"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

lunedì 5 ottobre 2009

Il tema del giorno - Gli attacchi di Di Pietro a Napolitano

In primo piano le esplicite e durissime accuse rivolte dal leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a seguito della promulgazione dello scudo fiscale, il condono per coloro che hanno esportato capitali all'estero, approvato dalla destra berlusconiana.

Del ruolo di Napolitano, del suo interesse a che non venga smascherata la sempre meno credibile finzione democratica e della pretesa di poter recitare, senza problemi e grattacapi, il ruolo di comprimario assegnatogli nella fiction politica italiana, nel serial 'Un posto al sole costituzionale', riconducendo la propria funzione esclusivamente al pronunciare discorsi retorici e a presenziare le commemorazioni di eroi ed intellettuali del passato, preferibilmente risorgimentale, senza entrare nel merito delle grandi questioni che investono il rispetto della Legge Fondamentale dello Stato, invito alla lettura dei precedenti brillanti post pubblicati su questo blog

http://veritaedemocrazia.blogspot.com/2009/10/napolitano-la-coerenza-e-la.html
http://veritaedemocrazia.blogspot.com/2009/10/giorgio-napolitano-il-garante.html


L'attacco frontale a Napolitano suscita però altre riflessioni su Di Pietro e l'Italia dei Valori. Sulla volontà di riaffermare la propria leadership da parte dell'ex magistrato, sulle dinamiche interne a quel partito, che vede l'emergere di una figura di primo piano come De Magistris, e a quell'area di opposizione radicale che comprende appunto l'IDV, il movimento di Grillo ed il gruppo di giornalisti e intellettuali che si raccoglie intorno a Il Fatto e a Micromega. La rottura quasi definitiva che fa Di Pietro nei confronti non solo della Presidenza della Repubblica ma anche delle altre forze parlamentari di opposizione, lascia pensare che ormai dia per acquisita la necessità di correre da solo, in alleanza con le forze più radicali (anche Rifondazione Comunista?), alle prossime elezioni regionali mentre il PD muove deciso verso l'alleanza con l'UDC ed il progetto di un governo del Presidente, di cui oggi parla esplicitamente Francesco Rutelli, che metta insieme Fini, Casini e il probabile futuro segretario del PD Bersani.

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