  2. La lotta alle povertà, il perseguimento dell'uguaglianza, della piena occupazione, dei diritti e del potere di acquisto dei lavoratori, del rafforzamento dello Stato sociale.
  3. Un'economia fondata non sul profitto e sulla religione del PIL ma rivolta al soddisfacimento dei bisogni delle persone e alla qualità della vita e che, per tali fini, impone un governo democratico dell'economia in contrapposizione alle pretese virtù salvifiche del Mercato. Questo comporta, da un lato, la denuncia dei trattati europei a partire da quelli sull'austerità e sul pareggio di bilancio ed il rovesciamento della dittatura liberista della Troika e, dall'altro, la realizzazione di un controllo collettivo e pubblico sui settori fondamentali dell'economia, sia attraverso forme di gestione partecipata e sociale dei beni comuni sia attraverso politiche di pianificazione o di intervento diretto dello Stato nella produzione di beni e servizi.
  4. La difesa dell'ambiente, la conversione ecologica dell'economia, il no alle grandi opere inutili e devastanti, la tutela del patrimonio artistico e archeologico, del territorio e del paesaggio.
  5. Il riconoscimento ampio dei diritti civili, la parità di genere e la riaffermazione della laicità dello Stato.
  6. La Scuola pubblica e la Sanità pubblica quali elementi essenziali dei diritti di cittadinanza.
  7. Un'informazione libera e pluralista non assoggettata a oligarchie e potentati.
  8. La moralizzazione della vita pubblica, l'eliminazione dei privilegi e la riduzione dei costi della politica, intesa non come abolizione ma come riformulazione, entro limiti ragionevoli e dignitosi, del finanziamento pubblico ai partiti e delle retribuzioni degli eletti e dei membri degli Esecutivi.
  9. La lotta intransigente alle mafie, alla corruzione, all'evasione fiscale, alla violazione delle norme per la tutela della sicurezza sul lavoro e dell'ambiente.
  10. La riforma del sistema carcerario e della giustizia nella direzione oltre che dell'efficienza anche della umanizzazione delle pene.
  11. Il governo dell'immigrazione nel rispetto dei diritti e della dignità dovuti ad ogni essere umano, considerandoci tutti parte di una stessa razza umana e nella consapevolezza che il problema deve essere affrontato nel contesto di un giusto riequilibrio dei rapporti economici e di potere tra Nord e Sud del mondo.
  12. La difesa della pace, l'eliminazione delle spese militari che eccedono il mero bisogno della difesa del territorio nazionale ed il rifiuto delle missioni di guerra all'Estero.

Per raggiungere la forza sociale, culturale ed elettorale necessaria a raggiungere questi obiettivi è necessario, come scrive Alfonso Gianni e nel senso dell'appello di Bandiera Rossa in Movimento, dare vita ad un'organizzazione politica nuova, fuori e contro il PD e le logiche del centrosinistra responsabile almeno quanto le destre dei disastri italiani ed europei.
Serve dare vita,da subito – prendendo atto che l'azione dal basso non è sufficiente e che serve “un’assunzione di responsabilità di quel quadro pensante, diffuso e privo di contorni partitici, ma pure esistente e resistente, intrecciato con esperienze di movimento, di ricerca intellettuale, di militanza sindacale, di costruzione di nuovo senso di sinistra nella società” - ad una Federazione di soggetti diversi senza la pretesa di cancellarne identità e visioni ideologiche.
Un soggetto politico unitario di sinistra in grado, da oggi e non quando sarà troppo tardi, di prendere la bandiera della difesa della Costituzione, di affiancare e condividere le lotte sociali che percorrono il Paese, di preparare le prossime scadenze elettorali.

Con un proprio nome e simbolo da far diventare familiare al popolo della sinistra, un proprio tesseramento reale e non virtuale, l'utilizzo anche del web per la partecipazione e la discussione tra iscritti e simpatizzanti, l'adozione del principio “una testa / un voto” per la nomina degli organi direttivi e la definizione delle scelte programmatiche, una strategia per la comunicazione, un programma di radicamento sociale, regole chiare e trasparenti per la scelta delle candidature elettorali (da decidere attraverso il voto degli iscritti; definendo nella partecipazione alle lotte sociali, ai movimenti, alle iniziative di economia sociale, all'elaborazione culturale della sinistra il requisito indispensabile per presentarsi davanti agli elettori; rendendo incandidabile chi ha ricoperto in passato responsabilità istituzionali e di governo a livello nazionale o regionale).

giovedì 25 luglio 2013

Fermiamoli! Difendiamo la Costituzione!

FERMIAMOLI !

Un appello di Alternativa contro la revisione costituzionale golpista. "C'è un Rubicone da varcare". Questa volta non è un Cesare a doverlo fare, ma chi non vuole il cesarismo.
 

a cura di Alternativa.
Siamo in pieno colpo di stato strisciante, che si attua modificando la Costituzione e impedendo al popolo italiano di esprimersi.
Alternativa ritiene che occorra fare fronte alla minaccia con la massima urgenza. La nostra proposta, rivolta a tutti, è quella di agire in modo concertato, con unità d'intenti, coinvolgendo tutte le forze democratiche disponibili: unico modo per realizzare una spinta popolare vincente è quello di giungere in tempi rapidi alla creazione di ciò che noi chiamiamo un Comitato Nazionale in Difesa della Costituzione.
Assistiamo invece, purtroppo, ancora una volta, a iniziative scoordinate e improvvisate, dove la cosa che conta sembra quella di voler apparire con le proprie bandiere. Non è la nostra idea.
Alternativa ha una propria proposta, e la mette a disposizione di coloro che sono interessati a muoversi insieme a noi e ad altri, convinta che debba essere costruito un manifesto di tutte le forze democratiche che lanci la sfida al Governo e all'attuale maggioranza parlamentare eversiva.
Alternativa e le sue organizzazioni territoriali si muoveranno promuovendo la nostra proposta e, dove possibile, aderendo a tutte le iniziative che siano con essa in sintonia.
Il Consiglio Nazionale di Alternativa.

Manifestazione No-Tav - Roma venerdì 26 luglio - Piazza Trilussa ore 21.00

DALLA VALLE ALLE METROPOLI, LE LOTTE NON SI ARRESTANO
NO TAV FINO ALLA VITTORIA

manifestazione
PIazza trilussa – venerdì 26 luglio – ore 21





L’Italia è una repubblica fondata sulla speculazione. Un territorio in cui i poteri forti fanno il bello e il cattivo tempo, sfruttando ciò che è di tutti per fare l’interesse di pochi. Succede in Val di Susa, dove i lavori per l’esecrata alta velocità stanno calpestando la sovranità popolare seminando infiltrazioni mafiose e distruzione ambientale. E succede in una metropoli come Roma, dove da tempo immemorabile i palazzinari impongono i loro diktat a qualunque amministrazione, imponendo una realtà dove a tante case senza gente corrisponde tanta gente senza casa. La sveglia del cambiamento, però, è suonata da tempo. A dimostrarlo, tra le tante cose, la grande mobilitazione in Val di Susa del 19 luglio scorso, quando centinaia di manifestanti NO TAV hanno, per l’ennesima volta, assediato il cantiere di Chiomonte per ribadire il proprio NO a un’opera scellerata. La repressione, come al solito, non si è fatta attendere: picchiando selvaggiamente e imponendo severe restrizioni a nove compagni provenienti da tutta Italia. Tra di loro, Marta, costretta, come donna, a subire schifose sevizie e anche a sopportare gli attacchi di indegni uomini politici, immediatamente pronti a etichettarla come «ragazza facile» e «bugiarda». E poi i romani Piero e Matthias, due compagni tra i tanti che si muovono affinché l’unione delle lotte contro la nocività, il consumo di suolo, la devastazione dei territori e per il reddito e la casa si faccia sentire con tutta la sua forza, per riconquistare diritti sempre più negati. Per questi diritti e in solidarietà con tutti i compagni e le compagne arrestati in Clarea, la Roma che lotta si farà sentire a Trastevere, venerdì 26 luglio, radunandosi a piazza Trilussa alle 21, anche per sostenere lo sciopero della fame dei detenuti di Regina Coeli, che in questi giorni protestano contro le infami condizioni a cui sono condannati.
Il nostro coraggio e la nostra rabbia saranno più forti della vostra austerità e dei vostri profitti

Tutti e tutte liber@


Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/443944622388216/


La più intollerabile vergogna italiana


Se si prova a fare la lista delle grandi vergogne italiane ci si trova di fronte ad un elenco interminabile, troppo lungo persino limitandosi alla mera indicazione degli ambiti sociali, economici, politici degli scandali italiani.
Eppure di queste innumerevoli vergogne ce n'è una, a mio avviso, maggiormente intollerabile e che dovrebbe destare la più alta indignazione (indignazione che certo da sola non basta ma, per richiamarsi a Stéphane Hessel, è la premessa di ogni azione di radicale trasformazione): l'ignavia, la passività, l'inerzia di tutti coloro che dovrebbero battersi – perché ne hanno l'interesse e il bisogno, perché sono consapevoli del dominio dell'ingiustizia, perché sono oppressi - per rivoltare come un calzino questo Paese per renderlo migliore.
Non parlo degli onesti e delle persone genericamente di buona volontà da contrapporre, in una visione manichea di buoni e cattivi, alle 'caste' e agli 'oppressori'. Parlo di tutti coloro che sono consapevoli che per cambiare questo Paese serve costruire un sistema diverso dal punto di vista sociale, economico, politico, dei comportamenti personali. E che questa alternativa passa dal far prevalere il bene comune sugli interessi individuali, il controllo collettivo della ricchezza e dell'economia sull'egoismo del profitto.

martedì 23 luglio 2013

L’esercito di Silvio, l’Interdipco e i misteri italiani.



L’esercito di Silvio, l’Interdipco e i misteri italiani. Il Governo chiarisca.


Cos'è l'Intedipco? Quali rapporti intrattiene con Silvio Berlusconi e con il Governo italiano? Perchè il Governo italiano permette ad una sedicente organizzazione internazionale di intrattenere rapporti diplomatici di rilievo? Perchè il logo dell'Interdipco scompare repentinamente dal sito dell'Esercito di Silvio senza che nessuno chieda e nessuno risponda?
Tentando di rispondere a queste semplici domande si apre un mondo agghiacciante dove un filo nero lega gli affari internazionali, i misteri italiani, i NAR, lo stragismo, la mafia e la massoneria. Colpisce il reiterato tentativo di ridimensionare fatti e personaggi a truffe di poco conto o a ladri di polli ma, soprattutto, colpisce il legame costante con apparati e uomini dello Stato.
Alla luce anche del caso Kazakistan sembra quasi che in Italia ci sia una sorta di forza di polizia parallela che agisce ed interviene per fare il "lavoro sporco" sia in Italia che all'estero, una polizia "deviata" che raccoglie manovalanza nelle diverse palestre di arti marziali sparse sul territorio, che si avvale di un nutrito numero di soggetti che entrano ed escono dall'esercito e dalle forze di polizia, di un vasto mondo associazionistico con scopi e finalità inquietanti.

L'Esercito di Silvio visto da Lupe

domenica 21 luglio 2013

I tragici numeri della crisi italiana

Napolitano, il Re Sola, visto da Lupe
"Il messaggio del deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista scritto su Facebook:
Facciamo diventare VIRALE questo post ragazzi. Condividiamo come non mai, lo stiamo facendo tutti quanti!
Napolitano blinda il governo e nasconde i conti sotto il tappeto. Per la prima volta nel suo mandato, il presidente della Repubblica ha incontrato il ragioniere generale dello Stato. Perché? Ve lo diciamo noi:

Manifesto per l’amnistia sociale

Nel diritto si contempla lo stato di necessità, lo stato di bisogno, il diritto di resistenza alle leggi ingiuste. Si tratta di presupposti che in modo tangibile ricorrono per quei reati contestati per la partecipazione a manifestazioni di protesta e di disubbidienza sociale - le lotte in difesa del lavoro, contro le discariche e le opere devastanti, le occupazioni delle case sfitte - e per la condizione di clandestinità dell'immigrato e che unite alla incivile e ignobile situazione di sovraffollamento delle carceri giustificano l'adozione di un'amnistia. Un'amnistia sociale però: a favore dei deboli e degli oppressi e non dei criminali - corrotti, mafiosi, evasori - con i colletti bianchi. Ed in questo senso non condivido di questo appello - soprattutto in questo momento storico e politico - la richiesta di abolizione dell'articolo 41 bis ideato da Falcone per combattere con più efficacia la mafia.

Dal profilo Facebook di Amnistia Sociale: 

https://www.facebook.com/notes/amnistia-sociale/manifesto-per-un-censimento-delle-denunce-e-lamnistia-per-le-lotte-sociali/1376085402615063

Negli ultimi mesi, fra alcune realtà sociali, politiche e di movimento, ma anche singoli attivisti e avvocati, è nato un dibattito sulla necessità di lanciare una campagna politica sull’amnistia sociale e per l’abrogazione di quell’insieme di norme che connotano l’intero ordinamento giuridico italiano e costituiscono un vero e proprio arsenale repressivo e autoritario dispiegato contro i movimenti più avanzati della società. Da tempo l’Osservatorio sulla repressione ha iniziato a effettuare un censimento sulle denunce penali contro militanti politici e attivisti di lotte sociali. Ora abbiamo la necessità, per costruire la campagna, di un quadro quanto più possibile completo, che porterà alla creazione di un database consultabile on-line. Ad oggi sono state censite 17 mila denunce.


Il nuovo clima di effervescenza sociale degli ultimi anni, che non ha coinvolto solo i tradizionali settori dell’attivismo politico più radicale ma anche ampie realtà popolari, ha portato a una pesante rappresaglia repressiva, come già era accaduto nei precedenti cicli di lotte. Migliaia di persone che si trovavano a combattere con la mancanza di case, la disoccupazione, l’assenza di adeguate strutture sanitarie, la decadenza della scuola, il peggioramento delle condizioni di lavoro, il saccheggio e la devastazione di interi territori in nome del profitto, sono state sottoposte a procedimenti penali o colpite da misure di polizia. Così come sono stati condannati e denunciati militanti politici che hanno partecipato alle mobilitazioni di Napoli e Genova 2001 e alle manifestazioni del 14 dicembre 2010 e del 15 ottobre 2011 a Roma.