"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

sabato 15 giugno 2013

La Camera voti lo stop agli F35

Pubblichiamo l’appello promosso da Ascanio Celestini, Luigi Ciotti, Riccardo Iacona, Chiara Ingrao, Gad Lerner, Savino Pezzotta, Roberto Saviano, Cecilia Strada, Umberto Veronesi e Alex Zanotelli in vista della discussione alla Camera dei Deputati della mozione – sostenuta da 158 deputati SEL, PD e M5S) – che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35.

"Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati discuterà una mozione di 158 parlamentari di Sel, Pd e M5S che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter.

In linea con le richieste e indicazioni della campagna «Taglia le ali alle armi» (che dal 2009 si batte contro i caccia) sosteniamo questa nuova iniziativa parlamentare e tutte quelle che si renderanno necessarie per bloccare una scelta così sbagliata.

Spendere 14 miliardi di euro per comprare (e oltre 50 miliardi per l'intera vita del programma) un aereo con funzioni d’attacco, capace di trasportare ordigni nucleari, mentre non si trovano risorse per il lavoro, la scuola, la salute e la giustizia sociale è una scelta incomprensibile che il Governo deve rivedere.

Per questo chiediamo a tutti i Deputati di sostenere questa mozione e tutte le iniziative parlamentari tese a fermare il programma degli F35 e a ridurre le spese militari a favore del lavoro, dei giovani, del welfare e delle misure contro l’impoverimento dell’Italia e degli italiani".

Ascanio Celestini, Luigi Ciotti, Riccardo Iacona, Chiara Ingrao, Gad Lerner, Savino Pezzotta, Roberto Saviano, Cecilia Strada, Umberto Veronesi, Alex Zanotelli

* * *

venerdì 14 giugno 2013

Astensione, Repressione e Restaurazione


La democrazia, il sistema di governo fondato sulla sovranità al popolo, non si esaurisce nelle elezioni: la democrazia è un ordinamento complesso che vive e si sviluppa nella partecipazione di giorno in giorno dei cittadini, singolarmente o come membri di associazioni e movimenti e partiti, ai processi decisionali attinenti la cosa pubblica, nella possibilità per essi attraverso un'informazione libera e pluralista di avere consapevolezza e coscienza delle scelte da prendere per il bene comune, nel difficile equilibrio di pesi e contrappesi, di organi deliberanti e organi di controllo, nel riconoscimento di diritti civili e sociali inalienabili che impedisca la dittatura della maggioranza e l'annientamento dei diritti delle minoranze politiche, sociali, culturali, etniche. Nell'assenza di soggetti privati talmente forti da poter distorcere e deviare la volontà collettiva.
Le elezioni sono in qualche modo il termometro dello stato di salute di una democrazia, sono il culmine e la risultante di processi lunghi e profondi. Non si conquista il potere con le elezioni: queste fotografano la mappa dei rapporti di forza esistenti nella società. Non si realizza un'alternativa che incontri nel voto la volontà e i bisogni della maggioranza dei cittadini se non si è seminato in profondità nei contesti sociali, economici e culturali che li riguardano.
Se gli italiani – come mai successo nella nostra storia repubblicana – disertano ormai il voto, riconoscendo con ciò la propria impotenza e la propria delusione, è perché hanno compreso che quello elettorale è un gioco truccato, l'ultimo palese inganno ordito da un sistema marcio. Come un Tour de France vinto da Lance Armstrong, come un Giro d'Italia vinto da Marco Pantani, come uno scudetto vinto dalla Juventus di Moggi e Giraudo.

mercoledì 12 giugno 2013

PERCHÈ MI ALLONTANO



Mi sono avvicinato ad M5S dopo un lungo cammino, convinto che, pur con tutti i suoi limiti e le sue ambiguità fosse/sia una speranza ed una risorsa per questo paese. Personalmente , da sempre , sono convinto che sia necessario ed indispensabile che ogni idea di cambiamento passi e si manifesti e comunque si collochi, soprattutto, nella sfera delle scelte di vita, personali, di relazione e di rapporto.
Il modo con cui ci posizioniamo rispetto al potere, al suo passaggio, alle sue manifestazioni ed alla sua , molto eventuale, necessità, dipende innanzi tutto dalla qualità delle nostre scelte personali.
Senza la coscienza di questa necessità, reale, quindi, non teorica o meramente dichiarata a parole, senza la capacità di essere “il cambiamento di cui parliamo” nulla si fa e soprattutto non si può, assolutamente illudersi di rappresentare la necessità di cambiamento che attraversa questo paese ed il mondo intero.
Quello che noto è quindi un fallimento valoriale ed umano più che non politico. Esso passa attraverso rapporti avariati, che riproducono in toto il marasma e la competitività malata presente nel sistema, che, molto teoricamente staremmo combattendo.
Attraverso, anche, la rappresentazione velata di “rapporti segreti” esterni al movimento che portano di fatto a dare peso, al di là delle dichiarazioni teoriche di equidistanza” ad uno o all'altro degli schieramenti, artificiosi, in cui il paese viene artatamente diviso. Sfiducia, arrivismi, personalismi esasperati, pragmatismi eccessivi che coprono il vuoto del confronto e l'assenza di condivisioni reali, gruppi interni, fronde, trappole, uso strumentale della stampa. e delle tensioni esterne.
Questo quadro, sinceramente umiliante si è manifestato in molti modi:
Discordanze profonde, per esempio nelle relazioni con l'esterno, I complimenti ad Uggetti, eccessivi e fuori luogo sulla pagina “ufficiale” di Facebook “Lodi 5 stelle e per contro la lettera al Cittadino, di fatto anonima, che attacca, praticamente, solo il centro sinistra firmata a nome sempre del medesimo MoVimento, ne sono solo un "Parzialissimo” esempio, ma si manifesta quotidianamente in aggressioni personali, in rancori, veri e propri agguati .
Però ancora peggio è che in queste tensioni si manifesta l'incomprensione profonda e spirituale di quello che, sempre più teoricamente, staremmo facendo e del perchè lo staremmo facendo.
Tutto questo è specchio e riverbero di quanto sta succedendo nel paese ed al MoVimento tutto, che pur sottoposto ad un attacco mediatico concentrico senza precedenti nella storia, sta evidenziando dei profondi limiti nella qualità reale della sua volontà di cambiamento.
Questo deterioramento è in atto da molto tempo ed inizia, anche con il metodo “discutibilissimo” con cui sono stati scelti i rappresentanti parlamentari, potremmo discutere a lungo di tali metodologie senza trovare una quadra reale, fatto sta che la rappresentanza attuale non riflette se non in parte le reali aspettative del MoVimento, essa è esposta alle tempeste e fragile al suo interno, proprio per l'assenza di un “fondamento” ideale e reale comune, perchè per quasi tutti, così come per la politica tradizionale, le ragioni i morivi, le idee, il senso spirituale delle nostre scelte è ampiamente e costantemente secondario rispetto alle “contingenze ed “urgenze” dettate dalla “governabilità”.
Questo provoca, distinguo e polemiche su questioni secondarie e marginali...stupide alla fine. Nel piccolo come nel grande, quindi, la mancanza di condivisione ideale e di visione comune, crea mostri, individualismi, strumentalizzazioni ed usi personali.
Sono stanco, di metterci la faccia per giustificare le “prese di posizione” ora di questo ora di quello or l'altro del leader maximo, che comunque vale almeno 1.000.000 rispetto agli altri uno. Semplicemente tornerò nell'anonimato, nell'associazionismo , nei movimenti da cui sono venuto. Non ho intenzione di contrastare o calunniare, ma nemmeno di essere parafulmine e puntaspilli per un movimento che non esiste, se non formalmente. E che ogni volta che scende nel “rapporto fra le persone” commette nefandezze e scorrettezze inenarrabili, perchè quella condivisione, quella circolarità, quella orizzontalità, quella liquidità di cui si riempie la bocca e che strombazza nelle sue manifestazioni esteriori non esistono affatto o peggio vengono ampiamente disattese e sono preda di ambizioni sfrenate, di calcoli strumentali di “complotti interni” e di cordate di gruppi di potere. Nonchè di un ruolo organizzativo centrale, che in carenza di un retroterra ideale e di una reale direzione politica e morale diviene potere assoluto e di controllo all'interno della struttura del MoVimento. Per altro senza nemmeno essere in grado di garantire nemmeno se stesso, dall'eventualità di brutture e distorsioni della sua stessa linea vincente, vedasi doppi e tripli Meetup territoriali in competizione fra loro (Il doppio Meetup di Lodi per esempio)
Ed anche qui nel piccolo...come nel grande.
Non ci sto, non mi interessa. Mi allontano anche per rispondere alle bieche, basse e vili insinuazioni di “interessi egemonici personali”. Resto nel Meetup, resto nell'area perchè non esiste un'alternativa proponibile e sono , sinceramente, stanco di cercarla e di vagare come Diogene alla ricerca dell'uomo...che non c'è, che non esiste, che non è affatto maturato e che nonostante la supponenza e la presunzione non ha proprio nulla da insegnare, ma lascio ad altri l'attivismo e la continua competizione...che non mi appartengono, quell'uno vale uno che viene usato , così spesso, a pretesto di continui mutamenti di pesi specifici e linee interne, ma che in realtà non esiste affatto. Io sono e resto convinto che se non si parla di sostanza, di spirito e di relazioni, di rapporti di potere anche reciproci non si sta cambiando proprio nulla
Scelgo di rendere pubblica questa mia lettera non già come forma di attacco al MoVimento, ma di “spiegazione e di tutela personale” purtroppo necessarie in un contesto in cui gli attacchi personalizzati e selvaggi, anche di bassissima lega sono, purtroppo, all'ordine del giorno.

Giandiego Marigo-
(Portavoce di Codogno e ex candidato alle elezioni regionali Lombarde per M5S)

sabato 8 giugno 2013

Le liste last minute della sinistra radicale


E' largamente diffusa nel sentire comune la convinzione che riconoscere gli errori del passato possa aiutare a non ripeterli nel corso della propria esistenza. Non so se ciò valga realmente per gli individui, assai frequentemente prigionieri di una coazione a ripetere nel tempo le stesse scelte del passato, e tanto più per gli organismi sociali più o meno complessi.
Sicuramente questa capacità di elaborare le proprie esperienze fallimentari è fin qui mancata completamente a quell'area politica e ideologica variamente definita di sinistra radicale o di ispirazione marxista e comunista/socialista o di alternativa anticapitalista. Questa area politica non è più presente in Parlamento dal 2008, nel 2013 con Rivoluzione Civile ha raggiunto risultati ancora più modesti della Lista Arcobaleno e regolarmente manca il quorum necessario a portare propri rappresentanti nelle Assemblee elettive (si guardi, per citarne solo alcuni, agli esempi delle elezioni regionali in Sicilia e per il sindaco di Roma).
Tralascio qui di richiamare le analisi che attraverso la ricostruzione delle trasformazioni sociali, economiche, culturali, valoriali intervenute nel nostro Paese e degli errori tattici e strategici commessi dai propri dirigenti provano a dare conto della crisi anzi, per meglio dire, della scomparsa della sinistra in Italia (caso forse unico in Europa) per limitarmi al mero aspetto, per così dire, del marketing politico.
L'ambito del marketing politico è certo aspetto secondario e risulta per noi di sinistra particolarmente odioso prenderlo in considerazione.

lunedì 27 maggio 2013

La lunga marcia nel deserto per la Sinistra


Dopo i risultati fallimentari della lista di Rivoluzione Civile alle ultime elezioni politiche l'ala movimentista dell'Alternativa ne attribuì le responsabilità ad Antonio Ingroia ed al suo scarso appeal mediatico, alla riproposizione della candidatura di un magistrato e del tema della legalità quale elemento centrale del programma, al colpo di mano compiuto dalle segreterie dei vecchi partiti – Rifondazione, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Verdi – sulle candidature al fine di estromettere le donne e gli uomini scelti dalle assemblee di Cambiare Si Può a vantaggio di vecchi e screditati arnesi della politica (Di Pietro, Diliberto, Ferrero, Bonelli), l'ambiguità del profilo programmatico e politico della Lista (che si dichiarava alternativa al centrosinistra egemonizzato dal PD ma che contemporaneamente prometteva di offrire i propri voti, se richiesti e necessari, a quello che in quel momento si riteneva il probabile futuro governo a guida Bersani).
Tutte critiche che avevano un qualche fondamento ma che non consentivano di cogliere in modo esaustivo la realtà politica italiana di questi tempi. Come dimostrano i risultati raccolti dalla candidatura (realizzata a regola d'arte) a Sindaco di Roma di Sandro Medici, una persona perbene e un Signor Candidato (così come del resto lo era Antonio Ingroia), condivisa e realizzata con la partecipazione dei movimenti, con candidature estranee a vecchie logiche partitocratiche, con un avanzato e coerente programma di sinistra alternativo a quello del PD e delle destre: solo il 2,3 per cento dei voti ottenuti, circa un punto in più di Luigi Alfonso Marra (per intenderci l'amico di Scilipoti e di Sara Tommasi).

giovedì 23 maggio 2013

Me dici Roma, te dico scegli Sandro Medici come nuovo Sindaco

da Micromega

MATTEO PUCCIARELLI – Me dici Roma, te dico vota Sandro

mpucciarelli2 Roma, opzione uno: il candidato della destra maneggiona e incapace, Gianni Alemanno; opzione due, il candidato del centro calce e martello, Alfio Marchini; opzione tre, il candidato del centrosinistra che una volta eletto risponderà agli stessi interessi di cui si fanno garanti Alemanno e Marchini, Ignazio Marino; opzione quattro, il candidato di sinistra che ti offre un’altra visione della città, Sandro Medici – guardacaso il più squattrinato.; opzione cinque, il candidato a Cinque Stelle un po’ law, order & scontrini, Marcello De Vito il tutto fumo e niente arrosto.
La candidatura di Medici è una bella notizia per la sinistra, per quella sinistra che immaginiamo e spesso non riusciamo a trasformare in un qualcosa di concreto, attuale e magari coerente. Basta leggersi una delle sue interviste, scorrere il suo programma, conoscere un po’ le biografie dei suoi candidati, per rendersi conto che stavolta è possibile recarsi al seggio senza turarsi il naso, senza dover ingoiare i soliti rospi, il solito atteggiamento compromissorio e democristiano che a Roma – essenza d’Italia – regna dappertutto.

mercoledì 22 maggio 2013

Percorso di decrescita per liberarsi dalla schiavitù della globalizzazione finanziaria



[Riassunto di “Conclusioni. L’urgenza di un’alternativa” tratto da “La trappola dell’euro”]

La continua perdita dei diritti, lo svuotamento delle istituzioni democratiche, l’impoverimento sono strettamente connessi all’imperialismo finanziario globale che sottomette i popoli e rende i cittadini sudditi senza possibilità alcuna di liberarsi da una sorte di schiavitù finanziaria. Pertanto il quadro che emerge è drammatico ed è imprescindibile opporre una resistenza popolare a tale imperialismo finanziario attraverso il recupero della sovranità nazionale e monetaria, mettendo in discussione i principi economici della globalizzazione, a partire dalla libera circolazione di merci e capitali. E’ allo stesso tempo imprescindibile orientarsi verso il modello di “decrescita felice”.
Misure economiche espansive come quelle della teoria keynesiana si rivelano non efficaci senza dare luogo a misure protezionistiche da parte degli stati nazionali, i quali avendo l’esigenza di finanziarsi tramite il mercato sarebbero comunque invischiati nelle dinamiche della concorrenza-competizione globalizzata e, di conseguenza, politiche di intervento pubblico potrebbero rivelarsi inutili, infatti, gli sforzi fatti dagli stati per le spese di finanziamento pubblico, a causa della libera circolazione di merci  e capitali, porterebbero i relativi benefici nei paesi le cui economie sono più competitive e quindi maggiormente capaci di attrarre acquirenti e investitori.
In tale circostanza sono opportune misure protezionistiche dell’economia interna dello stato, come la moneta nazionale, la possibilità di stabilire forme di limitazione della circolazione di merci e capitali, una banca centrale che funga da acquirente residuale dei titoli del debito sovrano, esattamente come faceva la Banca d’Italia prima della separazione dal Ministero del Tesoro, avvenuta nel 1981.

domenica 19 maggio 2013

Un Partito Sociale per la Sinistra

Tornare ad incontrare le persone, parlare con loro per comprenderne bisogni e speranze, aiutarle a trovare vie di uscita - dalla disperazione, dalla solitudine, dalla miseria, dalle ingiustizie - e alternative alla tentazione di cercare soluzioni rivolgendosi al potente di turno, combattere quei fattori di distorsione della democrazia che sono le lobbies, le mafie, l'informazione prezzolata al servizio del sistema, promuovere una rivoluzione culturale che contrapponga alla dittatura del profitto, dell'egoismo, del consumo compulsivo i valori della solidarietà, il mutuo aiuto, una diversa qualità e diversi stili di vita, imporre criteri di selezione della classe dirigente fondati sulla capacità di operare per il bene comune e non sulle doti di imbonitore: tutto questo significa un partito che si strutturi per organizzare e mettere in rete iniziative di economia sociale e alternativa.
Ed è l'unica strada possibile per fare diventare vincente un'alternativa politica di sinistra che abbia come fine il cambiamento radicale di questo Paese nel senso dell'uguaglianza, della liberazione dal bisogno, del superamento del capitalismo.


Jacopo Fo dal Fatto Quotidiano

Sos, ci servono avvocati umanitari (e un partito della solidarietà)

E serve un partito nuovo che sappia far fronte all’emergenza sociale.
Ci sono persone disperate che hanno bisogno di assistenza legale per opporsi a sfratti assurdi e altri soprusi. Sempre più persone, disabili e non, si rivolgono al Nuovo Comitato un Nobel per i Disabili, chiedendo aiuto per le questioni più disparate. Finora siamo riusciti a far fronte direttamente a questi casi difficili e spesso complessi, a volte è stato sufficiente parlare direttamente con sindaci ed enti pubblici per sbloccare situazioni apparentemente senza via d’uscita. In altri casi è stato necessario trovare un legale.
Ma ora con le nostre sole forze non ce la facciamo più e lanciamo un appello: sei avvocato? Sei disposto a assistere una persona in difficoltà? Se ti rendi disponibile per questa attività di volontariato segnalati a gabriella@alcatraz.it e ti affideremo un caso nella tua zona, che seguiremo insieme a te.
Oltre al problema degli sfratti abbiamo casi di stalking di vario tipo, persone che non riescono a far valere i propri diritti (ad esempio problemi pensionistici per disabili)… Si tratta di persone che non hanno nessuna dimestichezza con le questioni legali e quindi rischiano di perdere tutto quello a cui avrebbero diritto. Spesso è sufficiente ascoltare queste persone e aiutarle a capire cosa possono fare o a chi possono rivolgersi per risolvere questioni che rischiano di avere ripercussioni pesantissime.
Per coprire i costi di queste azioni di soccorso civile apriamo anche una sottoscrizione: invia il tuo contributo a

NUOVO COMITATO IL NOBEL PER I DISABILI ONLUS
BONIFICO BANCARIO:

 Intestato a Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili
BANCA POPOLARE ETICA Codice Iban IT15L0501803000000000137020
Codice Bic  CCRTIT2T84A
VAGLIA POSTALE: 

Beneficiario  Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili
Indirizzo  Località Santa Cristina, 53 -  06024 Gubbio (Perugia)

Grazie

mercoledì 15 maggio 2013

TAV, un altro tassello verso la fine: inizia l'iter per l'abrogazione

Dal sito notav. info (che Facebook non consente di linkare).
E da leggere assolutamente la risposta all'articolo di Repubblica sulle presunte minacce apparse su di un blog No Tav contro gli operai: "No Tav, se questi titoli non sono inventati".

******

Inizia oggi in parlamento l’iter per abolire il TAV Torino Lione. Questa mattina i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno presentato al Senato e alla Camera il disegno di legge per abrogare il TAV Torino-Lione.
E il desiderio di milioni di italiani diventa una cosa maledettamente seria…
Come si farà?
Votando l’abrogazione dell’accordo ‘intergovernativo’ fra Francia e Italia del 2001, siglato a Torino con poliziotti armati che chiudevano i manifestanti in un recinto come bestie.
Con quell’accordo alcuni ministri, Bersani e Amato per l’Italia, si presero la responsabilità di impegnare l’Italia a costruire un’ulteriore linea ferroviaria in barba ai dati di traffico già allora in calo sulla linea storica.
Oggi, undici anni dopo (e milioni di tonnellate di merci in meno), parte la procedura legislativa per annullare quell’accordo, ratificato dal Parlamento nel 2002, legge n. 228, ministro giustizia Castelli, presidente consiglio Berlusconi.
Il disegno di legge è basato su un motivo semplice: si annulla il progetto perché non si è verificata la condizione che aveva dato luogo all’Accordo del 2001, ovverosia un tale aumento dei traffici Italia-Francia da rendere satura la capacità della linea storica. L’articolo 1 diceva: l’“… entrata in servizio dovrebbe aver luogo alla data di saturazione delle opere esistenti”.
Anche in Francia nel corso del dibattito parlamentare che precedette la ratifica (seduta del 13.2.2002, pag. 1366), si dichiarò in modo lapidario che: “la saturazione della linea è precondizione indispensabile”.

lunedì 13 maggio 2013

Viva la Repubblica Romana! Per Sandro Medici sindaco di Roma

Roma deve essere governata nell'interesse dei cittadini e non delle lobbies, dei palazzinari, dei centri di potere più o meno occulti. Basta con Alemanno, l'amico dei fascisti, il peggior sindaco della storia di Roma. Basta con il PD alleato di Berlusconi al servizio, tramite Goffredo Bettini, dei palazzinari. Ridiamo speranza a Roma, facciamo finalmente una scelta rivoluzionaria e di sinistra: Sandro Medici Sindaco di Roma!


Viviamo a Roma, siamo giovani e anziani. Siamo quelli che nei partiti non ci credono più. Siamo impoveriti, offesi e stanchi del malgoverno e della “parentopoli” di Alemanno: desideriamo rialzarci. 
Siamo parte della cittadinanza attiva, delle associazioni e dei movimenti che animano il tessuto sociale metropolitano: organizziamo battaglie politiche e iniziative culturali, giochi in piazza per i bimbi e corsi di italiano agli stranieri. Lottiamo per i diritti, per i beni comuni, per avere più parchi pubblici e meno bische. Insieme a te, siamo cittadine e cittadini che si battono contro l’imbarbarimento sociale e la solitudine. 
Oggi, però, siamo chiamati a un impegno in più, in una città stremata dalla crisi economica e dallo smantellamento dei servizi sociali, sanitari e scolastici. Con un ceto politico che continua a far danni, incapace di rinnovarsi e di proporre soluzioni, mentre affiora un’ondata incollerita che non trova risposte, se non in un passivo affidamento al movimento di Beppe Grillo. 
Fuori dagli schemi dei vecchi partiti, fuori dal coro dalla politica gridata e scomposta, ci candidiamo a governare Roma con Sandro Medici. 

domenica 12 maggio 2013

Il capitalismo e la crisi culturale della sinistra

L'essenza della sinistra è la critica, il contrasto, l'obbiettivo dello smantellamento o almeno della radicale trasformazione del sistema capitalistico.
Come afferma Ken Loach, con disarmante chiarezza: “se si è a favore del mercato e della deregulation si è di destra, se si crede nell’economia pianificata e nella proprietà comune si è di sinistra”.
E' unicamente nella lotta al capitalismo e alla dittatura delle logiche del mercato e del profitto, quali unici criteri che devono improntare l'organizzazione di un sistema economico, può essere perseguito e realizzato – nella gamma di posizioni che vanno dal riformismo socialdemocratico e keynesiano al radicalismo comunista passando per la suggestione del 'benecomunismo', cioè di un'economia caratterizzata dalla prevalenza delle forme di auto-organizzazione e di auto-gestione della produzione da parte di gruppi locali - ciò che corrisponde alla visione e ai valori ideali della sinistra: la fratellanza universale, l'eguaglianza, la giustizia sociale, la liberazione dal bisogno che sola rende effettivo l'esercizio dei diritti civili e politici.
La scomparsa politica della sinistra italiana, in termini ancora più profondi rispetto a ciò che è avvenuto nella stragrande maggioranza dei Paesi del mondo capitalistico, si manifesta da un lato nella resa incondizionata di ciò che è ancora nominalmente considerato sinistra (il Partito Democratico) alla visione liberale/liberista - per di più attraverso intollerabili cedimenti a quelle che sono le entità che distorcono la vita democratica nazionale quali il berlusconismo, il Vaticano, la corruzione e la degenerazione partitocratica – e trascinando con sé nell'abisso quei partiti un po' più radicali (ieri i 'comunisti' di Bertinotti, oggi SEL di Vendola) che ne accettano l'alleanza in posizione subalterna, dall'altra nel fatto che il malcontento popolare, il bisogno di cambiamento 'rivoluzionario' e di risolutiva trasformazione della società trova espressione e rappresentanza politica quasi unicamente in coloro che, senza mettere in discussione l'essenza dell'organizzazione capitalistica, indicano nelle caste (i ceti dirigenti dei partiti, della burocrazia, dell'economia, dell'informazione) gli unici avversari da abbattere per ottenere libertà, giustizia e benessere diffuso.

sabato 11 maggio 2013

Il governo degli eversori della legalità costituzionale. E il PD e Napolitano cosa dicono?

Testo e opere grafiche di Luca Peruzzi
Dalla pagina facebook dell'Istituto LUPE


Al riparo dei diritti garantiti dalla nostra democratica Costituzione, colui che oggi s'è paragonato a Enzo Tortora domani, in uno speciale televisivo che manderanno in onda le televisioni di cui è proprietario, dirà che non ha mai avuto rapporti intimi con una minorenne che il parlamento, a maggioranza del partito di cui è proprietario, ha certificato essere la nipote di Moubarak. Tutto ciò per orientare l'opinione pubblica contro la magistratura, dopo una manifestazione a cui ha partecipato anche il ministro dell'interno e mentre il PD ha festeggiato l'epifania alla metà di maggio.


Il Ministro dell'Interno Angelino Alfano manifesta contro la magistratura. E' come se Berlusconi manifestasse contro la vendita dei televisori.