"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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domenica 13 ottobre 2013

La Via Maestra per un'alternativa politica in Italia





Nel giorno della manifestazione per la difesa e l'attuazione della Costituzione ed in attesa di eventi di mobilitazione non meno importanti quali lo sciopero generale dei sindacati conflittuali del 18 ottobre e dei movimenti sociali contro austerità e precarietà e per il diritto alla casa del 19 ottobre, si deve onestamente riconoscere che oggi Maurizio Landini e Stefano Rodotà sono tra i pochissimi, se non gli unici, personaggi a sinistra in grado di raccogliere – per autorevolezza, carisma, prestigio – un seguito popolare vasto.
E questo senza dimenticare il ruolo ambiguo che Maurizio Landini sta giocando in una CGIL sempre più subalterna alle politiche classiste e antisociali dei governi partecipati dal PD e rispetto agli accordi sulla rappresentanza sindacale che forse salvano il ruolo della sua Fiom ma che nel contempo illegittimamente negano spazi di azione e di lotta alle organizzazioni conflittuali e non allineate come la USB.
Stante il credito di cui godono Landini e Rodotà e considerata la drammaticità della situazione italiana continuo comunque a pensare che sarebbe un grave e colpevole errore se i cittadini, i movimenti, le personalità che hanno animato la manifestazione per la Costituzione non sentissero il dovere, nella consapevolezza della forza popolare e del seguito mediatico che sono in grado di mobilitare, di dare vita ad una proposta politica alternativa per cambiare questo Paese.
Se la Costituzione indica nei partiti la forma attraverso la quale i cittadini partecipano alla contesa politica, sarebbe singolare se proprio coloro che indicano nella difesa e nell'attuazione della Costituzione la priorità assoluta della vita collettiva pensassero di poter dar seguito all'imperativo categorico di cambiare la cosa pubblica italiana senza passare dalla via maestra dell'organizzazione partitica e del confronto elettorale.

giovedì 22 agosto 2013

Difendere la Costituzione non basta: serve un'Alternativa di Sinistra


Il più sincero plauso a Maurizio Landini e a Stefano Rodotà e alla loro iniziativa in difesa della Costituzione, anzi per l'attuazione della Costituzione, promossa insieme alle più fulgide icone della Sinistra: Don Ciotti di Libera, Gino Strada di Emergency, Gustavo Zagrebelsky di Libertà e Giustizia.
Quale cittadino democratico può non inorridire di fronte alla pretesa di una ristretta e screditata oligarchia parlamentare di nominati di mettere mano alla nostra Carta fondamentale, a quella che Bersani (!) definiva la Costituzione più bella del mondo? Quale cittadino democratico non si sente indignato di fronte al degrado senza fine della politica italiana dove un condannato per un gravissimo reato antisociale – l'evasione fiscale – continua a tenere in mano le sorti del governo, ne detta l'agenda politica, persino riceve le attenzioni e le premure del Capo dello Stato, di colui cioè che dovrebbe essere il supremo garante della legalità costituzionale?
Lo stravolgimento della Costituzione in direzione dell'autoritarismo e di un'ulteriore personalizzazione della politica (presidenzialismo) è funzionale da un lato alla sopravvivenza di ceti politici altrimenti destinati ad una inesorabile eclissi e dall'altro, e soprattutto, al completamento del disegno delle oligarchie economiche mondiali per la ristrutturazione della società europea ed italiana nel senso del più feroce capitalismo liberista, cancellando definitivamente diritti conquistati attraverso secoli di lotte, perpetuando precarietà, disuguaglianza e miseria, dotandosi degli strumenti normativi per una più efficace repressione del dissenso e del conflitto.
Ma di fronte al proposito di smantellare le Costituzioni antifasciste europee, improntate a valori sociali, perché d'impaccio alle ragioni del mercato e alla modernizzazione dell'economia (leggi interessi del grande capitale), proposito esplicitato brutalmente nel rapporto di Jp Morgan, giocare unicamente in difesa non serve. Preservare la Costituzione italiana è condizione necessaria ma non sufficiente. Negli ultimi trent'anni – in vigenza della Costituzione – sono stati cancellati diritti, imposta una precarietà generalizzata (ed esistenziale) ai lavoratori, trasferite enormi quote di ricchezza dai ceti subalterni alla rendita e al profitto, smantellato il welfare, dismessa l'attività dello Stato nell'economia regolatrice dell'iniziativa privata e volta alla diffusione di ricchezza e occupazione. L'ultima straordinaria vittoria politica popolare – quella del referendum per l'acqua pubblica – è stata occultata, depotenziata, disattesa, boicottata.

sabato 20 aprile 2013

L'elezione del Presidente della Repubblica in un Paese a sovranità limitata

Composizione fotografica di Luca Peruzzi

Come tanti cittadini democratici, di sinistra o comunque fautori di una cambiamento radicale nel governo della cosa pubblica italiana ho sperato e spero nell'elezione di un Presidente della Repubblica come Stefano Rodotà. Cioè di una personalità che nella sua vita sia sempre stato un fedele e leale interprete della Costituzione e che proprio in virtù di questa fede laica sia in grado di diventare protagonista e segno del cambiamento di cui ha bisogno il nostro Paese e della dignità che abbiamo necessità di riconquistare.
Di fronte alla mossa di Grillo di candidarlo alla Presidenza della Repubblica – ad un tempo rivolta al bene del Paese e vantaggiosa per il proprio partito, perché gli consente di acquisire consensi nell'elettorato di sinistra e di mettere in difficoltà i dirigenti del Partito Democratico – tutti ci siamo interrogati sul perché quello che un tempo veniva considerato il maggior partito del centrosinistra si sia rifiutato di far convergere i propri voti su Rodotà, cioè su uno di loro, beneficiato dal consenso di gran parte dei propri elettori, insigne giurista, già deputato del PCI e Presidente del PDS.
Oscillando, fino al suicidio politico, tra i tentativi di accordo con il Movimento 5 Stelle e le trattative 'inciuciste' con Berlusconi, incapace di proporre unitariamente una propria candidatura che non cadesse nella trappola dei veti incrociati, espressi vigliaccamente sotto la copertura del voto segreto, di qualche esponente della propria nomenklatura.

giovedì 18 aprile 2013

Signori elettori del PD: il vostro partito è marcio


Vignetta realizzata da Luca Peruzzi

 
Sono quasi vent'anni che il PD (nella forma attuale ed in quelle assunte nel passato, PDS e DS) chiede il voto agli elettori democratici e di sinistra “per non far vincere Berlusconi” ed il giorno dopo le elezioni, sia esso maggioranza od opposizione, tratta, inciucia, si accorda sotto banco con il Cavaliere Nero di Arcore lanciandogli quando necessario ciambelle di salvataggio e concedendogli salvacondotti.
Per quanto mi riguarda il disvelamento definitivo, senza necessità di ulteriori prove, della menzogna del PD partito popolare e di sinistra (ancorché liberal, ancorché riformista) si è avuto con l'appoggio al più feroce governo antipopolare della storia italiana, quello di Monti, con annessa resurrezione di Berlusconi.
Se il Movimento 5 Stelle è arrivato a prendere il 25 per cento dei voti, pur con tutti gli aspetti contraddittori e discutibili che lo contraddistinguono (almeno per chi come me si sente di sinistra e si riconosce ancora sostanzialmente nella politica e nei partiti tradizionali, fatti di rappresentanza di specifiche classi sociali, di quadri dirigenti, di visioni ideologiche, di discussioni e dibattiti fatti alla luce del sole), non è perché gli italiani si sono impazziti ma perché non esisteva altra strada visibile, credibile e concreta per i cittadini per reclamare un qualche cambiamento ed una qualche moralizzazione della nostra vita pubblica.
La scelta del PD di candidare Franco Marini alla Presidenza della Repubblica è pienamente coerente con questa storia ventennale.

sabato 2 marzo 2013

Per uscire dallo stallo dell'ingovernabilità

Realizzazione artistica di Luca Peruzzi
Sono cominciati a girare sulla rete e su facebook appelli (più o meno autentici e condivisi, più o meno frutto dell'influenza mediatica del gruppo Repubblica-Espresso) per un Governo che possa godere dell'appoggio congiunto del PD, di SEL e del Movimento 5 Stelle.
Mi sembrano iniziative francamente inutili perché totalmente avulsi dalla realtà. Al di là delle probabilmente inconciliabili differenze programmatiche Grillo è convinto che la propria convenienza politica sia oggi quella di restare estraneo a qualunque maggioranza parlamentare e attendere gli ulteriori passi falsi di PD e PDL (e un nuovo governissimo Bersani-Berlusconi-Monti sarebbe da questo punto di vista l'ideale) per conquistare al prossimo giro elettorale la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera e al Senato (previsione peraltro opinabile perché sembra non tener conto del carattere tutto affatto rivoluzionario degli italiani che potrebbero essere alla fine spaventati dalla permanenza dell'incertezza e dal rischio della novità).
D'altro canto l'assenza di un Governo nella pienezza dei propri poteri non sembra essere cosa così preoccupante (il Belgio ha resistito in questa situazione per un paio d'anni senza particolari conseguenze negative) con le istituzioni politiche nazionali quasi totalmente esautorate dai mercati e dalle organizzazioni finanziarie sovranazionali. In questo senso il giudizio positivo espresso dalla Goldman Sachs rispetto all'esito delle elezioni italiane (e la sostanziale tenuta dello spread) fa ritenere/sperare che non si debba andare incontro ad un'aggressione della speculazione finanziaria ai titoli del debito pubblico italiano.