"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

sabato 24 ottobre 2009

La politica italiana ovvero sesso, bugie e videotape

Dopo gli scandali sessuali di Berlusconi ecco lo scandalo sessuale di Piero Marrazzo, il governatore del Lazio. A scanso di equivoci il problema non è costituito dai comportamenti e dalle scelte sessuali che rientrano nella sfera privata di ogni persona, politici compresi. Il problema è, da un lato, utilizzare la propria posizione di potere per procurarsi la soddisfazione di appetiti sessuali, servendosi di equivoci faccendieri e offrendo a destra e manca - quale compenso della prestazione - cariche pubbliche e candidature politiche,

venerdì 23 ottobre 2009

La politica del canotto

Questa sera, ad anno zero, ho appreso con piacere che anche Nicola Porro ha capito quello che Grillo sta spiegando già da tempo e cioè che Tremonti non ha più neanche i soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e questo nonostante li abbia licenziati quasi tutti.

L’attuale recessione sta impietosamente mostrando quello che l’ormai consueta propaganda di regime si ostina a nascondere: la totale assenza di un indirizzo politico, di un piano di risanamento, di un piano di riconversione industriale, di un organico progetto di riforme.. insomma, di una ‘politica’ di qualsivoglia tipo, oltre naturalmente alla legalità.

Da quindici anni l’Italia è alla deriva e nessuno la governa.

Un manipolo di curiosi individui ha arbitrariamente e scompostamente occupato i fatiscenti palazzi della mai fu Repubblica italiana e, oltre ad essersi spartito tutto il patrimonio mobiliare e immobiliare dello Stato, ha ancora la stravagante pretesa che gli si paghi il pizzo.

La cosa strana non è il fatto che chieda il pizzo, qui in Italia è normale, ma il fatto che continui a chiederlo pur sapendo benissimo che nessuno ha più i soldi per pagarlo.

Talmente è vera questa cosa che alla fine ha dovuto ammetterla anche Tremonti, il quale si è reso conto che in effetti, ormai, gli unici che possono permettersi di pagare il pizzo sono quelli che generalmente lo riscuotono.
Da qui, lo scudo fiscale.

In genere, l’aliquota minima del pizzo progressivo è del 23%, stante però la singolarità dei contribuenti che sono oggi chiamati a concorrere alla spesa pubblica, peraltro in via del tutto eccezionale, Tremonti ha ritenuto opportuno limitarsi ad un più prudente 5%, promettendo naturalmente impunità e anonimato e, immagino, chiedendo umilmente scusa per il disturbo arrecato a lorsignori.

Ancora più stravaganti, però, sono le dichiarazioni che, a fronte del palese disastro in atto, questi bizzarri individui fanno con sorprendente disinvoltura.
Tu poni una questione e loro rispondono cose totalmente prive di senso e che comunque non c’entrano una mazza.
Tipo l’ultima di Tremonti, che se ne esce ‘Che dite, rimettiamo il posto fisso?’
Della serie: ‘Gradisce un caffè?’ ‘Tanto fuori c’ho il canotto’.
Capito? Lui fuori c’ha il canotto..

lunedì 19 ottobre 2009

Guarda l'asino che vola!

Così ci diceva mio padre quando ero bambino, per distrarmi da quello che stavo facendo o solo per giocare. E io e i miei fratelli, con la nostra infantile ingenuità, volgevamo il nostro sguardo verso il cielo ….
Esattamente il metodo utilizzato dal governo Berlusconi per distogliere l'attenzione di organi di stampa e cittadini dai veri problemi del paese.

domenica 18 ottobre 2009

Pro memoria personale

Per oggi e per il giorno in cui Berlusconi passerà la mano, spero presto, quello che vorrei dalle Opposizioni e da una futura alternativa di governo alla destra.

1.La Costituzione non si tocca, nemmeno marginalmente. Non è il momento né ci sono gli interlocutori, la Lega e il PDL, affidabili per farlo e che possano mettere al primo posto il bene del Paese. E non si pensi di poter concedere domani a Fini (e Montezemolo) quello che che non si è giustamente concesso a Berlusconi: il presidenzialismo e la sottomissione della magistratura al potere politico.

sabato 17 ottobre 2009

Berlusconi o le 120 giornate di Sodoma

Sesso e potere, il potere politico maschile, sono un binomio quasi inscindibile
Il sesso è ad un tempo un benefit che 'spetta' all'uomo di potere in ragione della carica ricoperta, è uno strumento di propaganda utilizzato per rafforzare il mito del leader, è un simbolo ornamentale del potere stesso, è in qualche modo lo scettro o la mitra che si materializza nella bellezza e nel fascino elegante della donna che accompagna il capo (Grace Kelly, Jaqueline Kennedy, Carla Bruni, la stessa Veronica Lario).
Nulla di questo sembra ritrovarsi nei festini berlusconiani di Palazzo Grazioli e Villa Certosa, almeno così come sono stati raccontati sui giornali da parte di coloro che vi hanno partecipato.

venerdì 16 ottobre 2009

Ingroia: abbiamo bisogno di cittadini coraggiosi

La notizia del giorno,
è per me, sicuramente, la consegna del famigerato Papello alla Procura di Palermo, prima e fondamentale prova documentale dell'avvenuta trattativa tra Stato e Mafia nell'estate del '92.(1)
Ritengo doveroso ringraziare i giudici che si stanno coraggiosamente impegnando affinchè la verità su quella fosca stagione venga alla luce, ritengo altresì doveroso continuare a sostenerli fino in fondo.
Se li sosterremo, se gli faremo sentire sempre la nostra presenza ed il nostro sostegno, forse, riusciranno a portare a compimento il loro lavoro, se li lasceremo soli, rischieremo di doverli piangere! E rimpiangere!
Il 18 Luglio scorso, presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, si è tenuto un incontro dal titolo “I Mandanti Impuniti” a cui ha partecipato un folto numero di cittadini. Un popolo di onesti, di cittadini venuti da ogni parte d'Italia per ricordare il giudice ucciso il 19 luglio 1992 e chiedere a gran voce, pretendere che venga fatta giiutstizia.
Tra gli oratori della serata, Antonio Ingroia, uno di quei giudici che, con le Procure di Palermo e Caltanissetta, sta cercando di fare luce sui misteri che avvolgono la nascita della, impropriamente detta, Seconda Repubblica.
Ecco uno stralcio del suo intervento:

giovedì 15 ottobre 2009

Buon giorno!

La sveglia suona alle 6, ma non mi alzo.
Non riesco a toglermi di dosso la stanchezza non ancora smaltita .
Così rimango nel caldo rassicurante della coperta, semisveglia. So di avere ancora un pochino di tempo, ancora non è scattata l’ora - 6.20 - oltre la quale devo essere in piedi.
Non mi va, non mi sento, ma è sicuro che devo...
Devo. Altrimenti i miei figli fanno tardi a scuola. Cavolo se devo!
Ho fatto pure un bel sogno. Non mi ricordo più cosa esattamente ho sognato, ma mi è rimasta nel cuore la sensazione di sicurezza e serenità scaturite da quelle immagini ormai annebbiate.
Non vorrei staccarmene.
Non sento più così spesso quella sensazione nella vita reale - sapere che va tutto bene e che domani sarà migliore di oggi o nel peggiore dei casi uguale.
Eppure ci provo a rivolgere lo sguardo al futuro cacciando via i fantasmi passati e presenti, le difficoltà personali, i guai globali e nazionali.
Ce la metto tutta. Lo so che “la macchina va dove si volge lo sguardo”. Perciò guardo avanti richiamando la sensazione di serenità anche forzata quando di sereno c’è ben poco.
Come si fà ad essere fiduciosi quando vedi il fututro dei tuoi figli in mano non a dei leader ma a traffichini di bassa lega? Di gente infame che non sa cos’è il pudore...vabbè, questo è Battiato....
Eppure....come si fa a NON essere fiduciosi quando si tratta dell’unica cosa veramente preziosa che abbiamo - la nostra esistenza? Come si fa a permettere che qualcun’altro tracci il disegno senza che noi diciamo la nostra in merito??
Guardo la sveglia.
E’ ora.
Sono le 6.19
Per tutti noi.

mercoledì 14 ottobre 2009

Un Paese in ostaggio

Credo che l'immagine di un Paese in ostaggio di Berlusconi sia quella che meglio descrive la storia d'Italia degli ultimi quindici anni. E non so se in chi auspica rapporti civili tra le forze politiche, tra maggioranza e opposizione, tra le Istituzioni dello Stato, prevalga la mancanza di senso del ridicolo oppure la mala fede.
In Italia, da quindici anni, non esiste più la politica, il confronto tra destra e sinistra, il dibattito ispirato dalle diverse sensibilità ideali e politiche. Esiste solo un macigno che ha occupato e paralizzato la vita dell'intera comunità nazionale: Silvio Berlusconi. Qui non siamo in presenza di una contrapposizione ideologica tra conservatori e progressisti o di un conflitto tra chi rappresenta interessi sociali contrapposti.
Berlusconi non segue un'ideologia politica, pur prendendo il peggio dei luoghi comuni della destra, rappresenta solo se stesso e i suoi interessi.

martedì 13 ottobre 2009

Tg 3, ore 19,00

Non capisco bene, ma il Presidente della Repubblica dice che l'Italia è cambiata e la Costituzione non va più bene.
In buona sostanza , l'attuale sfascio è la realtà che dobbiamo accettare.
Forse, visto dall'alto del Quirinale non è poi così male.

Non sono sicura, io minoranza, che gli italiani abbiano ben compreso o magari sono io che ho capito male. Spero nella seconda.
Il Presidente della Repubblica oggi ha espressamente dichiarato che l'Italia è altro rispetto alla Costituzione ed auspica che quanto prima la Costituzione sia modificata per adeguarla ai cambiamenti intervenuti nell'ultimo quindicennio, con incisive riforme a livello centrale ed in considerazione altresì della svolta federalista.
Parole che mi angosciano.

Richiamo l'attenzione, perché i cittadini secondo me sono distratti.
Il Presidente della Repubblica è quello che dovrebbe difendere la Costituzione.

Tutto questo secondo me è assurdo.

lunedì 12 ottobre 2009

Il tema del giorno – Le primarie del Partito Democratico

Deludente oltre le più nere aspettative la corsa alla segreteria del Partito Democratico. E' pressoché impossibile poter concedere a questo partito nuova fiducia dopo il ciclone Veltroni che nel giro di un anno e mezzo ha contribuito a far cadere Prodi, resuscitare Berlusconi dandogli la credibilità di interlocutore per le riforme e riconsegnandogli in un piatto d'argento il governo del Paese, azzerare la presenza della sinistra radicale in Parlamento in nome di una impossibile 'vocazione maggioritaria', far fuori l'unico ministro che era riuscito a fare qualcosa di sinistra – Visco – per sostituirlo con i Calearo e i Colaninno jr., spegnere le speranze che milioni di elettori gli avevano attribuito, come simbolo di una sinistra concreta e dal volto umano, alle precedenti primarie e uccidendo così, appena nata, la nuova creatura politica. La grande eredità e la grande tradizione del Partito Comunista Italiano e del cattolicesimo democratico, giuntagli in dote, dilapidata. Si potrebbe pensare ad un genio del male della politica ma si tratta, più realisticamente, solo di un gran pasticcione (o di un uomo con la coscienza sporca …).

domenica 11 ottobre 2009

RIFLESSIONI : E' ora di riprenderci la nostra storia !

di Simonetta Colucci


In questi ultimissimi giorni in molti stanno scrivendo vari post chiedendosi perchè non essere più "propositivi" e fare interventi "costruttivi" cambiando il solo ed unico monotema dell'ultimo anno.
Pensiamo a noi italiani e proponiamoci verso "altro", che affronti i nostri problemi quotidiani.
Visto che nessuno al momento ci pensa, proviamoci noi.

Concordo pienamente.
Da un po' di giorni sto meditando su una riflessione che ci ha inviato giorni fa Ruggiero Lauria :"Perchè non sono di sinistra" (che allego,per comodità, dopo questa mia.).

Non sono completamente d'accordo in alcune parti, ma certamente è una lettura stimolante, che consiglio a tutti.
Cerco, ho cercato e cercherò pertanto di portare un contributo a questa sua analisi.
Premetto di non possedere alcuna capacità, specializzazione,conoscenza specifica.
Come "cittadino" mi pongo alcune domande. Per rispondermi ho l'unica strada che parte dai miei ricordi "storici".Intendo dire che gli ultimi 40 anni per molti di noi sono stati vissuti giorno per giorno come "vita" e non come "storia" studiata sui testi scolastici o raccontata da terzi.

Politici corrotti e giustizialismo

Ormai da troppo tempo, chiunque invochi legalità e giustizia viene accusato di ‘giustizialismo’.

Mi chiedo se qualcuno dei milioni di telespettatori, che ogni giorno da anni si sentono ripetere che in Italia ci sono bande di pericolosi giustizialisti ignoranti, strumentalizzati da rozzi e cinici capipopolo, si siano mai preoccupati di verificare il significato della parola ‘giustizialismo’.

Qui di seguito, propongo le accezioni che di essa fornisce il Dizionario della lingua italiana Devoto-Oli .

Giustizialismo:

1. La prassi politica dell’uomo politico argentino J. D. Peron (1895 – 1974), caratterizzata da non allineamento ideologico in campo internazionale, nazionalismo, autarchia e populismo.

2. Nel linguaggio giornalistico, la richiesta di una giustizia rapida e severa nei confronti di chi si è reso colpevole di particolari reati, spec. quelli di natura politica, di criminalità organizzata e di disonestà nell’amministrazione pubblica; la tendenza da parte dell’opinione pubblica ad anticipare con la sua condanna morale le decisioni dell’autorità giudiziaria per i reati di maggior risonanza.

Immagino che la ricorrente ed ossessiva accusa di giustizialismo sia attualmente intesa nella seconda delle accezioni sopra riportate.

Invito allora a riflettere su due punti.

1° punto.
Chi come me chiede legalità e giustizia (cioè il rispetto delle leggi e che le leggi siano giuste e costituzionalmente fondate) lo fa sul presupposto ed anzi proprio rivendicando la premessa di una Costituzione qual è quella repubblicana e democratica, che in materia di giustizia pone principi di garanzia dei diritti di difesa, opportunamente ed abilmente bilanciandoli con le generali e, nelle fattispecie concrete, puntuali esigenze di giustizia, nonché del rispetto della persona e di una pena concepita come rieducativa.
Dunque, non giustizia sommaria, bensì scrupoloso accertamento delle effettive responsabilità.
E non rabbiosa vendetta, ma, ove occorra, responsabile rieducazione.

2° punto.
A ben guardare, il giustizialismo si presenta come una medaglia che ha due facce e se lo giriamo, vediamo il suo rovescio.
Da un lato, giustizialismo significa cieca e rabbiosa anticipazione popolare di un’arbitraria sentenza di condanna, prescindendo dall’accertamento giudiziario della verità dei fatti, negando il diritto di difesa e stoltamente aprendo alla ripugnante possibilità della punizione di un innocente.
Dall’altro però, altrettanto giustizialista è la caparbia e parimenti cieca negazione a priori della possibilità stessa di accertamenti giudiziari della verità dei fatti, in nome di una pretesa d’innocenza del tutto arbitraria, sostenuta a furor di popolo per partito preso e magari sollecitata o imboccata da una facile ed abile propaganda populista.
Come arbitrario è accusare aprioristicamente i magistrati di mire golpiste.
E’ del tutto irragionevole e ingiusto impedire loro, con provvedimenti necessariamente illegittimi, di procedere nei confronti di un soggetto, che accertata la verità potrebbe risultare effettivamente colpevole.

Insomma, l’aprioristica pretesa di innocenza dell’imputato non è meno dissennata dell’aprioristica pretesa di colpevolezza.
O, messa in altri termini, la pretesa di una non dimostrata colpevolezza (mala fede) dei magistrati che indagano non è meno giustizialista della pretesa di una non dimostrata colpevolezza dell’imputato.

A mio avviso, sono entrambe espressioni di giustizialismo, cioè pericolosa e ferale rinuncia alla giustizia e alla verità.

E’ come se il popolo decapitasse se stesso e, perduta la testa, goffo e penosamente scomposto, colpisse alla cieca prima di stramazzare al suolo.