"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

domenica 14 ottobre 2012

DUE PAROLE, SINCERE E NON POLITICHESI, SUL RENZI, VIRTUALMENTE VINCENTE







di Giandiego Marigo


Esprimo una posizione personale.

Che potrebbe essere contraddetta domani da una posizione diversa di parte dello stesso "movimento" di cui faccio parte, ma che resterà e resta la mia posizione. Qualsiasi sia la considerazione futura di una eventuale maggioranza di pensiero, ma che spero condivisa dalla "splendida minoranza" di coloro che mi sono vicini.

Non sono mai stato un buon "seguace", tendo ad essere anarchico ed eretico, quindi un pessimo "uomo di rappresentanza", infatti, non a caso, non sono mai stato eletto e mi trovo ancora qui, "felicemente emarginato", nell'area dei movimenti.

Esprimiamo quindi la mia posizione: Questo vantaggio, virtuale, di Renzi è, secondo me, una iattura assoluta ed è anche la manifestazione pratica d'una deriva conservatrice molto profonda e culturale che investe la Pseudo-sinistra.

Egli è un neo-democristiano, della specie peggiore.

La sua apparente "novità" non ha nulla, ma proprio nulla di nuovo è la metafora della "sostituzione emendante" e priva di contenuti reali che sostituisce Motivi e Ragioni.

L'esaltazione dell'emendamento superficiale del "miglior mondo possibile" che prende il sopravvento sull'idea del cambiamento.

La vittoria del "pensiero unico" e della "condivisione culturale" il nuovo che avanza che in nulla differisca dall'antico, anzi ne è rappresentazione in peggio.

Non che le alternative presentate dal PD siano eclatanti e purtroppo questa deriva avverrebbe a prescindere, anche nella improbabile ipotesi di una affermazione del Non-Alternativa Vendoliana.

Però Renzi ne rappresenta la esaltazione, la generalizzazione culturale, il trionfo formale e condiviso. La santificazione, anche popolare di una tendenza alla regresso ed all'arretramento.

Renzi rappresenterebbe la sconfitta, anche formale, di una visione altra, senza nemmeno il filtro di una menzogna, di un'abuso formale dei termini sinistra e popolo.

Ora questa non vuole essere una perorazione pro-bersaniana o in difesa della operazione d'ipocrisia Vendoliana, tutt'altro ma la constatazione di come l'ipotesi Renzi rappresenti la "fine" di un percorso di "condivisione", di un'ipotesi e di una visione.

Ammantata di un mistificato e pericolosissimo concetto di falsa novità. La modernizzazione funesta dell'antica barzelletta del costante "rinnovamento democristiano" che ha portato personaggi come Andreotti a "regnare" per più di quarant'anni.






sabato 13 ottobre 2012

Parole, parole, parole. La carta di intenti di Bersani, Vendola, Nencini


Parole, parole,solo parole. Questa è la carta di intenti con cui Bersani, Vendola, Nencini (per chi non lo conoscesse, il segretario del Partito Socialista Italiano, schifato anche da gran parte degli esuli della diaspora socialista) chiamano a raccolta l'area democratica e progressista per il governo dell'Italia.
Perché nella professione di fede nell'Euro e nell'Unione Europea non c'è alcuna indicazione di come sia possibile cambiare i rapporti di forza tra i Paesi membri dell'Euro che sono alla base dei diktat europei sull'austerità e il rigore finanziario (la fiducia riposta in un impegno comune in tal senso dei progressisti europei è una vana speranza stante il consenso di Hollande in Francia alle politiche della BCE e della Commissione europea e l'appoggio dei socialdemocratici tedeschi alla linea della Merkel).
Perché non si spiega, stante la premessa della fedeltà a questa Europa dell'obbligo del pareggio di bilancio che attraverso i meccanismi dei mercati strozza le opportunità finanziarie delle Istituzioni pubbliche, dove si trovano i soldi per il welfare e per le politiche per il lavoro e l'uguaglianza, per il Sud, per i giovani e per le donne (si fa tutto con la patrimoniale?).

venerdì 12 ottobre 2012

LE RAGIONI PER CUI SIAMO QUI

Di Giandiego Marigo
In me cova sempre la segreta speranza di non dover più scrivere queste cose, odio i moralismi ed i predicatori del nulla, mi infastidiscono le frasi fatte e le scoperte acquacaldifere, l'ho detto, scritto ripetuto in mille lingue, detesto la ripetizione pedissequa di slogan pre-confenzionati, ed i “disquisitori di morali correnti”.
Eppure mi trovo qui a scrivere di qualche cosa che potrebbe avere, vagamente, il suono d'una tirata moralista, almeno così credo la classificheranno molti, anche e forse per esorcizzare ed annullare il suo contenuto, spessissimo l'ho visto fare ed altrettanto spesso l'ho subito.
Mi infastidisce dover parlare di questo eppure continua ad essere importante il farlo, addirittura necessario.
Sto parlando del richiamo alle ragioni, ai motivi ed al senso, per i quali ci troviamo...qui dove siamo.
Mi riferisco al pragmatismo da marketing, che sta facendo breccia ormai dovunque e diviene via, via sempre più parossistico con l'avvicinarsi delle elezioni. Per carità, non metto in dubbio le qualità degli studiosi di “tendenze” e “pensieri correnti”, dei creatori di “mode e modi” loro hanno ragioni, anche scientifiche, o meglio matematiche per dire quello che dicono.

mercoledì 10 ottobre 2012

Le bugie al potere: Monti e il governo dei tecnici




C'è una cosa che personalmente mi indigna più di tutte le altre nella politica del governo Monti: l'attitudine, figlia di supponenza ed arroganza, a trattare i cittadini come deficienti, inondandoli di chiacchiere e di bugie nella pretesa di poter far passare schiaffi e bastonate come abbracci e carezze.
Oltre il danno – una ostinata e incessante macelleria sociale che si è abbattuta sui ceti popolari sovrapponendosi a quella già attuata dai governi Berlusconi-Tremonti-Bossi – la beffa di sentirsi come cittadino preso per il culo.
E così rendere i licenziamenti più facili svuotando l'articolo18 diventa il modo per favorire l'occupazione, lo smantellamento progressivo – a colpi di miliardi di euro ogni due o tre mesi – di sanità, assistenza ai disabili, istruzione viene rappresentato come la realizzazione dell'equità, aver tramortito l'economia italiana aggravando la recessione, la disoccupazione, rendendo impossibile a molte imprese di sopravvivere, distruggendo il potere d'acquisto dei cittadini ed i loro risparmi (costituiti essenzialmente dalla proprietà della casa il cui valore si è deprezzato in un anno almeno del 20 per cento) per di più con effetti perversi sullo stesso bilancio dello Stato è presentato come la premessa per una crescita che renderà l'Italia più bella e superba che pria, la controriforma delle pensioni che ha precarizzato i vecchi e ristretto drammaticamente la possibilità di sostituire con nuovi assunti i lavoratori collocati a riposo è prospettata come l'offerta di opportunità per i giovani (che pagano due volte: meno posti di lavoro, meno reddito per i propri genitori e nonni su cui si fondano, nella condizione di precarietà in cui si trovano, i residui margini di benessere di cui godono).

DOSSIER: “IL PORTAFOGLIO DEI PARLAMENTARI”



“NON PER SOLDI… MA PER DENARO!”

LA POLITICA?
IL “MESTIERE” PIÙ ANTICO DEL MONDO…

“Cosa vorresti fare da grande?”
Chi di noi, almeno una volta nella vita, non ha avuto posta questa domanda?
C’è da scommettere che presto la professione più ambita diverrà quella politica!
Quale altra attività “rende molto” in termini di guadagni e visibilità e “richiede poco” in termini di capacità e competenza???

“Non Per Soldi… Ma Per Denaro” era il titolo d’un celebre film del 1966.
Quale altro slogan descriverebbe meglio oggi le motivazioni, gli stimoli, le ambizioni che spingono i vari “Fiorito d’Italia” ad avvicinarsi alla politica?!


IL PARADOSSO ITALIANO?
STIPENDI “PIÙ BASSI” D’EUROPA E PARLAMENTARI “PIÙ PAGATI” DEL MONDO!

Quanto (ci) costano gli stipendi dei parlamentari?
Confrontando i guadagni dei nostri eletti con lo stipendio medio degli elettori, il risultato che emerge è “impressionante”: in nessun Paese europeo la distanza tra onorevoli e cittadini è così ampia!
In Italia un parlamentare guadagna fino a “6,8 volte di più” rispetto a un elettore medio!
Il guadagno “mensile” di un parlamentare è pari allo stipendio “annuale” di un operaio o impiegato!
Come non chiamare “Casta” una politica siffatta?!

 


LO SCANDALO ITALIANO?
DA NOI I PARLAMENTARI PIÙ “CARI” D’EUROPA!

La media Ue delle indennità dei membri delle Camere Basse si attesta sui 54.000 euro lordi annui (4.500 euro mensili).
L’indennità di un deputato italiano, invece, ammonta a “10.435 euro” lordi al mese (“125.220 euro” l’anno!).
Com’è possibile che un politico italiano guadagni “più del doppio” della media europea?
Fin quando potremmo permetterci “il lusso” di una classe politica così onerosa?!

Un semplice parlamentare -sommando le varie voci d’entrata- può arrivare a intascare mensilmente “19.217 euro” alla Camera, “17.628 euro” al Senato!
Ed è facile dimostrare come i parlamentari italiani, non solo percepiscano gli stipendi e i vitalizi più alti, ma beneficino anche di una serie di privilegi “unici” rispetti ai propri colleghi europei.

Mentre ogni italiano spende “27,15 euro” l’anno per mantenere il proprio Parlamento:
·                    in Francia ogni cittadino spende 8,11 euro (tre volte meno);
·                    negli Usa 5,10 euro (cinque volte e mezzo meno).
·                    in Inghilterra 4,18 euro (quasi sette volte meno);
·                    in Spagna soli 2,14 euro (dieci volte meno!).

Occorre assumere nuovi superconsulenti al Governo o chiedere ulteriori suggerimenti agli utenti del web per scoprire dove si annidano le più robuste “sacche di spreco” di denaro pubblico in Italia???

La politica -infastidita- risponde sempre con lo stesso mantra: “Questa è demagogia!”, “Ci siamo già messi a dieta…”, “Abbiamo ormai stretto la cinghia!”.
Ma quanto si è effettivamente alleggerito il portafoglio della politica?
Quanto la politica, per lungo tempo “famelica e ingorda”, potrebbe ulteriormente dimagrire?


P.S.:
Questo è solo un estratto del dossier “Non per soldi… Ma per denaro!contenente:
·                    alcuni dati “impietosi” sul costo spropositato dei nostri parlamentari;
·                    le promesse mancate ed i  “finti tagli” di questi anni;
·                    e proposte concrete per il contenimento dei costi della politica.


Cordialmente,
(Autore del blog “Panta Rei”)

martedì 9 ottobre 2012

I testimoni di giustizia abbandonati dallo Stato

L'ennesima vergogna italiana, l'ennesima diserzione dello Stato dalla lotta alla criminalità organizzata: il tradimento di quelle persone oneste (semplici cittadini e non criminali pentiti) che hanno deciso coraggiosamente di testimoniare contro le organizzazioni mafiose mettendo a rischio la propria vita e che sono stati abbandonati dai pubblici poteri al proprio destino.

Da www.you-ng.it l'intervista ad una testimone di giustizia:


Firma la petizione a tutela dei testimoni di giustizia

http://www.petizionionline.it/petizione/tutela-per-i-testimoni-di-giustizia/5...

Servizio Riprese e Montaggio a cura di Valeria Marchetti

Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=A2TSc1H0-Qg

lunedì 8 ottobre 2012

PONZIO PILATO ERA UN DILETTANTE


di Marigo Giandiego

La riflessione mi sovviene dagli avvenimenti riguardanti la corruzione al “Comune di Milano” sulle colonie infantili...una nota di sdegno, una di schifo.
Il pensare che la corruttela si spinga sino ai nostri piccoli, che si possa mercanteggiare anche sulla loro felicità, sulla loro salute e sulla loro felicità...purtroppo ormai non ci stupisce più nulla ed è forse questo il dato peggiore.
La riflessione quindi verte sull'arte della “politica tradizionale” di esulare dalle proprie responsabilità, nel gioco dell'Io non c'entro, passavo di qui per caso.
Non tocca e non riguarda l'attuale giunta", "il funzionario è stato dedicato ad altri incarichi all'inizio del nostro mandato", la risolve così Palazzo Marino auto-assolvendosi e tirando un sospiro di sollievo.
Il gioco, però, non è a stabilire se ti abbiano beccato o meno, ma a cambiare questo sistema, che questi giochi permette.
Quello dei "funzionari" è territorio delicatissimo.
Nello specifico, il funzionario in questione, ha un bel marchietto sulle spalle (che strano PDL) ma questo non può e non deve assolvere la politica.
È normale, politicamente accettabile e condiviso il fare tantissime "nomine" a fine mandato, ritenuto addirittura "indispensabile" in caso di dimissioni (vedi Polverini) per disseminare la strada della nuova giunta entrante di insidie e trappole.
Sono le astuzie della politica che costringono una giunta a caricarsi delle decisioni della precedente ed a pagarne il dazio.
Succede a Parma e si dà la colpa a Pizzarotti (tanto per cambiare), succede a Roma ed a Milano nelle regioni come nello Stato. La risposta, l'unica pertinente, sarebbe slegare le nomine dalla politica ed affidarle alla competenza alla trasparenza ed alla comprovata onestà, ma questo sarebbe cambiare la politica roba da populisti, anti-politici, arruffapopoli, ma sarebbe anche l'unica vera risposta.
L'unica vera riforma del sistema paese.
Non è così, però, anzi tutt'altro ed i partiti, chissà come mai, si arrendono all'ineluttabile, alla "necessità di sporcarsi le mani.
Fatto sta che è ritenuto normale che i funzionari di un comune, di una provincia o di una regione, quando non addirittura dello stato siano legati a fedeltà ad amministrazioni fantasma ed a poteri non eletti.
Il malcostume è endemico e scorre con il sangue degli italiani, fatto di raccomandazioni, conoscenze e di frasi fatte "se fossi al suo posto farei lo stesso" e questa "cultura dell'arrangiarsi" ci porta in diretta alla corruttela anche sulle colonie dei bambini, che non sottovalutatele, son soldi veri.
Non basta più tirare su le mani e dire "Son stati loro" oppure "È colpa della precedente amministrazione/governo".
Sono frasi con le quali si è costellata l'attività politica e le comunicazioni mediatiche d'ogni tempo, dall'invenzione della delega ad oggi. Le medesime frasi ripetute a nastro dal 46 (ed erano già una rielaborazione del periodo regio e del fascismo)
La strada è lunga e ci riguarda tutti, nei nostri comportamenti quotidiani, è la cultura della legalità, dell'onestà, della verità, ma questo, lasciatemelo dire...riguarda anche lo spirito.


martedì 2 ottobre 2012

No Monti Day. Tutte/i a Roma, piazza della Repubblica alle 14,30 il 27 ottobre

 


Tutte/i a Roma, piazza della Repubblica alle 14,30 il 27 ottobre

Siamo persone che lottano, organizzazioni sociali e sindacali, forze politiche e movimenti civili, e ci siamo assunti l'impegno di dare voce e visibilità alle tante e ai tanti che rifiutano e contrastano Monti e la sua politica di massacro sociale, dando vita il 27 ottobre a Roma a una giornata di mobilitazione nazionale, NO MONTI DAY.
Scendiamo in piazza per dire:
  • NO a Monti e alla sua politica economica che produce precarietà, licenziamenti, disoccupazione  e povertà, no alle controriforme liberiste, oggi e domani.
  • NO all'Europa dei patti di stabilità, del Fiscal Compact, dell'austerità e del rigore, che devastano da anni la Grecia e ora L'Italia.
  • NO all'attacco autoritario alla democrazia, no alla repressione contro i movimenti ed il dissenso,  no allo stato di polizia contro i migranti.
  • Sì al lavoro dignitoso, allo stato sociale , al reddito, per tutte e tutti, nativi e migranti.
  • Sì ai beni comuni, alla scuola e alla ricerca pubblica, alla salute e all'ambiente, a un'altra politica economica pagata dalle banche, dalla finanza dai ricchi e dal grande capitale, dal taglio delle spese militari e dalla cancellazione delle missioni di guerra, dalla soppressione dei privilegi delle caste politiche e manageriali, sì alla cancellazione di tutti i trattati che hanno accentrato il potere decisionale nelle mani di una oligarchia.
  • Sì alla democrazia nel paese e nei luoghi di lavoro, fondata sulla partecipazione, sul conflitto e sul diritto a decidere anche sui trattati europei.

domenica 30 settembre 2012

La vergogna del mausoleo al macellaio e criminale di guerra Rodolfo Graziani

127 mila euro di soldi pubblici è costato il mausoleo dedicato dal comune di Affile al macellaio e criminale di guerra Rodolfo Graziani ma questo ennesimo sperpero del denaro di tutti è l'aspetto meno grave di uno scempio in cui, come meritoriamente ci informa e denuncia Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, viene commemorato, in un Paese in cui ancora vige il reato di apologia del fascismo, colui che fu secondo lo storico Angelo Del Boca, massimo studioso di quel periodo, «il più sanguinario assassino del colonialismo italiano».
Succede tutto in un silenzio assordante e nell'indifferenza generale, sempre per citare Gian Antonio Stella: evidentemente la memoria storica non fa parte del DNA di questa Italia e commemorare un gerarca fascista è da considerarsi meno grave che pasteggiare ad ostriche e champagne con i soldi del finanziamento pubblico ai partiti. 


L'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta Legge Scelba, che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche». E' vietato perciò la ricostruzione del PNF e del Partito dei Nazionalsocialisti (ovvero quello Nazista). Ogni tipo di apologia è denunciabile con un arresto dai 18 mesi a 4 anni.

sabato 29 settembre 2012

Cercasi disperatamente leader per la Sinistra




Cercasi disperatamente leader per la Sinistra o se si preferisce per l'Alternativa alla dittatura liberista e del finanzcapitalismo incarnata in Italia dal suo plenipotenziario Mario Monti.
Età dai 35 ai 45 anni, preferibilmente donna, dotato di sufficiente carisma e prestigio per sparigliare – forte di un consenso e di una popolarità diffusi - i giochi e i giochini, frutto di egoismi e di ambizioni personali, dei vari capetti dell'opposizione, esterno ai partiti esistenti per non restarne intrappolato nei rispettivi veti. Segni particolari: onesto.
A me vengono in mente i nomi di Maurizio Landini, 51 anni sindacalista, Roberto Scarpinato, 60 anni magistrato antimafia e fine intellettuale, Milena Gabanelli, 56 anni giornalista – tutti a dire il vero oltre il range d'età ipoteticamente ideale per rappresentare una candidatura di vero cambiamento – ma mi auguro che in giro ce ne siano altri e magari di migliori a cui non ho pensato.
Ci sarebbe stato anche Luigi De Magistris, 45 anni ex magistrato ed ora sindaco di Napoli, che però ha deciso di saltare un turno e di riproporsi alla prossima occasione anche perché, al di là di ogni considerazione dietrologica, non poteva certo abbandonare l'incarico di primo cittadino della città partenopea dopo nemmeno due anni dall'elezione.
Mi rendo conto che puntare tutto sul leader sia una scorciatoia ed una semplificazione pericolosa, che non sia il percorso ottimale, politicamente corretto per la costruzione dell'alternativa rispettando gli ideali di scuola della sinistra e/o della politica 2.0: rifiuto del leaderismo, affermazione del principio che ciascuno vale uno, percorso condiviso e partecipato dal basso per l'elaborazione del programma politico e delle regole di organizzazione del soggetto politico (utilizzando le opportunità offerte dal web), coinvolgimento dei movimenti e delle associazioni di base e via discorrendo.
Ma non c'è più tempo come è scritto nel Manifesto fondativo del Soggetto Politico Nuovo (Alba) e, anche se tutte quelle 'norme' che ho sopra menzionato non fossero utopia e non si dovesse tornare alle logiche leniniste di organizzazione politica, le elezioni sono dietro l'angolo.

venerdì 28 settembre 2012

La vita fatta di priorità, Giavazzi & Alesina e lo Stato sociale

La vita è fatta di priorità: così dice o diceva (non so se viene ancora trasmesso) l'ammiccante spot del gelato Magnum Algida.
E lo stesso vale per la politica e l'economia.
L'economia è, dovrebbe essere, l'impiego di risorse scarse per la soddisfazione dei bisogni umani e dunque impone sempre delle scelte su quali necessità sia opportuno privilegiare e quali altre considerare secondarie. E la politica, in quanto governo della società, si fonda anch'essa sul dovere di individuare gli obiettivi da perseguire prioritariamente, in un contesto definito da un lato dalle risorse disponibili e dall'altro dai principi e valori etici su cui si fonda la convivenza civile e che definiscono il bene comune.
Per l'ineffabile duo Giavazzi e Alesina la priorità è la crescita ed in funzione di questa, come scrivono nel loro ultimo editoriale di domenica 23 settembre sul Corriere della Sera, bisogna ridurre le spese dello Stato sociale – pensioni, sanità, scuola pubblica – per diminuire il fabbisogno finanziario pubblico e dunque le tasse e con ciò favorire la crescita.
Concetti già espressi da Mario Draghi: lo Stato sociale europeo è morto perché costa troppo mantenerlo a causa delle trasformazioni demografiche che si sono verificate in Europa ed anche in Italia. Troppi vecchi a cui pagare le pensioni e per troppo tempo, troppi vecchi da curare e i vecchi hanno bisogno di maggiori e più costose cure.
Ora intanto è tutto da dimostrare che un Paese che lasci campo libero al far west sociale (meglio la Germania e i Paesi scandinavi fondati sul welfare o gli Stati Uniti?) e comunque sulla liberazione delle dinamiche del mercato anziché sull'intervento pubblico, secondo le teorie keynesiane, sia più idoneo a favorire la crescita o quantomeno una crescita virtuosa. Ma soprattutto la crescita, concetto discusso e discutibile per chi apprezza Maurizio Pallante e Paolo Cacciari ma contestato, addirittura oltre quarant'anni fa, anche da Robert Kennedy (cfr. il video aggiunto alla fine del post), non può essere in sé considerato il fine ultimo di un consesso sociale. Al massimo può essere definita un mezzo o una condizione per incrementare la ricchezza materiale collettiva da redistribuire eventualmente in base ai principi che si ritengono equi e per consentire di far fronte alle funzioni fondamentali dello Stato e tra queste appunto le pensioni, la scuola e la sanità.

sabato 22 settembre 2012

La Polverini e quer pasticciaccio brutto di Via della Pisana




Quali riflessioni suscita l'ultimo caso di politici colti con le mani nella marmellata, il 'disinvolto' utilizzo dei finanziamenti erogati dalla Regione Lazio – milioni di euro – al gruppo consiliare del PDL a causa del quale ne è stato posto sotto inchiesta l'ex capogruppo Fiorito detto “er Batman”?
Anzitutto che nonostante ci abbiano raccontato che l'Italia era sull'orlo del baratro e che per salvarci era necessario adottare misure da economia di guerra, provocando la più grave recessione dal 1945 ad oggi e bombardando welfare e diritti sociali, la stragrande maggioranza del ceto politico ha continuato a gozzovigliare alle nostre spalle, utilizzando a fini privati i soldi del finanziamento pubblico ai partiti e continuando a percepire retribuzioni sproporzionate per lo svolgimento di cariche elettive, ad arricchirsi con la corruzione, a sperperare il denaro pubblico per favorire congiunti, amici, amanti, vecchi sodali attraverso consulenze, appalti e nomine nelle aziende pubbliche.
Dimostrando con ciò non solo il proprio infimo livello morale ma anche scarsa intelligenza, incapaci di muoversi pur nell'illegalità con un minimo di prudenza, di pudore, di truffaldina furbizia.
Questi soggetti – sono quelli che quando intervistati dalla Iene mostrano di non avere alcuna nozione di base della Costituzione, della storia, della geografia, delle questioni internazionali – si segnalano esclusivamente per la propria sguaiatezza, arroganza, ignoranza.
Se le teorie lombrosiane – individuare i soggetti predisposti ai comportamenti devianti e criminali in base ai propri tratti somatici - non fossero inaccettabili per il loro insito razzismo troverebbero sorprendenti conferme nelle facce di numerosi 'protagonisti' politici di questi tempi: Belsito, Fiorito, Scilipoti.
Andando indietro con la memoria solo negli ultimi anni ci troviamo di fronte ad un autentico stillicidio di inchieste giudiziarie per episodi di corruzione, di malversazione, di tradimento dello spirito di disciplina e onore che deve ispirare chi svolge funzioni pubbliche: dall'inchiesta sull'urbanistica contrattata a Firenze con coinvolgimento di Ligresti e dell'ex assessore piddino di Firenze Graziano Cioni a quella sulla sanità publiese, dallo scandalo della protezione civile (con annesso appartamento di Scajola pagato da qualcuno a sua insaputa) al caso Penati, Delbono, la P3, la P4 e Alfonso Papa, Milanese, Lusi il tesoriere della Margherita che ha tenuto per sè o trasferito ad altri gran parte dei finanziamenti destinati ad un partito morto e defunto, Belsito che faceva altrettanto insieme ai membri del 'cerchio magico' di Bossi con i finanziamenti alla Lega, Formigoni e la sanità lombarda.