La funzione, la mission di un blog, almeno di questo piccolo blog collettivo, non è la ricerca di scoop non alla nostra portata, non è la pretesa di rivelare verità nascoste e occultate.
E' anzitutto un mezzo attraverso cui poter esprimere le proprie opinioni, come se ci si trovasse in piedi su di uno sgabello in un Hyde Park virtuale a proporre idee e pensieri ad un piccolo pubblico.
Ma ancora di più risponde al consapevole proposito di essere parte – l'anello di una catena, la maglia di una rete – del desiderio e del bisogno, partecipato e condiviso da tanti cittadini, di proporre una visione diversa del mondo rispetto a quella che ci viene imposta dai mezzi di comunicazione dominanti, di fornire il proprio contributo a divulgare punti di vista che altrimenti rischierebbero di restare inosservati, di concorrere a promuovere, avendo sempre presente i propri limiti, partecipazione democratica, consapevolezza, conoscenza e spirito critico.
E il nostro successo pubblicando un post si verifica quando i lettori colgono nel blog uno spazio e un'occasione di riflessione, di discussione, di analisi collettiva.
Questa catena e questa rete – ancorché virtuali – stanno diventando di fatto elementi fondamentali delle dinamiche politiche di questi nostri tempi come hanno dimostrato i movimenti di rivolta e per il rinnovamento della politica che stanno diffondendosi in tutti i Paesi del mondo.
Accanto ad esse sono pure fondamentali quelle espressioni del giornalismo (Riccardo Iacona, Michele Santoro, Report) in grado di unire grandi numeri di ascolto e temi scomodi (lavoro, corruzione, sprechi) pressoché assenti nei TG Rai e Mediaset e nei cosiddetti programmi di approfondimento, i sempre più ripetitivi e rituali talk show politici.
Anche se sono tanti che nello schieramento antagonista e di sinistra storcono il naso di fronte al miliardario Santoro, va dato atto al giornalista salernitano di aver fatto, dopo gli incoraggianti successi di trasmissioni autogestite come Tutti in Piedi, la scelta più coraggiosa e giusta dando vita ad un programma libero come Servizio Pubblico e rifiutandosi di accettare ancora compromessi con la Rai, dalla quale è stato estromesso perché inviso a tutti i partiti, e con emittenti come La7 che nonostante cerchino di apparire espressione del mondo progressista restano al servizio degli interessi di grandi gruppi imprenditoriali.
Anche se sono tanti che nello schieramento antagonista e di sinistra storcono il naso di fronte al miliardario Santoro, va dato atto al giornalista salernitano di aver fatto, dopo gli incoraggianti successi di trasmissioni autogestite come Tutti in Piedi, la scelta più coraggiosa e giusta dando vita ad un programma libero come Servizio Pubblico e rifiutandosi di accettare ancora compromessi con la Rai, dalla quale è stato estromesso perché inviso a tutti i partiti, e con emittenti come La7 che nonostante cerchino di apparire espressione del mondo progressista restano al servizio degli interessi di grandi gruppi imprenditoriali.
Ripercorrendo il mio personale contributo al blog per l'anno che si è appena chiuso ritrovo quelli che a mio avviso sono stati i principali fatti politici che l'hanno caratterizzato.


