"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

mercoledì 3 febbraio 2016

Il family day e l'agenda politica del liberismo


L'Ipocrity Day by Luca Peruzzi

Sabato scorso a Roma qualche decina di migliaia di persone, fomentate per ragioni di opportunismo politico e bigottismo religioso, manifestava contro il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali.
Nel frattempo vaste aree del mondo sono insanguinate - conseguenza diretta o indiretta dell'imperialismo occidentale e della politica dei suoi alleati Israele, Turchia e Arabia Saudita – dalla guerra e dal fondamentalismo islamico (e si parla ormai apertamente di una guerra mondiale incombente o già in corso), tanti povericristi (e tra loro tantissimi bambini) continuano a morire nel Mediterraneo nel loro viaggio verso la speranza (o illusione) di salvezza da guerre, malattie e miseria, i cambiamenti climatici in atto annunciano lo stravolgimento della geografia umana così come la conosciamo da alcuni millenni. E in Italia non si vede alcun superamento della crisi ed alcuna sostanziale diminuzione della disoccupazione, la povertà riguarda milioni di persone, le conquiste del welfare (pensioni, sanità, casa, trasporti pubblici, scuola e università per tutti) sono sempre più un lontano ricordo, la democrazia politica (anche nella sua mera funzione simbolica) è sotto attacco con le controriforme costituzionali e l'Italicum, si sta definitivamente smantellando la struttura economico-produttiva italiana – come entità nazionale autonoma – alla mercé del capitale straniero (gli “investimenti esteri”) e la battaglia che si sta conducendo intorno alle Banche italiane rappresenta l'ultimo e forse conclusivo atto del processo di colonizzazione economica e dunque politica dell'Italia.
Eppure la questione delle unioni civili è da giorni al centro del dibattito politico come se ad essa fossero appesi i destini del mondo. 

sabato 9 gennaio 2016

I tavoli della Sinistra e il mutualismo


Il Quarto Stato visto da Luca Peruzzi



Anche per l'ultimo tavolo per la Costituente della Sinistra Unita Italiana è stato dichiarato il fallimento ma non credo che la cosa possa destare meraviglia né che ciò spingerà qualcuno a strapparsi le vesti o tantomeno al suicidio.
Le ragioni di questi fallimenti, ampiamente prevedibili e scontati anche guardando a quanto successo nel passato recente, sono a mio avviso sostanzialmente due.
Prima ragione. Un movimento, un partito, un'iniziativa politica non nasce e non assume rilevanza di massa perché si uniscono pezzi di ceto politico (per di più screditati e impopolari) ma perché si ha la capacità di cogliere, di rappresentare, di organizzare bisogni e sentimenti collettivi diffusi, di essere espressione di almeno una parte del popolo. Non vi è da parte mia una furia “rottamatrice” verso i vecchi dirigenti dei partiti della Sinistra i quali anzi, presi uno per uno, sono spesso persone anche dignitose e rispettabili, meritevoli di ascolto e che potrebbero ancora dare un utile contributo. Ma se manca la capacità di coinvolgere, di mobilitare, di suscitare l'interesse concreto di coloro che si vogliono rappresentare (anzitutto precari, disoccupati, lavoratori e pensionati poveri, disabili, studenti di serie B senza futuro) non si va da nessuna parte. Se non si riesce a rompere l'involucro impenetrabile (disinformazione di massa, cultura dell'egoismo e del consumo compulsivo, la paura di perdere anche quel pochissimo che si ha) che rende prigionieri i più, se non si riesce a mettere al centro del dibattito politico l'idea di una società comunista e socialista quale soluzione dei problemi e quale premessa per il bene comune e a non lasciare la parola solo alla destra nelle sue varie declinazioni si è condannati alla marginalità e all'impotenza. E se manca la “ciccia” di una visibile partecipazione e di un consenso almeno potenziale che convinca a stare insieme, al di là delle fisiologiche differenze di opinione e di strategia, è inevitabile che ciascuno scelga di restare asserragliato nel proprio fortino, per quanto fragile e fatiscente, e magari ad accontentarsi di raccogliere le briciole di potere lasciate cadere sotto il tavolo.

martedì 29 dicembre 2015

Italia: il pareggio di bilancio si realizza con i morti





C'è la melassa stucchevole dell'informazione natalizia e c'è la réclame senza soste di Renzi, il Vanna Marchi della politica, che spaccia per successi del suo governo e segni della rinascita italiana persino meri doveri dell'Esecutivo: il completamento di opere pubbliche (peraltro di dubbia utilità) cantierate e finanziate in tempi immemorabili e qualche manciata di restauri a fronte di uno smisurato patrimonio artistico e archeologico lasciato nel degrado e nell'incuria.
E poi ci sono le notizie vere, quelle che dovrebbero essere al centro del dibattito pubblico e sulle quali costruire le trasmissioni televisive se non fosse più comodo e utile farlo mistificando la realtà e sfruttando marginali episodi di cronaca nera o grigia di cui sono protagonisti qualche balordo, qualche piccolo criminale di strada, qualche falso invalido o qualche dipendente pubblico assenteista.
Quante trasmissioni televisive hanno parlato della notizia, sconvolgente e inquietante, dell'aumento record di morti nel 2015 in Italia, un incremento comparabile a quello degli anni della guerra?
Non sono ancora disponibili i dati suddivisi per regione, per classi di età, per sesso, per condizione sociale ed economica che consentano di trarre conclusioni ma evidentemente sul banco degli imputati ci sono la crisi ed il taglio della sanità pubblica. Sono fatti già accertati che con la crisi e lo smantellamento progressivo del servizio sanitario nazionale molte persone sono costrette a rinunciare a curarsi e che si sono persi dal 2004 tra i sette e i dieci anni di vita in buona salute.

domenica 20 dicembre 2015

Grande è la confusione sotto il cielo della Sinistra


Salvini e la Le Pen secondo Luca Peruzzi


Grande è la confusione sotto il cielo ma non so se ciò renda, non me ne voglia il compagno Mao Tse-tung, la situazione favorevole.
Grande è la confusione sotto il cielo della Sinistra, in Italia e nel mondo. Una confusione che è figlia, da un lato, della frustrazione e del senso di impotenza di chi vede il baratro – morale, sociale, politico, economico – nel quale siamo precipitati ma non riesce ad individuare un modo per riscattarci e per salvarci e, dall'altro, è conseguenza del fatto che sono venuti meno gli schemi mentali, i punti di riferimento ideali attraverso i quali potevamo indicare ed indicarci dal punto di vista collettivo ciò che è bene e ciò che è male, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e i mezzi per perseguire il bene e il giusto.
Nella mia visione, pragmatica e rudimentale e di questo chiedo preventivamente comprensione e perdono ai cultori e ai custodi dei Dogmi e della Dottrina, la Sinistra è la parte politica che vuole per ciascun essere umano la possibilità di esprimere il meglio di sé stesso e di cercare la propria felicità coltivando la propria natura, il proprio talento, le proprie inclinazioni e che ritiene, perché ciò possa realizzarsi, che ciascun essere umano sia liberato dalla schiavitù del bisogno. Dunque che ciò che viene prodotto possa essere equamente distribuito tra tutti, perché a nessuno manchi ciò che è necessario per vivere, e che collettivamente possiamo decidere cosa, quanto e in che modo produrre.

Recita l'articolo 3 della Costituzione (e mi sembra che possa spiegare egregiamente ciò che dovrebbe essere e dovrebbe perseguire la Sinistra):

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. 

domenica 29 novembre 2015

Sinistra: che (cosa si potrebbe) fare




Vi sono due parole che, a proposito di Sinistra, sono scomparse dal mio personale vocabolario: Stupore e Unità.

Lo Stupore per la totale scomparsa della Sinistra dal Paese che aveva il più grande Partito Comunista dell'Occidente e contemporaneamente un Partito Socialista che non era la ridicola formazione politica di Nencini ma quella di Nenni, Lombardi, Pertini oltre ad una numericamente piccola ma politicamente assai significativa area extra-parlamentare. Allo stupore, cioè alla rabbiosa incredulità, si è sostituita la razionale rassegnazione: oggi la Sinistra è tramontata dall'orizzonte collettivo, non solo e non tanto come Partito ma come valori e sentimenti condivisi, come coscienza e cultura di massa, come senso comune diffuso nel popolo. Da questa elementare consapevolezza bisogna ripartire, se sarà possibile ripartire.

L'Unità delle forze della Sinistra radicale quale premessa indispensabile – mettendo insieme quel poco di apparati, di militanza, di risorse che ancora esiste – per la formazione di un soggetto politico con il minimo di forza necessario a non essere condannato alla totale marginalità e per potersi candidare ad essere riconosciuto quale Alternativa di sistema. Il percorso degli ultimi anni - tra cartelli elettorali last minute, Rifondazione, SEL, benecomunisti, cosiddetta sinistra PD - ci ha mostrato una misera e meschina guerra di posizione di pseudo generali senza esercito per occupare posizioni – leadership e poltrone – nel nuovo ipotetico soggetto politico. L'ultima iniziativa elettorale unitaria è stata l'Altra Europa con Tsipras ad inizio 2014 ed ad oggi, mentre infuria la feroce offensiva reazionaria di Renzi, siamo ancora "al carissimo amico": nessuna organizzazione stabile, nessuna strategia politica e comunicativa, nessun chiarimento definitivo riguardo ad un elemento essenziale quale il posizionamento nei confronti del PD, nessuna capacità di calarsi nella realtà sociale imitando l'unica cosa buona che ci ha lasciato Syriza (l'organizzazione mutualistica di Solidarity For All). Ciò che ci viene proposto continua ad essere il progetto (nostalgico del Centrosinistra) di SEL allargata e patetiche e ambigue riproposizioni di cartelli elettorali usa e getta i cui manifesti fondativi riescono persino nell'impresa di non nominare mai le parole Socialismo e Comunismo. E' stato detto, e oggi lo condivido totalmente, che la Sinistra potrà rinascere non attraverso l'unità di pezzi di ceto politico – come se esistesse un popolo di Sinistra, maggioranza nel Paese, che non aspetta altro di ritrovare una guida per muoversi e sollevarsi – ma quando emergerà un'iniziativa politica, originale ed autonoma, che sarà in grado di mettersi in sintonia con i bisogni e i sentimenti migliori delle masse popolari. Maurizio Landini e Stefano Rodotà lanciando il progetto di Coalizione Sociale sembravano aver capito perfettamente tutto questo: peraltro anche loro sono ancora fermi alle parole, agli annunci, agli appelli, alle richieste di mobilitazione senza essere riusciti a penetrare la carne viva della Società.

sabato 10 ottobre 2015

Marino e Renzi: il liberista pasticcione ed il liberista feroce


Marino, Buzzi e Nieri


Che a Sinistra, che ha nel proprio dna lo stare dalla parte dei perdenti e dei deboli, ci sia qualcuno che simpatizzi per Ignazio Marino può essere comprensibile. Che lo si elevi a baluardo dell'onestà e del bene dei cittadini contro i poteri forti (i padroni capitalisti), romani e non, mi sembra francamente ridicolo.
La Sinistra non è (semplicemente) empatia caritatevole, la Sinistra è la volontà – lucida e razionale – di costruire una Società fondata sulla giustizia sociale e la liberazione dal bisogno: Marino ha forse mai dimostrato, con i propri atti, di agire per affermare valori popolari socialisti e comunisti e di contrastare il dominio capitalista del profitto?
L'onestà è una indispensabile condizione pre-politica ma non esprime in sé un programma di governo e di amministrazione della cosa pubblica finalizzata al bene comune.
Cerchiamo di capirci: se siamo tra chi considera Renzi il male assoluto - per la rottamazione della Costituzione, dei diritti dei lavoratori, dello Stato sociale - non possiamo nemmeno stare dalla parte di chi, come Marino, dipende per la propria sopravvivenza e ruolo politico da Renzi.
Ignazio Marino è senza alcun dubbio nemmeno lontanamente paragonabile ad Alemanno e al suo coinvolgimento nel malaffare politico, ma mi auguro che sia ormai passato il tempo, per chi è convinto della necessità di costruire un'Alternativa di Sistema, della resa alla logica della scelta del (presunto e meramente consolatorio) male minore: Marino contro Alemanno (o alle prossime elezioni Marchini), ieri Prodi contro Berlusconi, domani Renzi contro Salvini.
E poi, se Marino ha (fino ad oggi) la fedina penale pulita l'onestà e la coerenza politica sono altre cose.

lunedì 17 agosto 2015

Democrazia e “Sistema”


La Strage di Bologna by Luca Peruzzi

La resa della Grecia di Tsipras nella trattativa con la Troika (chi, a Sinistra, nega che si sia trattato di resa è o in malafede o non è in grado di fare a meno di interpretare la realtà unicamente in modo autoconsolatorio) non solo sancisce l'irriformabilità attuale dell'Unione Europea soggetta al pugno di ferro dell'ordoliberismo tedesco ma ci riporta tutti sulla terra, cancellando sogni e illusioni, dimostrando l'impossibilità - dentro il sistema di potere globale – di governare a vantaggio della maggioranza dei cittadini e dei ceti popolari .
Puoi anche vincere le elezioni con un programma di riforme radicali (se riesci a neutralizzare e sconfiggere, sul piano del voto, i formidabili fattori di distorsione della comprensione ed interpretazione della realtà e decisivi nella formazione della volontà popolare, tutti sotto il controllo del “sistema”) ma poi non puoi realizzare nulla o quasi di quel programma.
E' l'ormai vecchia questione della Politica, il governo della Cosa Pubblica fondato sui bisogni e gli interessi del popolo ed espressione della volontà generale, esautorata dal potere delle elites economiche e finanziarie.
E' sufficiente rileggersi Noam Chomsky: Non ha più importanza chi detiene il potere politico, tanto non sono più loro a decidere le cose da fare.”

venerdì 10 luglio 2015

La lezione della Grecia




Provo a guardare allo straordinariamente positivo esito del referendum di domenica 5 luglio in Grecia non dal punto di vista della questione austerità/euro ma rispetto alla prospettiva della rinascita di un'Alternativa di Sinistra in Italia.
Ciò che ci insegna la Grecia di Syriza ma anche la Spagna di Podemos, due Paesi cioè molto spesso accomunati all'Italia in termini di cultura e "indole" sociale nonché di (in)efficienza delle strutture amministrative pubbliche, è che la condizione indispensabile (anche se non sufficiente) per dare una dimensione maggioritaria e di massa ad una proposta politica di Sinistra è la coerenza e la credibilità di chi la porta avanti.
E' attraverso la propria credibilità e coerenza, rendendo manifesta e innegabile la propria diversità nei confronti dei partiti che si sono alternati al governo della Grecia negli ultimi decenni, che Syriza ha potuto prima vincere le elezioni e poi ricevere un esplicito mandato popolare a trattare con la Troika, sulla base di una linea di fermezza e dignità nazionale, sulla questione del debito (gli esiti e i risultati di questa trattativa.esulano evidentemente da questa riflessione).

domenica 5 luglio 2015

Papa Francesco e la dittatura del pensiero unico liberista




L'accusa al capitalismo e al libero mercato - “l'economia che uccide” - di essere alle origine delle inaccettibili disuguaglianze e povertà diffuse nel mondo e della distruzione dell'ambiente naturale, il riconoscimento della Palestina come Stato, la definizione dell'ergastolo quale pena di morte mascherata, l'elogio ricevuto da Raoul Castro per il decisivo intervento volto alla rimozione delle sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti nei confronti di Cuba, l'incontro con i movimenti e i centri sociali per riaffermare che terra, casa e lavoro sono diritti inalienabili degli esseri umani, l'invito a Naomi Klein a partecipare ad una conferenza in Vaticano sul riscaldamento globale..
Chiunque auspica la trasformazione del mondo (e dell'Italia) nel senso dell'uguaglianza e della liberazione dal bisogno non può ignorare il contributo che la “svolta” di Papa Francesco sta dando al dibattito politico.
E di questa svolta infatti si trova ampia eco nella Sinistra: con commenti positivi o addirittura entusiastici soprattutto nell'Area Benecomunista e Decrescista ma non solo (Guido Viale e Gianfranco Amendola, Megachip e Comune-Info, Paolo Ciofi e Pierluigi Fagan solo per citare alcuni esempi) accompagnati da dure prese di distanza e denunce dell'ipocrisia papista, in particolare nel mondo dell'ortodossia marxista e di coloro che non vogliono rinnegare il dogma della “religione oppio dei popoli”. Sta di fatto che Papa Francesco riesce ad essere citato sia dal “riformista” Landini che dall'antagonista Cremaschi.

martedì 2 giugno 2015

Commento Elettorale



La politica non è una partita di calcio e dunque lasciamo le metafore da deficienti sui risultati – 7 a 0, 5 a 2, 4 a 3 – alla propaganda piddina e agli ultras renziani e proviamo a ragionare sui fatti e sui numeri.
Che il PD fosse destinato a prevalere in gran parte delle sette regioni in cui si votava era scontato: per la martellante propaganda televisiva di Renzi, perché tre di quelle sette regioni fanno parte del tradizionale insediamento storico dei degeneri eredi del PCI, perché di fatto il partito di Renzi è oggi pressoché l'unica proposta di governo che ai cittadini è consentito percepire e concepire con il disfacimento della destra berlusconiana, con l'emergere dell'inaccettabile (per la maggioranza delle persone al di fuori del “civile” nord) fascio-leghismo di Salvini, con l'incapacità dei 5 Stelle di diventare i promotori di un'alleanza politica e sociale che vada oltre i confini del grillismo, con la scomparsa della sinistra radicale.
Le elezioni regionali designano dei “vincitori” solo grazie a truffaldini meccanismi elettorali maggioritari e per di più su due delle “vittorie” del PD grava una pesante ipoteca costituzionale-giudiziaria: sulla costituzionalità della legge elettorale umbra e sulla impresentabilità di Vincenzo De Luca.

sabato 30 maggio 2015

La Commissione Antimafia: Vincenzo De Luca è un impresentabile



E' assolutamente sbagliato ridurre la politica ad una questione di legalità che è cosa ben diversa dalla giustizia. Coloro che maggiormente si sono accaniti con ferocia contro il popolo italiano negli ultimi anni - Napolitano, Monti, la Fornero, Renzi, Marchionne - a quanto risulta hanno la fedina penale pulita. Legalità non coincide con il buon governo e non necessariamente ha a che fare con la soluzione dei problemi sociali.
Ma la questione degli impresentabili - coloro che sono stati candidati nonostante siano stati condannati in via non definitiva o inquisiti per reati contro la pubblica amministrazione o il patrimonio o addirittura per rapporti con la criminalità organizzata - non è un semplice dettaglio.
E' la condizione minima per l'agibilità delle istituzioni: come chiedere che un medico o un ingegnere o un professore siano laureati o che un autista di un mezzo pubblico non abusi dell'alcool e non faccia uso di droghe.
Se si è scelto di pagare un alto prezzo di immagine nel candidarli è perché costoro, con le proprie relazioni e la propria popolarità sul territorio, portano voti. E ciò presuppone che in qualche modo dopo la consultazione elettorale, anche se non eletti, dovranno essere "retribuiti". Il fatto che anche il Partito Democratico di Renzi e non solo le coalizioni costruite da Forza Italia non abbia potuto fare a meno di includere nelle proprie liste tali personaggi - a partire ovviamente da Vincenzo De Luca, lo sceriffo di Salerno - è emblematico della mission che si è attribuito il parolaio fiorentino: accumulare ad ogni costo più potere possibile per realizzare il programma del grande capitale internazionale.
E dunque il 31 maggio, per allargare la crepa che sta incrinando la debole costruzione del regime renziano, bisogna andare a votare per sconfiggere i candidati del PD.
L'elenco degli impresentabili indicati dalla Commissione parlamentare Antimafia guidata da Rosy Bindi
da Il Fatto Quotidiano
Lista con sorpresa per il Partito Democratico. Nell’elenco dei 16 nomi la lista dei candidati “impresentabili” alle elezioni regionali del 31 maggio, resa nota dalla Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Rosy Bindi, c’è anche quello di Vincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alla presidenza della Campaniasul quale pende la spada di Damocle della legge Severino. Una sorpresa per il Pd, e in primis per Matteo Renzi che nei giorni scorsi prevedeva all’unisono con il vicesegretario Lorenzo Guerini: “Nessuno del Pd tra gli impresentabili”. “Mai visto dibattito così autoreferenziale e lontano dalla realtà – scriveva ancora questa mattina il premier nella sua Enews – nessuno di loro verrà eletto”. “Denuncio la Bindi per diffamazione“, la prima reazione di De Luca, che sfida la presidente della commissione Antimafia a “un dibattito pubblico per sbugiardarla”, fanno sapere dal suo staff. Sul versante opposto della barricata, quella del centrodestra, il candidato alla presidenza della Regione Stefano Caldoro ha fatto sapere di aver chiesto “personalmente” un passo indietro a uno dei candidati giudicati impresentabili, Francesco Plaitano: “Il punto – dice Caldoro – è che di fronte a reati di mafiacamorra non bisogna avere alcuna titubanza”. Quindi su De Luca: “E’ ineleggibile. La sua è una candidatura contro la legge, oltre la legge”.
Impresentabili in Campania: c’è anche Sandra Mastella
Secondo la Commissione, che ha presentato i risultati del proprio lavoro in una conferenza stampa poco dopo le 14,30 al termine dell’Ufficio di presidenza e della seduta plenaria della Commissione, sono 13 e tutti campani i candidati impresentabili alle Regionali, oltre ai 4 pugliesi i cui nomi sono trapelati nei giorni scorsi. Ecco i nomi: il candidato presidente del Pd Vincenzo De Luca, Antonio Ambrosio di Forza Italia, Luciano Passariellodi Fratelli d’Italia, Sergio Nappi di ‘Caldoro presidente’,Fernando Errico di Ncd, Alessandrina Lonardi di Forza Italia,Francesco Plaitano di Popolari per l’Italia, Antonio Scalzone eRaffaele Viscardi entrambi di Popolari per l’Italia, Domenico Elefante di Centro democratico-Scelta civica, Carmela Grimaldi (che, come De Luca, ha annunciato di voler denunciare per diffamazione i componenti dell’Antimafia) della lista Campania in rete e Alberico Gambino della lista Meloni Fdi. Tra questi, dunque, ci sono anche il candidato del centro sinistra in Campania, sulla cui candidatura pende la spada di Damocle dellalegge Severino, e Sandra Lonardo, moglie dell’ex ministroClemente Mastella. “Si sa benissimo per quale motivi sono stati inseriti nelle liste – ha spiegato la presidente della Commissione – perché portano voti, forse proprio perché sono impresentabili”.Non c’è più invece Biagio Iacolare dell’Udc che in un primo momento era stato iscritto tra i “casi di prescrizione per reati rientranti nel codice di autoregolamentazione con giudizio ancora pendente”, ma solo perché la Cassazione non aveva ancora registrato la sentenza finale.
De Luca “impresentabile” per le accuse di concussione e truffa
La vicenda per la quale Vincenzo De Luca è stato inserito nella lista dei cosiddetti “impresentabili” risale al 1998 e riguarda un’inchiesta della Procura di Salerno incentrata sulla richiesta di cassa integrazione per circa 200 operai dell’ex Ideal Standard. Secondo l’accusa, la cassa integrazione fu sollecitata dallo stesso De Luca inassenza dei presupposti di legge. Un altro filone dell’inchiesta è relativo alla richiesta degli oneri di urbanizzazione ad alcuni imprenditori interessati alla realizzazione di una struttura sempre nella zona orientale della città. Il rinvio a giudizio per De Luca e per altri 46 imputati è arrivato nel 2008. I reati contestati all’ex primo cittadino di Salerno sono di concussione (in relazione alla richiesta degli oneri di urbanizzazione) e di truffa (per la concessione della cassa integrazione). Lo stesso De Luca, che più volte nel corso degli anni ha commentato la vicenda, ha rinunciato alla prescrizione “relativamente ai delitti per i quali era maturato il relativo decorso”.
Tutti i reati degli altri impresentabili
Antonio Agostino Ambrosio (lista Forza Italia, candidato Caldoro) è stato condannato per concussione (reato poi estinto per patteggiamento) e è in attesa di giudizio per tentata concussione; Luciano Passariello (lista Fratelli d’Italia, Caldoro presidente)rinviato a giudizio per impiego di denaro, beni o utilità diprovenienza illecita aggravato da abuso dei poteri d’ufficio); Sergio Nappi (consigliere regionale uscente, candidato nella lista Caldoro presidente) rinviato a giudizio per tentata concussione; Fernando Errico (lista Ncd Campania popolare, Caldoro presidente) ha pendenti due processi per concussione e per concussione continuata in concorso; Alessandrina Lonardo (Forza Italia, Caldoro presidente), la moglie di Clemente Mastella ha un processo pendente in fase di giudizio per concussione; FrancescoPlaitano (di Popolari per l’Italia, Caldoro presidente) imputato per ruolo direttivo in associazione mafiosa e condannato in primo grado per estorsione, pende l’appello; Antonio Scalzone (di Popolari per l’Italia, Caldoro presidente) processato per associazione mafiosa; Raffaele Viscardi (Popolari per l’Italia, Caldoro presidente) rinviato a giudizio per corruzione e abuso d’ufficio; Domenico Elefante (Centro democratico-Scelta civica, Caldoro presidente) condannato in 1° e 2° grado per concussione, reato prescritto; Carmela Grimaldi (lista Campania in rete, candidato presidente De Luca) rinviata a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa e partecipazione ad associazione finalizzata a traffico di stupefacenti, accuse da cui è stataassolta ma contro cui pende un processo d’appello proposto dalla procura generale della Corte d’appello di Salerno; Alberico Gambino (lista Meloni-Fratelli d’Italia) condannato per concussione, giudizio contro cui pende l’appello.

domenica 10 maggio 2015

Il brutale cambiaverso di Renzi




Non so quanti abbiano consapevolezza del cambiamento decisivo in atto nel nostro Paese.
Il passaggio epocale che stiamo vivendo si sostanzia nell'insieme delle riforme renziane: l'Italicum e le modifiche costituzionali, lo Sblocca Italia, il Jobs Act, la Buona Scuola, le privatizzazioni di ciò che resta dell'economia pubblica in particolare nei servizi pubblici locali, la pubblica amministrazione, l'ulteriore e insostenibile riduzione di risorse destinate al welfare. Si aggiungano lo shopping di importantissime fette dell'industria nazionale da parte di investitori esteri ed il TTIP. Il renzismo completa così la trasformazione dell’Italia da Repubblica fondata (almeno idealmente) sul lavoro in Regime fondato (anche sul piano delle sovrastrutture giuridiche) sul profitto.
Il risultato è una società gerarchizzata e autoritaria, fondata sulla competizione selvaggia di tutti contro tutti e sull'esclusione dei più deboli, senza garanzie e diritti per nessuno ed un'economia totalmente colonizzata e dipendente dal capitale sovranazionale.