"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

venerdì 8 maggio 2009

Referendum: dubbi e preoccupazioni

Ricapitolando.
I ‘quesiti’ sono 3.
1. Modulo di colore viola – Premio di maggioranza alla lista più votata – Camera dei Deputati.
2. Modulo di colore beige – Premio di maggioranza alla lista più votata – Senato.
3. Modulo di colore verde - Abrogazione delle candidature multiple.

In pratica, le ‘questioni’ sono 2.

La prima.
L’attuale legge elettorale (L. 270/2005, più nota come Porcellum/Calderoli) prevede che il premio di maggioranza sia attribuito, su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato, alla ‘lista’ o alla 'coalizione’ che ottenga il maggior numero di voti.
I primi due quesiti si propongono di assegnare, invece, il premio di maggioranza alla lista singola che ottenga il maggior numero di seggi, eliminando i collegamenti tra liste, cioè le coalizioni, con l’ulteriore, collaterale effetto di innalzare la soglia di sbarramento, la quale diventerebbe del 4% alla Camera e dell’8% al Senato.

La seconda.
Si vuole introdurre il divieto delle candidature plurime, escludendo la possibilità, oggi consentita, che un soggetto si candidi in più circoscrizioni.
Il fenomeno delle candidature multiple è diffuso e fortemente deprecato. Esso infatti, mettendo il ‘plurieletto’ in condizioni di scegliere uno dei seggi vinti a fine competizione, gli permette altresì di scegliere chi saranno gli ‘eletti’ (cioè i primi dei non eletti che subentreranno) negli altri seggi rimasti vacanti.
Questo fenomeno genera da un lato un meccanismo di cooptazione dall’alto e, specularmente, induce i cooptandi ad una perniciosa sudditanza.


Quanto alla seconda questione (divieto di candidature multiple), personalmente, trovo davvero difficile contestare la necessità di porre fine a questo indegno ed inquietante mercimonio, per nulla genuino sotto il profilo della rappresentanza politica, mortificante per gli elettori e pericolosamente dietro le quinte.
Per quanto mi riguarda, ho già deciso che voterò Sì.

Più complessa, invece, la prima questione.
Premesso che il Porcellum va assolutamente eliminato ed occorre una legge elettorale degna di una democrazia, mi limito ad esporre le mie due principali preoccupazioni e la mia, almeno per il momento, conclusione.


a)L’eventuale vittoria del Sì sui primi due quesiti ci consegnerebbe un sistema elettorale ed un consequenziale quadro politico fortemente semplificato in chiave bipartitica.
I partiti, infatti, al fine di conseguire la maggioranza necessaria per ottenere il ‘premio’,
sarebbero indotti, praticamente quasi costretti, ad uno sforzo di sintesi politica che veda confluire in un’unica lista più e diversi soggetti politici minori, che oggi, invece, rivendicano gelosamente le rispettive identità e che dispongono di una forza contrattuale spesso sproporzionata, ma ampiamente sfruttata all’interno di faticose ed instabili coalizioni.
Non v’è chi non veda che andrebbe a configurarsi uno scenario fortemente premiante per il PdL, il quale, infatti, ha già annunciato che se vince il Sì, si guarderà bene dal fare una nuova legge elettorale.

b)L’effetto collaterale di alzare la soglia di sbarramento sia alla Camera che al Senato, contribuirebbe ulteriormente alla semplificazione di cui sopra, sacrificando ulteriormente gli spazi di una sana opposizione e di una esaustiva rappresentanza democratica.
I partiti più piccoli, che preferiscono rinunciare al Governo piuttosto che alla loro identità politica, potranno avere rappresentanza in Parlamento, ma solo se riusciranno a conseguire un adeguato consenso. Il 4 e l’8% sono percentuali consistenti, non facilmente ottenibili, soprattutto in un contesto come quello attuale, che vede la concentrazione del potere mediatico in mani assolutamente inaffidabili, che scientemente ed illegittimamente impediscono un’autentica competizione elettorale.

Considerazioni finali.
Il referendum, in questa materia, si conferma, ancora una volta, strumento utile e necessario per sopperire alla colpevole inerzia del Parlamento e, soprattutto, per correggerne gli errori.
Uno strumento che, però, ha dei limiti fisiologici tali da trasformarlo in alcuni casi, come quello in oggetto, in una lama a doppio taglio.
Per vincere, il Sì non solo ha bisogno del quorum e dei voti, occorre anche che segua poi un’interpretazione del risultato referendario coerente con le istanze democratiche che il referendum stesso esprime. Occorre, insomma, che la bocciatura del Porcellum che dovesse uscire dalle urne impegni il Legislatore ad una nuova legge elettorale.
Ora, a me viene da pensare che se dovesse vincere il Sì, una corretta interpretazione in chiave democratica s’imporrebbe per necessità a tutti i partiti, eccetto naturalmente il PdL.
Lega, Udc, Pd, Idv,.. sarebbero costretti a fare una nuova legge elettorale ed avrebbero i numeri per farlo, mentre il PdL si troverebbe in minoranza.
Non lo so, forse il mio ragionamento è troppo semplice e miope. Mi viene anche da pensare che Berlusconi, potrebbe giocare d’anticipo, tornare subito alle urne ed incassare nottetempo, beffardamente, un regalo inatteso che proprio noi gli avremmo fatto. D’altra parte se dovesse vincere il No o il boicottaggio (mancato raggiungimento del quorum), resteremmo calcificati in una situazione incancrenita, perdendo un’opportunità per sbloccarla.
A me sembra che il No non ci dia nessuna speranza, il Sì ce ne dà almeno una.
Sono, però, perplessa.

mercoledì 6 maggio 2009

Prof. italiani scontenti delle riforme no al maestro unico

5/5/2009 - INCHIESTA DI "LA TECNICA DELLA SCUOLA"Prof. italiani scontenti delle riforme
no al maestro unico
ROMA
I provvedimenti strategici adottati negli ultimi 15 anni dal ministero dell’Istruzione non sembrano avere il consenso degli insegnanti: da un’inchiesta realizzata dalla Casa editrice «La Tecnica della Scuola» risulta che la grande maggioranza dei docenti della scuola primaria contesta il ritorno del maestro unico, l’80% ritiene un errore il ritorno al maestro unico, mentre alle superiori c’è rammarico per il mancato avvio delle riforme annunciate da troppo anni e mai attuate.

In base a quanto emerso dall’indagine - svolta su 80 scuole di tutti i gradi distribuite in città capoluogo di regione o provincia autonoma che gestiscono più di 200 sedi scolastiche, frequentate da circa 63mila alunni, con oltre 7 mila docenti e 2 mila Ata - tra i docenti italiani vi sarebbe un’insoddisfazione di fondo i troppi “nodi” scolatici ancora irrisolti.

«La scuola - spiega Calogero Virzì, curatore dell’inchiesta - vive un grande disagio sia per le cose fatte, sia per le riforme mancate. Non c’è sintonia né sui provvedimenti ministeriali già adottati, né sui mancati interventi di riforma». È il caso, quest’ultimo, degli istituti superiori dove l’ennesimo tentativo di riforma è slittato ancora una volta al 2010: e per il “ramo” professionale, che attende gli esiti della riforma del titolo V della Costituzione, i tempi potrebbero allungarsi ulteriormente.

«Il risultato è che ad oggi gli istituti di scuola superiore - dice il redattore della casa editrice catanese - non sono stati riformati, mentre il nostro campione si è espresso a stragrande maggioranza per il cambiamento: l’86% vuole che venga riformata l’istruzione professionale, il 63% riformerebbe anche i tecnici e il 55% si aspetta un cambiamento anche dei licei».

Discorso analogo per la scuola materna ed elementare, dove le riforme entreranno in vigore dal prossimo settembre suscitando però non poche lamentele: «il nostro campione - continua Virzì - ha espresso un radicale dissenso sul merito dei provvedimenti adottati: l’80% è contrario all’abolizione del modulo e della compresenza e il 66% si è detto in disaccordo con l’anticipo nell’infanzia».

In base a quanto emerso dall’indagine la maggior parte dei docenti si ritengono anche in disaccordo con un’eventuale passaggio dallo Stato alle regioni per la gestione dei dipendenti del comparto istruzione.

Il 68% del campione è favorevole che l’autonomia scolastica prosegua all’interno del sistema di autonomie territoriali, ma una maggioranza identica (69%) vuole che la gestione di tutto il personale resti in mano allo Stato e non sia trasferita alle regioni. «Il concetto che emerge - commenta il curatore dell’indagine Calogero Virzì - è chiaro: Federalismo sì, ma con una gestione nazionale del personale».

Secondo i realizzatori dell’indagine il campione statistico viene ritenuto rappresentativo sul piano nazionale, su quello della distribuzione territoriale e su quello degli indirizzi scolastici: «le risposte sono state fornite dai dirigenti o da loro collaboratori - spiega Virzì - pertanto la valutazione fornita non ha impegnato gli istituti coinvolti, ma le singole persone che hanno fornito le risposte e la loro capacità di interpretare il dibattito i diversi umori, la ricchezza dei punti di vista presenti nel proprio istituto».

I dati dell’inchiesta saranno discussi nel corso del convegno nazionale «La Scuola al crocevia della riforme» che si terrà a Catania, presso il centro fieristico Le Ciminiere giovedì 8 maggio, alla presenza di tutti i segretari sindacali di comparto, di diversi pedagogisti, del presidente della commissione Cultura alla Camera, Valentina Aprea, e di diversi rappresentanti del Miur.

"Il corpo delle donne"

Vi consiglio la visione di questo documentario e vi invito a divulgarlo.

http://www.ilcorpodelledonne.it/documentario/

E se Grillo, Di Pietro, Travaglio e Santoro ...

Fantapolitica. Anzi autentico delirio visionario.
Pensare che Grillo, Di Pietro, Travaglio e Santoro stiano facendo un gioco di squadra.
Come sognare di poter avere nella propria squadra, tutti insieme, Cristiano Ronaldo Messi Kakà e Ibrahimovic.
Con mezzi stili e sensibilità diversi impegnati a parlare trasversalmente a chi è di destra e a chi è di sinistra.
Grillo a costruire la consapevolezza dei cittadini sulle questioni fondamentali che riguardano la qualità della vita: l'ambiente, la mobilità, l'acqua, i rifiuti, i diritti dei consumatori e a contribuire ad una selezione dal basso di amministratori onesti e capaci.
Travaglio e Santoro a squarciare la cappa dell'informazione di regime.
Di Pietro a presidiare le istituzioni e a non lasciare il monopolio della politica 'ufficiale' ai partiti colpevoli dell'attuale situazione italiana.
Insieme un'alternativa per il riscatto e la radicale trasformazione dell'Italia.
Lotta alla mafie e alle oligarchie, lavoro, diritti, legalità, ambiente, pluralismo dell'informazione, sviluppo economico sostenibile e pulito, buona amministrazione.
E le tradizionali organizzazioni di sinistra?

domenica 3 maggio 2009

1° maggio

Morte e sangue.
Illusione e dolore.
Grande fratello, tette e compassione.

Aspettiamo, speriamo.
Crediamo, vogliamo.
Eccoci tutti, ignari, serviamo.

Grazie, padrone, servo non fui
schiavo vissi, ma mai lo capii.

Oggi è domani, ieri chissà,
Un altro giorno magari verrà.

Uomini e donne, ecco l'umanità,
piccola e inutile, lasciamola là.

Il pianeta parlare non può,
ma le guerre fanno un rumore sonor.

Trema la terra, vacilla la verità..
doloroso è il risveglio della menzogna senza pietà.

"Ei fu siccome immobile, dato il mortal sospiro"..

.."sempre caro mi fu quest'ermo colle"..

.."s'egli sia più nobile sofferire nell'animo le frombole e i dardi dell'oltraggiosa fortuna o prender armi contro un mare di guai e, contrastandoli, por fine ad essi"..

Ecco il tramonto di un sole mai sorto.
La triste alba che luce non fa.

Ecco la miserevole storia della sempre identica umanità.

La fatica, insaziabile, non conosce pietà.
Solo è l'uomo che cerca la verità.

Grande sarebbe la forza della dignità,
se solo il mondo conoscesse la nobiltà .

Dedicato a tutti i Siciliani

Ultimi mesi di navigazione compulsiva tra blog, social network, siti di controinformazione alla ricerca di notizie censurate dall'informazione di regime e di contatti con chi ancora non si è arreso.
C'è una cosa che mi ha colpito e sorpreso in questo viaggio, aver trovato tanti siciliani, uomini e donne, giovani e meno giovani, impegnati a testimoniare coraggiosamente la propria opposizione alla mafia e la propria lotta per la legalità e la giustizia.
Sorprendente perché stride con le percentuali bulgare che in Sicilia regolarmente premiano alle elezioni Berlusconi e la destra e con le vittorie senza storia di personaggi discussi come Cuffaro e Lombardo.
Sorpresa, lo ammetto, colpevolmente superficiale e ne chiedo scusa.
Sono siciliani molti dei più importanti intellettuali italiani dell'ultimo secolo.
Sono siciliani molti degli eroi dell'Italia moderna, eroi caduti nella lotta contro le mafie.
E di una cosa sono certo: è in Sicilia che si gioca la battaglia decisiva per la libertà e la democrazia in Italia. Se vinciamo in Sicilia, salviamo l'Italia.

lunedì 27 aprile 2009

Il nuovo progetto dalemiano

Sono sensazioni, solo sensazioni. Forse solo sospetti.

Semplici indizi analizzati alla luce della storia e della personalità politica di D'Alema.

Liquidato Veltroni, questa volta davvero definitivamente, D'Alema si appresta a riprendersi in mano quello che resta dell'eredità del Partito Comunista e a costruire la sua nuova alternativa di governo.

Mossa nr. 1 Riaccreditare il PD tra gli elettori di sinistra. Ora con Franceschini alzando i toni della polemica antiberlusconiana, poi con la segreteria da affidare ad un uomo certamente capace e popolare come Bersani.

Mossa nr. 2 Incentivare / agevolare l'uscita dei cattolici più moderati dal PD verso l'UDC che diventa l'alleato e l'interlocutore fondamentale della nuova proposta alternativa a Berlusconi.

Mossa nr. 3 Favorire la nascita di una compagine di sinistra radicale e laica (Sinistra e Libertà), capace di raccogliere i voti comunisti e di opporsi al confluire di questi voti verso Italia dei Valori ma anche accettabile da parte dell'UDC in una futura alleanza. E' casuale che nella riforma elettorale per le Europee sia stato garantito il finanziamento pubblico a quei partiti che raggiungono almeno il 2% dei voti?

Mossa nr. 4 Depotenziare Di Pietro e le sue aspettative elettorali. IDV e i comunisti di Ferrero e Diliberto sono i partiti destinati ad essere tenuti fuori dalla futura alleanza.

Forse è solo fantapolitica, forse sono solo sospetti.
Forse il centrosinistra vincerà nuovamente le elezioni grazie a D'Alema, di sicuro così non cambierà mai l'Italia.

domenica 26 aprile 2009

25 aprile: Liberazione?

Le agghiaccianti parole di Berlusconi, pronunciate il 25 aprile, unitamente al disegno di legge del Pdl con cui s’intendono equiparare Repubblicani e 'repubblichini', a mio avviso, esprimono ad un tempo la compiaciuta forza, ormai consolidata, del 'suo regime' e la consapevolezza della nostra, per lui ancora scomoda, esistenza.
Sono rimasta impressionata dalla sicurezza con cui un uomo, a mio avviso, moralmente ripugnante ed intellettualmente inutile, con poche, vuote, ma studiate parole sia riuscito a legittimare la più assoluta ignoranza, da parte di milioni di Italiani, della Storia d’Italia.
Una delle tante, troppe ragioni per cui gli Italiani votano Berlusconi credo sia questa.
Berlusconi è il classico italiota medio, che ha avuto più successo degli altri e che, per questo, legittima ed incoraggia tutti gli altri. Guardando ed ascoltando Berlusconi, gli italioti si sentono confortati e legittimati nella loro ignoranza e ‘furbizia’. E’ il loro riscatto. Finalmente possono essere quello che sono, senza sentirsi stupidi. Berlusconi è la prova che si può essere importanti anche quando non si è nulla. In realtà, è tutto grottescamente posticcio, ma loro non lo sanno o fanno finta di non saperlo.
Ho appreso dal suo album biografico (quello che ha spedito a casa a tutti gli italiani, quando è sceso in campo) e da tutto quello che negli ultimi quindici anni ha voluto raccontarci della sua vita (senza che nessuno glielo avesse chiesto, ma lui ce lo ha raccontato lo stesso) che praticamente questo è uno che ha passato la prima parte della sua vita ad inseguire i soldi ed il potere e sta passando la seconda a scappare dalla Giustizia.
(Complimenti per l’originalità, non ci aveva ancora mai pensato nessuno).
Un uomo, secondo me, nato vecchio, coltivato e cresciuto da cattivi maestri.
Non ha talenti, ma neanche scrupoli.
In un Paese che non riesce ad affrancarsi dalla Mafia e dal Fascismo, in un Paese che non riesce a far vivere uno Stato di diritto, uno qualsiasi, in un Paese in cui ogni cittadino è solo come un cane e si arrangia come può, evadendo il fisco, l’amico che ti toglie la multa, il fratello del cugino del cognato della sorella dell’amante dell’assessore o del deputato di turno che ti fa una raccomandazione, la tangente che ti semplifica la vita, l’appalto rubato, il cinico calcolo della convenienza: “alle brutte, mi costa meno risarcire la vedova dell’operaio morto sul lavoro, che sostenere i costi della sicurezza sul lavoro”, “e vogliamo parlare del rispetto delle leggi ambientali?” “e perché mai dovrei poi rispettare quelle fiscali?”.
(Art. 53 Cost.: ‘Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della propria capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.’)

in un Paese come questo, dove il più pulito c’ha la rogna, i berluschini trovano, nostro malgrado, terreno fertile.
Gente semplice e ignorante. Un’ignoranza coltivata con scientifica sapienza.
‘Loro’ lo sanno.
Sanno quali sono le tre “I”. Le tre “I” che sono la Nostra Libertà e la loro galera. La Nostra Vittoria e la loro sconfitta.

Istruzione
Informazione
Intraprendenza

Sono queste le tre “I” che contano per un popolo che voglia essere sovrano.
Perché un popolo ignorante, disinformato e fregnone non solo non potrà mai essere sovrano, non potrà mai essere neanche un popolo.
Sarà invece quella patetica creatura, che ‘loro’ coltivano con tanto prudente e studiato impegno e che si confonde con i tanti branchi di lupi e di pecore di cui la Storia è tristemente e fedelmente memoria.


Ci sono, per fortuna, ancora molti italiani che non si piegano. Italiani che sanno, che capiscono e che, come scrive Kristel sul suo blog, alternano confusamente disgusto e paura.
Personalmente, ritengo fondamentale non lasciarsi intimidire e, con fermezza, trasformare il disgusto in 'indignazione' e la paura in 'resistenza'.

Finché ci sarà anche un solo cittadino Italiano, uno qualsiasi, che rifiuta di mettersi carponi, come lupo o come pecora, ci sarà lo Stato.
Lo Stato Italiano.
Il loro peggior nemico.

venerdì 24 aprile 2009

Circolo Politico 'Verità e Democrazia'.

A Sinistra con Italia dei valori.



Il presente circolo politico nasce dall’esigenza di salvaguardare e rilanciare la sinistra, in un contesto politico che nega spazio alle più elementari forme di democrazia. Un contesto che di fatto vanifica ogni autentica progettualità politica e che costringe tutti i cittadini, di sinistra e di destra, ancora saldamente fedeli alla Costituzione Repubblicana, ad unirsi in un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale, superando qualunque divisione.

Il cosiddetto ‘Berlusconismo’, vale a dire la potente e sapiente mistura di fascismo, piduismo, mafia e corruzione, con la subdola e decisiva connivenza di numerosi esponenti di una sedicente ed ingannevole opposizione, ha preso ormai in ostaggio il Paese e lo tiene saldamente in pugno.

Una non nuova, ma ormai consolidata ‘Dittatura Oligarchica’ controlla strategicamente i tre poteri chiave: finanziario, mediatico e militare.

I due più autorevoli tentativi di fermare il ‘berlusconismo’, quelli dell’Ulivo e del PD, sono amaramente, ma prevedibilmente falliti sotto gli occhi sempre più preoccupati,delusi ed alla fine stanchi di milioni di italiani.

L’Italia si sta arrendendo, sopraffatta suo malgrado da un disgustoso brodo primordiale di illegalità, immoralità, volgarità, vanità, ipocrisia e fascismo.

Il testimone di una minoranza che non si arrende è stato raccolto da Di Pietro.

Noi siamo fieramente quella minoranza.

Italia dei Valori, ad oggi, con i fatti di un’opposizione che non fa sconti né prigionieri, è il contenitore dell’Italia legale e legalitaria. L’Italia Repubblicana dell’antimafia e dell’antifascismo. L’Italia erede del Rinascimento, del Risorgimento e della Resistenza.

Questa preziosa eredità, che viene da lontano e che la nostra Costituzione così consapevolmente e saggiamente riassume, ci consegna e ci affida il disegno di una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Una democrazia compiuta che, a distanza di millenni, rende onore a Pericle e lo supera.

L’unità nazionale è imprescindibile.

Le identità politiche della sinistra e della destra solo unite potranno essere la democrazia di domani.

Consapevolezza, impegno, rispetto, determinazione, fedeltà, fiducia e coraggio.

Ma soprattutto pazienza ed è la più difficile.

Il presente circolo si propone di lavorare per una rinascita della sinistra italiana nella auspicata rinascita della democrazia italiana.

Energie rinnovabili.
Risanamento e riconversione industriale.
Lotta all’evasione fiscale ed al triste feudalesimo mafioso che ha penetrato nelle ossa i cittadini italiani.
Difesa dei diritti dei lavoratori.
Attuazione della Costituzione, tra l’altro, in tema di partiti e sindacati.
Diritto di sciopero.
Funzione sociale della proprietà privata ed egualitaria e generalizzata accessibilità ad essa.
Libertà della iniziativa economica privata, libertà ‘vigilata’ che non scada nell’arbitrio e nella legge del più forte. Una libertà sacra, come l’utilità sociale che essa può e deve esprimere, senza recare danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana.
Laicità dello Stato e libertà religiosa.
Pluralismo.
Istruzione.
Ricerca.
Giustizia.
Sicurezza.
Arte e scienza.


Articolo 54 Costituzione Italiana:

“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.

Circolo politico ‘Verità e Democrazia’.