La risposta sul piano elettorale alla
crisi economica è abitualmente il rafforzamento delle opposizioni e
ciò è tanto più naturale di fronte a quella epocale che stiamo
attraversando.
Nel contesto contingente, la linea di
tendenza prevalente in tutti i paesi europei in cui si è votato in
questi giorni è che vincono o che si rafforzano coloro che
contrastano più o meno radicalmente le politiche di austerità e
neoliberiste.
Nella Gran Bretagna di Cameron i
laburisti conquistano molte amministrazioni locali, nella Germania la
Merkel perde un ulteriore Land, lo Schleswig-Holstein.
In un Paese a democrazia matura come la
Francia la governabilità viene assicurata, con la vittoria della
collaudata proposta socialdemocratica di François Hollande, a detta
di molti niente più che un burocrate di partito privo di particolare
carisma (ma questo non è in sé un male), solo perché lì il
sistema elettorale vigente, a doppio turno, taglia inesorabilmente le
estreme (Mélenchon e Marine Le Pen).
Sapremo presto se e come il nuovo
Presidente francese, al di là degli entusiasmi che ha suscitato
nella sinistra nostrana, saprà e vorrà realizzare una politica
realmente e radicalmente riformatrice, se e come potrà muoversi
dentro i percorsi definiti dalle compatibilità economiche europee e
non dover cedere alle pressioni e ai ricatti della speculazione e dei
mercati.
Laddove, come in Grecia, si è
abbattuta sulla società civile la feroce scure delle politiche
economiche delle istituzioni europee, i partiti - i 'socialisti' del
Pasok e la destra di Nuova Democrazia - che sostenevano il premier
Papademos, il Monti o se si preferisce il Quisling ellenico, sono
travolti e dimezzati fino a non avere più la maggioranza in
Parlamento.
E' questo, a mio avviso, più della
vittoria di Hollande il dato più significativo di questa tornata
elettorale europea, la dimostrazione che le politiche dei sacrifici
senza adeguate contropartite nella redistribuzione dei redditi e nel
contrasto della povertà sono inaccettabili senza se e senza ma (proprio perché in tal modo diventano esclusivamente massacro
sociale).