"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

venerdì 3 luglio 2009

Vademecum sul lodo Alfano

di Gianluigi Di Blasi

Che cos'è il Lodo Alfano (1) (lg.124/2008)?

questa è una domanda che molti, ancor oggi, potrebbero porsi e non a torto,
del Lodo Alfano se ne parla sempre tanto ma il più delle volte per non dir nulla!
si parla di referendum, di manifestazioni, di sentenza della Corte Costituzionale, adesso è stata scovata anche la allegra cenetta
(2) tra Berlusconi, Alfano, Letta, Vizzini e due giudici della Corte Costituzionale, Mazzella e Napolitano.
ma sto benedetto Lodo Alfano cos'è?



vediamo di capirci qualcosa insieme...

"...i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione."
questo è il passo del 1° comma dell'unico articolo di questa legge che più infiamma i sostenitori dello Stato di Diritto.

Tra le norme ed i principi con cui questa legge cozza e, forse, sopra di tutti c'è l'art. 3 comma 1° della Costituzione:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."

è su queste due basi normative che si fonda tutto quello che diremo dopo.

a cominciare dall'Appello
(3) che 100 tra i più grandi costituzionalisti italiani hanno sottoscritto contro questa legge e che, in un passo centrale, così recita:
"...rilevano, con riferimento al cosiddetto lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all'obbligatorietà dell'azione penale, anche e soprattutto l'art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini "sono eguali davanti alla legge".

Osservano, a tal proposito, che le vigenti deroghe a tale principio in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni. Per contro, nel cosiddetto lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell'immunità "funzionale", bensì come mero pretesto per sospendere l'ordinario corso della giustizia con riferimento a reati "comuni".

non c'è molto da aggiungere, poco da commentare ma molto su cui riflettere...
questa potrebbe sembrare solo teoria, ma in realtà, qui ci son in gioco gli equilibri Costituzionali della Repubblica Italiana ed il fondamentale rapporto Cittadino-Legge.

Oltre a tutto questo,
uno dei motivi per cui ci si è scatenati contro questa legge, è stato il c.d. "Caso Mills"
(4), ossia il processo per corruzione in atti giudiziari che vedeva coimputati l'avv. David Mills e Silvio Berlusconi.
La Corruzione
(5), di per se, è un reato con una determinante particolarità relativamente ai soggetti: necessita che siano almeno due!
un furto o un omicidio, per esempio, son reati che si configurano anche con l'azione di un solo soggetto, ma la corruzione no! la corruzione necessita, proprio per sua stessa natura, che ci siano almeno due soggetti: un corruttore ed un corrotto!
e qui...
cosa accadde di tanto strano in questo caso Mills?
è accaduto che il 17.02.09 il Tribunale di Milano ha potuto condannare solo il corrotto
(6), l'avv. Mills, nonostante nel testo della sentenza venga evidenziato che questi "... ha certamente agito da falso testimone, da un lato, per consentire a Silvio Berlusconi ed al Gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute sino a quella data..."

la domanda dovrebbe sorgere spontanea:
ma.... se la legge è uguale per tutti (art.3 Cost.)e la corruzione esiste solo se ci son un corruttore ed un corrotto, come mai è stato condannato solo il corrotto e non anche il corruttore?
una prima risposta è sicuramente:
il Lodo Alfano...che, in barba all'art. 3 della Costituzione, ha permesso al Premier di non esser processabile per un reato "non funzionale", commesso (se così sarà definitivamente accertato ed accertabile), prima dell'inizio del suo mandato.

Sulla costituzionalità di questa legge pende un giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale...
giudizio che dovrebbe trovare soluzione in autunno, ma su cui non si è mai smesso di riflettere, vedi:
Castelli vs. Travaglio: "La legge non è uguale per tutti" ad Annozero del 11/06/2009 (e chissà il buon leghista dove poggiava tanta spavalderia sulla sentenza).
giudizio tornato di stringente attualità, dopo la recentissima notizia della cena privata tra due componenti della Corte che valuterà questa legge, il Ministro che le ha dato il nome, il Primo Beneficiario e due componenti del suo staff di Governo
(2). Su questa notizia io non faccio alcun commento, vi lascio alla viva, vibrante ed autorevole voce della Professoressa Lorenza Carlassare: Berlusconi a cena con due giudici costituzionali: “Un attacco al cuore dello stato di diritto”

Appendice del 3 luglio 2009:
il clamore suscitato dalla cena di Maggio in casa Mazzella, ha costretto questi a prendere posizione e lo ha fatto così:
“Caro Silvio ti scrivo…”

da qui arriva la presa di posizione della Corte:
"La decisione sul lodo Alfano, com'è stata quella sul lodo Schifani, rappresenta un unicum. Abbiamo di fronte leggi del tutto particolari, che non sono astratte, che non riguardano migliaia di cittadini, ma uno solo. E a uno solo sono state applicate. Quell'uomo politico, quel presidente è Berlusconi. La decisione della corte perde la sua astrattezza, si cala inevitabilmente nel personaggio, ne decide la sorte politica, Può uno di noi, alla vigilia di questa decisione, andare a cena con quest'uomo? No, non può. E non è necessario che ciò sia scritto o vietato. Lo dice il buon senso comune. Se la nostra opzione dev'essere sopra le parti, come sarà, i comportamenti devono essere sterili, come se fossimo in sala operatoria"(7)





(1) Lodo Alfano
(2) Articolo di Peter Gomez su L'Espresso
(3) Appello 100 Costituzionalisti contro il Lodo Alfano
(4) Marco Travaglio - Mills giudicato, Berlusconi condannato
(5) Codice Penale
(6) Sentenza su Caso Mills
(7) dalla Consulta sulla cena


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