"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

domenica 5 dicembre 2010

LA PARABOLA VIOLA



Di Giandiego Marigo


Non ho partecipato al finale della commedia, una sorta di pudore e la difficoltà infinita del muovermi, per mancanza di denaro e di forze, per la mia invalidità, che ha segnato in modo indelebile la mia vita.
Dicevamo, non sono stato alla finale tragicomica della parabola viola.
Una manciata di auto convocanti che al colmo dell'autoreferenza si sono incontrati, ma sinceramente mi è bastato l'articolo sul Fatto Quotidiano e quello che molti fraterni amici me ne hanno riferito.
Tutti i difetti ed i limiti di un movimento gonfiato e strutturato mediaticamente sono, improvvisamente saliti alla superficie, rivelandosi in tutta la loro grottesca realtà.
Questi difetti però diciamolo sono stati ripetutamente stigmatizzati, da me e da altri, questi limiti di un movimento non movimento.
Sarebbe ingiusto dire come fa il Fatto che improvvisamente si è avuto un triste risveglio, non è così, nel percorso del movimento viola numerosissime sono state le avvisaglie che hanno prodotto questo indegno risultato finale ed erano presenti sin dall'inizio del percorso e sin dell'inizio erano state puntualmente, ripetutamente e dolorosamente annotate.

Ora proprio il Fatto, che con MicroMega e con l'Area Liberal Democratica, pseudo-movimentista, che con alcune teste pensanti di SEL e di IDV sono i principali artefici di questo disastro, bene proprio loro ci vengono a piangere addosso...sinceramente seccante.
Chiamo a testimoni i miei numerosi articoli su Facebook, sulla pagina di “CONTRO IL GOVERNO DELLA VERGOGNA” per la difesa della sovranità popolare” sino agli amici conduttori dei Blog “VERITA' e DEMOCRAZIA” oppure di “NEURONIATTIVI” chiamo a testimoni gli amici della pagina Facebook “MOBILITAZIONE NAZIONALE” chiamo a testimonianza i numerosi interpreti con me di quei giorni che videro l'alba del movimento viola...di quel primo NOBDay...che già in sé covava tutti gli embrioni della presente pochezza, perchè non era sufficiente una mobilitazione oceanica per giustificarne una natura inesistente, rabberciata, un controllo ottenuto con espedienti antidemocratici sin dalla sua nascita, la pratica invetereta, continua ed offensiva della cancellazione del dissenso, il non ascolto assoluto, l'autocelebrazione, l'autoreferenza e l'autoelezione?

Tutto questo impossesandosi on line della rappresentanza del dissenso e macinando alla fine luoghi comuni?
Ancora oggi io chiedo, chi...pagando quel palco megagalattico, le trasferte, consentì che l'impressione “visiva” della forza del movimento fosse maggiore della sua reale consistenza e perchè lo fece?

Chi? Gonfiando a dismisura le aspettative stroncò sul nascere un movimento genuino, vero, potenzialmente fortissimo e che poteva con le proprie forze e la propria consistenza arrivare da solo a quei risultati con i suoi tempi, che non erano però i tempi della politica...Chi?

Se non quegli stessi che si affollano stupiti al suo letto d'agonia, fingendo un'ingenuità ed una casualità di passeggio che nulla hanno di reale?
Non voglio fare nomi e cognomi, non ho alcun interesse a dare colpe, responsabilità ad indicare con il dito.

Tutti coloro che ora mettono in campo il proprio sdegno contrariato, che in qualche modo fanno parte dell' intellighentia Romana o toscana puttosto che Nazionale, tutti questi artefici più o meno noti, sanno benissimo chi io sia e quali siano le loro responsabilità...possono certamente continuare a fingere di ignorarle...questo chiede il trasformismo politico...non ci vengano però a parlare di nuovo, per piacere
Lo sa anche quel San Precario, vero o presunto, quell'Avatar ancora oggi misterioso che tanto male ha fatto a questo movimento con la propria incombenza inutilmente misterica.
Non farò nomi quindi, ma ne vogliamo parlare del protagonismo? Dell'uso sconsiderato dei archetipi della rete...quasi in chiave pubblicitaria? Con una capacità di gestione ed una puntualità degna di una congrega di WebMaster...ed anche questo non si può improvvisare...da dove veniva?

Dell'elezione incrociata ed ossessiva di organismi dirigenti di ogni tipo e sorta di pagine quotidiane che dicevano tutto ed il contrario di tutto, sino alla competizione con le manifestazione indette da altri movimenti??? Per finire alla competizione in seno al movimento stesso, quando ognuno si alzava alla mattina con un'idea di manifestazione e la indiceva in nome di tutto il movimento...solo perchè indossava una sciarpetta viola?
Il fatto che il movimento viola o una sua parte, abbiano dimostrato di essere poco significa che la strada era sbagliata? Significa che la rete è inutile per creare Network e Movimento...No! Significa che il rischio di inseguire il dito anziché guardare la luna su Internet è molto consistente, che un'abile congrega di WebMaster può, volendo, portarci persino ad una grande mobilitazione, ma dimostra, ancora una volta, che è un veicolo superbo per le idee! Senza precedenti e di una forza incomparabile per la loro diffusione. Dimostra anche che ci vuole criterio, senso della misura, capacità di giudizio, educazione.
Una delle cose che maggiormente mi ha infastidito in questa storia è la virulenza dei toni, la volgarità che si è riusciti a raggiungere nel percorso.
Bene buttiamo il bambino con l'acqua sporca, ancora una volta?

Quante volte lo abbiamo già fatto?

Il movimento viola ha prodotto degli effetti e sono insiti nei movimenti locali, che uniscono la frequentazione e la conoscenza reali alla confluenza informatica, che partono da esperienze vere e comuni da acquisizioni e discussioni reali, da proposte di comportamento interessanti da acquisizioni comuni. Da una necessità anche spirituale di trovarsi e condividere. Laddove esso sia riuscito a rimanere salvo ed integro da protagonismi eccessivi, da galletti che pensavano solo alla propria personale promozione...bene là il movimento viola è servito, ha indicato una strada che è quella giusta.

Quella di un movimento che non sia succube alla politica , ma che la determini, imponendo una discussione di area ed un'unità di fatto.

Un Livello di acquisizione e di confronto minimo e comune, non legato all'appartenenza ma alla necessità, alla vità, alle cose ed al momento contingente. Vogliamo farci del male? Continuare così? Insistere nell'attribuzione del comando...vogliamo continuare questo gioco omicida del “Sono più Leader di te”?

Nella ricerca assurda delle ragioni per non partecipare a qualche cosa...conosco bene il metodo, dolorosamente bene. La mia esperienza ne è costellata magnifiche idee che si dividevano mentre nascevano...perchè l'uno riteneva impossibile parlare con l'altro e perchè poneva questa divisione con obbligo di scelta...è La parodia grottesca della Sinistra o di quella che chiamiamo tale.

Il Movimento Viola è stato e può ancora essere un laboratorio stupendo di Area di Progresso...certo a patto di non farne una palestra di opposte tifoserie. Sembra pazzesco come sempre avvenga che una volta dato un movimento ampio ed unitario si cerchi, subito, in prima analisi, una buona ragione per seguire questo o quel Santone...questo o quel Leader ieratico-carismatico...cercando nel dargli ragione di riempire il vuoto delle proposte reali...sinceramente basta possiamo fare di meglio.

La convention del popolo viola ad un anno dal NoBDay

Toccata e fuga alla convention viola, sufficiente però per ascoltare gran parte degli interventi e rendersi conto del clima generale. La sala del Teatro Vittoria di Roma non è esattamente gremita e a dispetto del fatto che il popolo viola si presenti come movimento di giovani prevalgono, almeno nelle ultime file, i capelli bianchi. L'iniziativa di mettere insieme esponenti dei partiti di opposizione e i rappresentanti di alcuni importanti movimenti della società civile per discutere del dopo Berlusconi è comunque un'ottima idea. Meno, molto meno aver invitato anche API, UDC e FLI (che peraltro non si presentano, il solo Granata di FLI giustifica la sua assenza, pur dichiarandosi simpatizzante (!), con una trasferta all'estero).
Questa occasione di confronto è ciò che mi interessava e non aggiornarmi sulle condizioni del movimento per le quali rimando all'esaustivo post di Giandiego Marigo.

sabato 4 dicembre 2010

Strategie da Terzo Polo

Chiarificatrice presenza di Casini alla trasmissione Otto e Mezzo di venerdì 3 dicembre (con la compiacente e 'pelosa' sponda della Gruber e di Polito). Se abbiamo pensato (se qualcuno ha pensato) che l'obiettivo di Casini, Fini, Rutelli e Lombardo fosse quello di un ribaltone classico e cioè sommare i voti dell'opposizione (IDV, PD, UDC) a quelli dei fuoriusciti dal PDL per creare una nuova maggioranza ci siamo sbagliati di grosso. I numeri non ci sono. E figuriamoci se il prossimo governo di Confindustria e della Bce può consentirsi di fornire ai berlusconiani l'argomento di una maggioranza con la sinistra e i partiti perdenti alle ultime elezioni e tollerare di avere tra i piedi Di Pietro, il suo movimentismo ed il suo cavalcare (sia semplice propaganda o strategia onesta) legalità e lotte sociali. Nessun governo per una breve transizione per fare la legge elettorale e mettere le toppe ai buchi di bilancio. Nessun comitato di liberazione nazionale da Berlusconi che vada dai comunisti a Fini.

mercoledì 1 dicembre 2010

Su Saviano, a mente fredda ...

In tanti si sono espressi sulla trasmissione 'Vieni via con me' e sulle performance televisive di Roberto Saviano (in calce al post ho riportato i link dei commenti che mi sono sembrati più interessanti e tra i quali trovo quello di un maestro della televisione come Freccero assolutamente esaustivo).
Non ci sono dubbi, Saviano ha diviso non solo, cosa scontata, i berluscones dai democratici. ma, cosa più interessante, anche quelli come noi che si sentono parte dello schieramento democratico, progressista, legalitario. Mostra ancora una volta le tante anime che lo compongono. Cosa che è da un lato all'origine delle tante divisioni di quest'area ma dall'altro espressione di ricchezza di visioni e di idee, di pluralismo culturale, di onestà intellettuale e capacità critica.
C'è dunque chi rimprovera a Saviano, nel programma 'Vieni via con me', la genericità delle sue denunce, il non fare nomi che non siano quelli già noti e che si possono fare in televisione, di sfiorare appena – ad esempio quando parla dei rifiuti – le responsabilità dei politici (anche di sinistra …) e degli imprenditori. E all'intera trasmissione di Fazio (ma a tutto il suo modo di fare televisione …) di aver realizzato un compitino senza sbavature (definito di volta in volta presepe, recita, cerimonia, messa, album delle figurine) con il quale ha messo in scena le icone della sinistra per rappresentare un ecumenico ed edulcorato mondo ideale, dove non trovano posto attacchi laceranti e conflitti, del progressismo che tende la mano ai moderati e sta bene attento a non spaventarli (quasi un appello, secondo alcuni, ad un governo di unità nazionale o, per i più maligni, la rappresentazione di una sinistra che vuole i voti dei progressisti denunciando le storture di questa società ma non vuole combattere chi in questa società detiene il potere e ne determina le condizioni).

domenica 28 novembre 2010

AREA DI PROGRESSO E CIVILTA'



di Giandiego Marigo


Come definire questa nuova “santa alleanza” Veltroni-D'Alema, in funzione anti-Vendoliana?
Gli avvenimenti di Milano hanno diffuso il terrore nelle “alte sfere” del Partito Democratico, il sacro terrore dell'OPA(offerta pubblica d'acquisto)...la battuta sul tentativo di proporla ormai si sta facendo sempre più frequente nel Fraseggio della dirigenza del PD. Da D'alema appunto passando per Veltroni e Letta
Vi dirò la mia impressione, non richiesta, ma ve la dirò egualmente.
La possibilità che venga a definirsi un'Area di Progresso e Civiltà, diversa dal progetto Alchemico dei fondatori del PD a questi stessi fondatori non piace affatto ed è molto ingenuo pensare che la facilitiranno in qualsiasi maniera.
Di questa forma di ingenuità paiono, però spesso, peccare sia l'area Liberal che si raduna attorno ad IDV ma non di meno pare soffrirne quel che rimane dalle ceneri della Sinistra Critica.
Anzi le due tifoserie paiono porsi in cavalleresco antagonismo, confidando anche spesso sul medesimo bacino elettorale.
Essere convinti infatti dell'utilità di una vicinanza al PD in forma debole, cioè non partendo da un'area propria , forte e connotata culturalmente altro non può essere che una forma di annullamento oltre che una inutile speculazione teorica...sull'altare di un bipolarismo frainteso ed inesistente...per giunta.
Questa individuazione non modifica la necessità dell'unione dell'opposizione in chiave anti-berlusconiana, tutt'altro, solo definisce un metodo d'approccio necessariamente diverso. Pone diverse condizioni ad un'unità necessaria tale affermazione che spesso sembra essere presente in alcune intuizioni Vendoliane ed in alcune dichiarazioni di dirigenti FDS o dei movimentisti di IDV e dell'area Grillina
Esiste l'urgenza di definire un'Area e questo termine torna così spesso a tormentare ogni possibile definizione, quest'ultima non può essere identificata nel PD, che non la rappresenta e non la comprende anzi in qualche modo la osteggia. Tale area deve pesare nella descrizione dell'opposizione deve essere determinante nella proposta di un'alternativa, ma non compendiarsi con il PD ma porre le proprie condizioni sedere , lealmente al tavolo dell'opposizione e del futuro governo di questo paese ma senza annullarsi in un contenitore senza né capo né coda e senza senso qual'è, appunto, il PD.
Questa Zona di Luce esiste a livello embrionale, precisamente definita dalle iniziative dei movimenti e dal fronte per la difesa dei beni comuni. Costantemente rinnovata e mantenuta viva dai momenti di mobilitazione e lotta anti-berlusconiana, ma non solo, perchè sarebbe ben misera cosa una rivolta solo contro un'Imperatore per quanto degenerato e buffone.
Quest'Area è quella che da sempre ricerca l'alternativa, che pone l'attualità di un mondo differente da quello che viviamo. Un'area identificabile con i movimenti ecologisti, libertari e di rinnovamento anche spirituale, con i movimenti di decrescita e di liberazione dal signoraggio, che sappia proporsi una cultura altra da quella del potere, che sappia riconsegnare un sogno a coloro che questo sogno desiderano percorrere. A quell'enorme popolo di sconfortati di sfiduciati che ormai identificano la politica con il malaffare, la corruttela e gli interessi personali della casta.
In questo senso rinnovare costantemente un'OPA sul PD, senza definire una propria anima precedentemente è errore grave.
L'On. Letta sostiene al telegiornale che sia Di Pietro che Vendola l'abbiano meditata...ed anche Grillo, pur con intenti chiaramente provocatori ha accarezzato l'idea di invaderne pacificamente il corpo. Ci dissuade l'onorevole da proseguire nel tentativo, ancora una volta ponendo al centro il progetto del PD, come se davvero esistesse.
Mai però si è davvero pensato ad unificare, almeno negli intenti di rinnovamento queste aree laterali al maggior partito di opposizione, l'Amorfo ed impersonale contenitore.
In questo a mio, umilissimo, parere non si è appresa o non si è voluto farlo dai movimenti, dalle mobilitazioni, dalle grandi manifestazioni sino dalle divisione interne del fronte sindacale, la lezione fondamentale.
Quale?
Quella che esiste un Movimento Vero, che ha ancora capacità di mobilitazione, creative e teoriche e che questo movimento eccede e non si cura affatto del PD.
Accettare l'idea del centralismo dei Democratici è in qualche modo accettarne l'idea egemonica, che essi non sono assolutamente disposti a rinunciare, essendo l'unica idea che loro rimane e che unifica realmente il loro fronte.
Oggi io ritengo che l'Area di Progresso e Civiltà si debba porre a prescindere dal PD, non in modo antagonistico, ma preciso, senza farsi distrarre da logiche pragmatiche e numeriche...del tutto ipotetiche per altro e maturate in assenza di qualsiasi reale alternativa culturale.
Chi infatti oggi si sentirebbe di garantire il PD vincente? Un partito che non riesce a vincere nemmeno le primarie Milanesi e che affida i suoi successi all'arte, comunque, di scrivere le regole in proprio...chi potrebbe oggi garantire che in uno scontro diretto fra, per esempio, Bersani e Vendola in fase di primarie Bersani vincerebbe, ma se questo non avvennisse, come potremmo essere soddisfatti di questo e quale sarebbe il risultato se non quello di rendere impossibile qualsiasi unità? Davvero pensate che i centristi del PD sarebbero disposti ad un'unità siffatta? Ed ancora siamo così sicuri di vincere da non volere nemmeno considerare la possibilità che questa scelta della centralità del PD sia un tragico errore? Io credo che esista la necessità di riconoscere l'impellezza di questa ridefinizione. Mi è capitato spesso di ripetere in questi tempi che solo un'Area di Progresso e Civiltà forte e determinata potrebbe garantire la possibilità di un percorso di reale salvezza di questo Paese, perchè solo nel coraggio di un'alternativa reale e culturale, in una diversa proprosta di sviluppo e di relazione sta questa possibilità. Solo nella forza di quest'area e nella possibilità di trasformare il suo pensiero in Percorso di Progresso, in investimento per il futuro, in visione, solo in questo passa ogni capacità di rinascita e riscossa di questo paese prostrato dall'unico pensiero e dall'unico mondo possibile...che purtroppo anche parte del PD condivide.

Facce da CGIL - Roma, 27 novembre 2010

venerdì 26 novembre 2010

Bersani, Di Pietro e Vendola sul tetto insieme ai ricercatori universitari


Pur nella evidente e francamente ridicola demagogia pre-elettorale di fine legislatura, nella gara che hanno fatto i maggiori leader dell'opposizione democratica – Bersani, Di Pietro e Vendola – a farsi fotografare mentre salivano sul tetto della Facoltà di Architettura di Roma per portare la propria solidarietà a studenti e ricercatori universitari in lotta contro la riforma Gelmini si deve cogliere, mi sia perdonato un inguaribile ottimismo, un aspetto positivo.
Il riconoscimento cioè da parte dell'opposizione democratica che quello della cultura, della scuola, dell'università, della ricerca è, insieme al tema del lavoro e dello stato sociale, il campo fondamentale in cui può declinare la propria visione alternativa non solo al berlusconismo ma anche al tecnicismo filoliberista del polo moderato di Fini, Casini e Montezemolo.

giovedì 25 novembre 2010

DOVE STA ZAZZA'


di Giandiego Marigo

Ribellioni, a macchia di leopardo senza collegamento estemporanee, violente a volte come scoppi di temporale, legate, però, alla rabbia ed allo sconforto, manifestazioni estreme, d'una frustrazione , in fondo, senza speranza, disperazione e mentre tutto questo accade quella che chiamammo sinistra dov'è? Non ci perviene notizia di lei...se non di qualche congresso o riunione organizzativa o peggio d'una ennesima ed estemporanea divisione.
Da una parte SEL sembra dibattersi in un ottica prettamente interna all'evoluzione del suo rapporto complesso con il PD ( del quale non parlo per il pudore di definirlo Sinistra, non vorrei offendere interne sensibilità che non gradirebbero affatto questa definizione) Un partito SEL che ha un Leader, ma non ancora un corpo, che muove molte simpatie, ma che resta, superficiale...d'opinione, radicato all'interno di alcune strutture ARCI, piuttosto che CGIL, ma più per incrostazioni di precedenti inondazioni che non per propri meriti. Un partito che pone proposte importanti. Composto di molti funzionari intermedi, dell'antica struttura di CGIL e RIFONDAZIONE, influenti più per difesa d'antiche posizioni che non per nuovi meriti acquisiti sul campo. Sensibili, ai movimenti ma sotto molti aspetti ininfluenti, se non a livello di uomini e figure di carisma...un agglomerato allo stato più che un partito. La Rinascente FDS, cosa dalla dubbia valenza, composta di cariatidi che si ripropongono per la 300a o 400a volta alla segreteria, d'un partito, che non riesce a smoversi dal 2-3% e che trova al suo interno appena nato gli embrioni della prossima divisione, sebbene, la discussione nata al suo interno abbia anche importanti connotazioni. Quindi mentre la sinistra più tradizionale decide se essere o meno nel governo e in che modo collaborare il paese s'incedia...motu proprio.
Non di soli Marxiani o presunti tali è composta l'Area di Progresso e Civiltà...neo liberal, social...e chi più ne ha ne metta catto-buddo-indu...e creativi d'ogni sorta che popolano l'area da IDV sino ai movimenti sconfinando nell'area dei grillini e che invece paiono assorti in un soliloquio ant'imperiale senza speranza e che pur avendo un concetto di mondo ed a tratti addirittura una visione d'alternativa che si sposa con una nuova economia a misura d'uomo e la necessaria decrescita...bene costoro mi appaiono appunto assorti in un vigile controllo degli angusti confini d'una presunta libera informazione, presi da irrefrenabile et personalizzatissimo odio, per carità più che giustificato, ma che finisce con il vanificarne e disperderne le pur interessanti energie.
Intanto il paese si ribella in modo asincrono, fuori controllo...qua e là esplode un focolaio, una piccola fiamma, un momento di reazione inconsulta e sono molti a questo punto dalle salite ormai innumerevoli su torri e gru, alle manifestazione della società civile che vengono seguite da scontri e manganellate, ma non c'è un'area che che impersonifichi e rappresenti queste lotte...esse restano avulse...lontane, altre, dal corpo di una classe politica che proprio non riesce a collegarsi con loro.
Questo dovrebbe indurci a riflettere, farci capire che la storia ed il paese, tutto, non hanno il tempo per aspettare ulteriormente i nostri comodi, di precisare e discutere chi, come ed in che modo, quando ed in che misura.
Sì! Decisamente ci sono risposte che vanno date e che riguardano profondamente il senso e la ragion d'essere di quella che un tempo definimmo Sinistra e che oggi ci piacerebbe poter chiamare Area di Progresso e Civiltà...esse riguardano molte cose , la scuola ed il lavoro, la povertà ed i beni comuni e sconfinano nella visione d'un mondo futuro che nasca cresca a partire dalle esigenze e dal benessere delle popolazioni piuttosto che non dalle regole e i limiti posti dai pochi che possiedono “la fabbrica dei soldi” ( il termine non è scelto a caso). Un'Area che sappia rispondere con una visione d'insieme che ci rimandi una società possibile, praticabile, equa ed eticamente connotata che abbia discusso e risolto le tematiche energetiche, culturali e ci proponga rapporti praticabili, compatibili ed accettabili, spiritualmente ricchi che facciano di noi dei fruitori  in reale condivisione con Gaia piuttosto che dei parassiti consumatori.
Che ci facciano sentire parte e non problema. Risorsa e non peso. Che consegnando una nuova visione sappiano consegnare ai moltissimi sconfortati e delusi di quello che fu un epocale movimento un nuovo sogno ed un nuovo obbiettivo che non sia solamente la caduta di un Imperatore, per quanto Buffonesco ed Intollerabile esso possa essere . Perchè in fondo se non si da loro la possibilità di sperare di confidare in un mondo migliore perchè mai dovrebbero preferire un Tiranno ad un altro? Cosa differenzeriebbe Napoleone da Cesare ed un'Imperatore da un Re?
Ma mentre questa ribellione serpeggia, questo bisogno si fa via via sempre più urgente...L'area che fa...cerca profeti ed ogni volta che sembra averne individuato uno cerca di affermarlo come l'unico portatore di verità con il risultato di averne cinquanta e tutti portatori d'una vera fiaccola. Convinti d'essere l'unica possibilità per l'Area che anzichè amalgamarsi e farsi grande sembra, ancora ed eternamente condannata alla dispersione ed alla frammentazione, perchè ogni portatore chiede sia l'altro a chinare il capo .
La chiamano in molti modi, purezza, vocazione maggioritaria, moderatismo, pregiudiziale liberal democratica...e via dicendo altri si definiscono Società Civile pretendendo d'esserne unici depositari ed altri ancora si inventano portatori ora del socialismo ora del marxismo ora della liberal democrazia, altri si vestono da francescani ed altri ancora da frati trappisti ed il risultato è sempre il medesimo che molte voci dicono cose analoghe e che invece non ci si confronta affatto su questioni fondamentali. Imprigionati dal rituale assumendo la forma come fosse contenuto, convinti che questo compromesso con gli infedeli sia triste necessità...accontentandosi del meno peggio ed accettando l'idea che aree simili siano collocate quasi casualmente in diversi contenitori per altro scarsamente connotati. Si fanno scelte superficiali ed invece non si pongono le questioni realmente influenti, quelle importanti che farebbero unità e creerebbero movimento. Una per tutte il nuclere, piuttosto che il lavoro, il precariato, la cultura altra...Tifoserie che scelgono di non aggregarsi sulle questioni reali ma sul colore di una maglia...e non c'è nulla di più folle . Però mentre questo avviene la gente si ribella ed è sola e prima o dopo si accorgerà, forse se n'è già accorta che, come più volte ho ripetuto, tutti noi che ci fregiamo di maglietta, distintivo e marchietto non siamo affatto indispensabili.

domenica 21 novembre 2010

Approposito dell'articolo del Fatto Quotidiano: Grillo: “Saviano fa godere B. come un riccio” (commento redazionale di Giandiego Marigo)


Allora andrò controcorrente, dichiarando di essere abbastanza d'accordo, questa volta, con Grillo e premettendo che sono Giandiego e che esprimo un parere personale... quindi vi chiedo, hanno invitato tutti...perchè Grillo non è stato invitato? Non sarebbe stato in grado di leggere un elenco? E' meno valido di Benigni e Paolo Rossi?
Vi chiedo anche, mente forse quando dice che il produttore di Fazio è Endemol e che l'azienda in questione è di Berlusconi, oppure mente quando dice che Benigni lavora per la Minerva cinematografica che è ancora di Berlusconi? Oppure ricordando che Saviano stesso pubblica, guarda il caso, per Mondadori...ancora una volta della famiglia Berlusconi.
Hanno ragione coloro che, a mio parere, ipocritamente giustificano dicendo che siccome tutto in questo paese appartiene all'imperatore allora è giusto arricchirlo ed accettare il ricatto pur di dire quello che ci consente di poter dire?
Implicitamente in questo arrendendosi al potere ed accettando l'idea del tanto peggio tanto meglio, accettando quindi regole e cultura dominante ed ingoiando l'amo che ci viene fatto ballonzollare davanti agli occhi?
Poteva risparmiarsele, si è detto, ancora una volta ipocritamente, certamente sì poteva come tutti uniformarsi al generale peana dell'icona televisiva del momento.
Ora senza nulla togliere a Saviano, il suo eloquio sulle mafie è stato molto generalista, in realtà, ed ha accuratamente evitato di fare qualsiasi nome, preciso. Molto più efficace in questo senso il libro di Cavalli (casualmente non Mondadori, ma allora si può pubblicare in una casa editrice diversa...come mai?) che almeno i nomi ed i cognomi li fa.
Ora nessuno dice che Saviano, sia meno che quello che è, ma da qui a sostenere che allora è nel giusto in quanto tale sempre e comunque e di principio...bhè c'è molta strada.
Che dire per esempio delle sue posizioni sul Sionismo? Sulla vicenda di Peppino Impastato o delle sue recenti posizioni sul quadro politico...Dopo l'icona Santoro creeremo l'icona Fazio-Saviano? Ed allora spiegatemi in cosa saremo liberi dal medesimo ricatto mentale che imprigiona la maggioranza degli italiani, visto cha a nutrire il nostro, presunto, dissenso sono gli stessi che rienmpiono insiwme a pancia e cervello..."molto opportunamente" di Reality il consenso degli altri?
Dov'è la differenza? dove sta l'alternativa???
Cosa ha detto Grillo, che Saviano è un pirla? No! Ha detto che noi siamo dei pirla, che ci facciamo conquistare da prodotti televisivisivi, convincendoci che quella sia la realtà e non vale solo per Saviano, ma anche per Santoro. Dopo la trasmissione televisiva in questione ritenete in coscienza che la lotta alla malapolitica abbia fatto anche solo mezzo passo avanti? Ne siete davvero convinti? E' mai possibile che se qualcuno porta avanti, davvero, un attacco al sistema si sia proprio noi ad inalberarci in sua difesa...Lo ripeto grillo non attacca Saviano, ma coloro che lo santificano solo perchè è passato in televisione ed ha detto cose ampiamente controllate e mediate...persino ovvie(giandiego)

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E alla fine il ministro Maroni ottiene l'invito a "Vieni via con me": leggerà un elenco
Gli attacchi a Roberto Saviano? Ce li si aspetta dal ministro dell’Interno Roberto Maroni – con cui lo scrittore ieri ha fatto pace (invitandolo a leggere un elenco nella puntata di lunedì) – ma non da Beppe Grillo. Appena dieci minuti dopo l’inizio della quarta e ultima tappa romana del suo spettacolo – Beppe Grillo is back – il comico genovese fa ammutolire il suo pubblico: “Saviano? Fa godere il nano come un riccio”.

continua la lettura sulla fonte: Il fatto quotidiano

Mara Carfagna, l'onorevole Bocchino e Silvio Berlusconi

Si possono leggere in tanti modi gli ultimi sviluppi della vicenda Carfagna, le annunciate dimissioni da ministro, parlamentare, dal PDL ed il probabile passaggio alla nuova formazione finiana che l'interessata peraltro tenta di rivestire di un minimo di dignità politica con improbabili motivazioni ideali (sul PDL campano dominato da Cosentino, sul partito degli affari che non è più il suo e quello di Berlusconi). Ridurlo, considerata la storia personale del personaggio in questione, a semplice gossip che ispira tra l'altro, tenuto conto dell'amicizia con il capogruppo di FLI Italo Bocchino e l'influenza che questi esercita su di lei, grasse battute da caserma. Considerarlo un ulteriore segnale dell'imminente fine politica di Berlusconi a fronte della quale chi può cerca di abbandonare la nave che affonda. Si può rimarcare, nel quadro di una politica nazionale che ha perso la sua autonomia di fronte alla dittatura dell'economia globalizzata ed è diventata mera esecutrice di decisioni prese in altre sedi, il ruolo, strettamente connaturato alla propaganda berlusconiana, di immagine simbolica vuota e fine a se stessa ma efficace suggestione per il comune sentire che la Carfagna ha interpretato.

sabato 20 novembre 2010

Albero di Tiffany a Milano. Abete gigante tagliato a pezzi e rimontato in piazza Duomo.


Commento redazionale all'articolo di Giandiego Marigo
Non ho molte parole, davvero mi costa il trovarne a descrizione dell'arroganza infinita di questo gesto, d'altra parte cosa si può dire, di un'atto che si commenta da solo?
Ostentazione, strafottenza, convinzione d'essere di più e delirio imperiale, disprezzo.
Un atto eclatante,unicamente legato al Dio Profitto, inutile e dannoso, fondato sulla menzogna.
Che altro? Alle soglie di una campagna elettorale che la signora è convinta di vincere, un'idea precisa di città.
Milano "la grande"...anche nel suo albero di Natale...Si porteranno i bambini a vedere questo guinnes, quet'uccisione inutile, la si porterà ad esempio dell'umana grandezza? Del dominio dell'umanità sulla natura? Esibiranno il gigante silenzioso come trofeo?...se ne vanteranno, gonfieranno il petto.
La Milano della Moratti che prende atto delle differenze, lasciando i suoi cassintegrati alla loro miseria ed affidando il centro della città all'immagine più inutile del lusso, senza ritegno, vergogna, senza morale...loro che della morale si vantano d'essere gli unici depositari.
Questa convinzione di inutilità, dannosa, che si riverbera anche nell'azione esemplare, dimostrando la pochezza dell'anima di chi la compie, il deserto del suo spirito.
Che privilegia un gioiello d'oro e cristalli ad una vita centenaria. Dopo costoro, proprio costoro ( la signora Moratti e di CL, non dimentichiamolo) Vengono a farci discorsi in difesa della vita...anteponendoci la propria fede a qualsiasi ragione...questa stessa fede che gli permette questo scempio???? Sorretto dalla menzogna.
Probabilmente una parte dei milanesi si inorgogliranno del loro albero gigante, finalmente paghi del gioco infatile del "Ce L'ho più lungo adesso oltre che più duro", anzi troveranno in questa ostentazione il motivo per rinnovare la loro fiducia alla signora sindaco...ma permetteteci di dissentire, di sperare che di questo scempio, inutile...le persone di buona volontà conserveranno memoria (anche se è forse solo speranza) sino alla cabina elettorale...ed anche dopo
(giandiego)
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Che scempio l’albero di Natale in piazza Duomo a Milano, altrimenti detto albero di Tiffany per via della gioielleria che lo allestisce e che, in cambio, attorno al tronco realizza un temporary shop di 200 metri quadrati. Un negozio non esattamente per tutte le tasche che stride con la crisi economica e con il significato del Natale.
Per realizzare questo monumento fuori luogo al lusso è stato abbattuto un rigoglioso gigante vegetale, un bell’abete rosso alto 48 metri: come un palazzo di 15-16 piani. Trascinato in città, tagliato a pezzi e rimontato sulla piazza. Un insulto alla natura e a chi la ama.


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fonte: Blogeko
segnalatore: eliotropo

venerdì 19 novembre 2010

Addaveni' Buffone! La crisi di governo più pazza del mondo.

E' almeno da un anno e mezzo che pensiamo, speriamo, prevediamo che il Governo del Gallo Cerone sia arrivato al capolinea. Dalle condanne di Mills (reato poi prescritto in Cassazione) pagato per rendere falsa testimonianza a favore di Berlusconi passando per il 'ciarpame senza pudore' di Veronica Lario che riprendeva la denuncia di Fare Futuro sulle veline candidate nel PDL, la storia con Noemi e le dieci domande di Repubblica, le foto di Zappadu degli ospiti di Villa Certosa, le rivelazioni di Patrizia D'Addario, le inchieste giudiziarie sulla protezione civile e la nuova P2, la dichiarazione di illegittimità costituzionale del lodo Alfano, la condanna di Dell'Utri, fino alla scissione di Fini e al caso Ruby.
E sempre, fino ad oggi, quando il momento tanto atteso sembra stia per arrivare, Berlusconi prende tempo, promette e minaccia, si riorganizza e riesce a resistere.