"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

sabato 30 maggio 2015

La Commissione Antimafia: Vincenzo De Luca è un impresentabile



E' assolutamente sbagliato ridurre la politica ad una questione di legalità che è cosa ben diversa dalla giustizia. Coloro che maggiormente si sono accaniti con ferocia contro il popolo italiano negli ultimi anni - Napolitano, Monti, la Fornero, Renzi, Marchionne - a quanto risulta hanno la fedina penale pulita. Legalità non coincide con il buon governo e non necessariamente ha a che fare con la soluzione dei problemi sociali.
Ma la questione degli impresentabili - coloro che sono stati candidati nonostante siano stati condannati in via non definitiva o inquisiti per reati contro la pubblica amministrazione o il patrimonio o addirittura per rapporti con la criminalità organizzata - non è un semplice dettaglio.
E' la condizione minima per l'agibilità delle istituzioni: come chiedere che un medico o un ingegnere o un professore siano laureati o che un autista di un mezzo pubblico non abusi dell'alcool e non faccia uso di droghe.
Se si è scelto di pagare un alto prezzo di immagine nel candidarli è perché costoro, con le proprie relazioni e la propria popolarità sul territorio, portano voti. E ciò presuppone che in qualche modo dopo la consultazione elettorale, anche se non eletti, dovranno essere "retribuiti". Il fatto che anche il Partito Democratico di Renzi e non solo le coalizioni costruite da Forza Italia non abbia potuto fare a meno di includere nelle proprie liste tali personaggi - a partire ovviamente da Vincenzo De Luca, lo sceriffo di Salerno - è emblematico della mission che si è attribuito il parolaio fiorentino: accumulare ad ogni costo più potere possibile per realizzare il programma del grande capitale internazionale.
E dunque il 31 maggio, per allargare la crepa che sta incrinando la debole costruzione del regime renziano, bisogna andare a votare per sconfiggere i candidati del PD.
L'elenco degli impresentabili indicati dalla Commissione parlamentare Antimafia guidata da Rosy Bindi
da Il Fatto Quotidiano
Lista con sorpresa per il Partito Democratico. Nell’elenco dei 16 nomi la lista dei candidati “impresentabili” alle elezioni regionali del 31 maggio, resa nota dalla Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Rosy Bindi, c’è anche quello di Vincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alla presidenza della Campaniasul quale pende la spada di Damocle della legge Severino. Una sorpresa per il Pd, e in primis per Matteo Renzi che nei giorni scorsi prevedeva all’unisono con il vicesegretario Lorenzo Guerini: “Nessuno del Pd tra gli impresentabili”. “Mai visto dibattito così autoreferenziale e lontano dalla realtà – scriveva ancora questa mattina il premier nella sua Enews – nessuno di loro verrà eletto”. “Denuncio la Bindi per diffamazione“, la prima reazione di De Luca, che sfida la presidente della commissione Antimafia a “un dibattito pubblico per sbugiardarla”, fanno sapere dal suo staff. Sul versante opposto della barricata, quella del centrodestra, il candidato alla presidenza della Regione Stefano Caldoro ha fatto sapere di aver chiesto “personalmente” un passo indietro a uno dei candidati giudicati impresentabili, Francesco Plaitano: “Il punto – dice Caldoro – è che di fronte a reati di mafiacamorra non bisogna avere alcuna titubanza”. Quindi su De Luca: “E’ ineleggibile. La sua è una candidatura contro la legge, oltre la legge”.
Impresentabili in Campania: c’è anche Sandra Mastella
Secondo la Commissione, che ha presentato i risultati del proprio lavoro in una conferenza stampa poco dopo le 14,30 al termine dell’Ufficio di presidenza e della seduta plenaria della Commissione, sono 13 e tutti campani i candidati impresentabili alle Regionali, oltre ai 4 pugliesi i cui nomi sono trapelati nei giorni scorsi. Ecco i nomi: il candidato presidente del Pd Vincenzo De Luca, Antonio Ambrosio di Forza Italia, Luciano Passariellodi Fratelli d’Italia, Sergio Nappi di ‘Caldoro presidente’,Fernando Errico di Ncd, Alessandrina Lonardi di Forza Italia,Francesco Plaitano di Popolari per l’Italia, Antonio Scalzone eRaffaele Viscardi entrambi di Popolari per l’Italia, Domenico Elefante di Centro democratico-Scelta civica, Carmela Grimaldi (che, come De Luca, ha annunciato di voler denunciare per diffamazione i componenti dell’Antimafia) della lista Campania in rete e Alberico Gambino della lista Meloni Fdi. Tra questi, dunque, ci sono anche il candidato del centro sinistra in Campania, sulla cui candidatura pende la spada di Damocle dellalegge Severino, e Sandra Lonardo, moglie dell’ex ministroClemente Mastella. “Si sa benissimo per quale motivi sono stati inseriti nelle liste – ha spiegato la presidente della Commissione – perché portano voti, forse proprio perché sono impresentabili”.Non c’è più invece Biagio Iacolare dell’Udc che in un primo momento era stato iscritto tra i “casi di prescrizione per reati rientranti nel codice di autoregolamentazione con giudizio ancora pendente”, ma solo perché la Cassazione non aveva ancora registrato la sentenza finale.
De Luca “impresentabile” per le accuse di concussione e truffa
La vicenda per la quale Vincenzo De Luca è stato inserito nella lista dei cosiddetti “impresentabili” risale al 1998 e riguarda un’inchiesta della Procura di Salerno incentrata sulla richiesta di cassa integrazione per circa 200 operai dell’ex Ideal Standard. Secondo l’accusa, la cassa integrazione fu sollecitata dallo stesso De Luca inassenza dei presupposti di legge. Un altro filone dell’inchiesta è relativo alla richiesta degli oneri di urbanizzazione ad alcuni imprenditori interessati alla realizzazione di una struttura sempre nella zona orientale della città. Il rinvio a giudizio per De Luca e per altri 46 imputati è arrivato nel 2008. I reati contestati all’ex primo cittadino di Salerno sono di concussione (in relazione alla richiesta degli oneri di urbanizzazione) e di truffa (per la concessione della cassa integrazione). Lo stesso De Luca, che più volte nel corso degli anni ha commentato la vicenda, ha rinunciato alla prescrizione “relativamente ai delitti per i quali era maturato il relativo decorso”.
Tutti i reati degli altri impresentabili
Antonio Agostino Ambrosio (lista Forza Italia, candidato Caldoro) è stato condannato per concussione (reato poi estinto per patteggiamento) e è in attesa di giudizio per tentata concussione; Luciano Passariello (lista Fratelli d’Italia, Caldoro presidente)rinviato a giudizio per impiego di denaro, beni o utilità diprovenienza illecita aggravato da abuso dei poteri d’ufficio); Sergio Nappi (consigliere regionale uscente, candidato nella lista Caldoro presidente) rinviato a giudizio per tentata concussione; Fernando Errico (lista Ncd Campania popolare, Caldoro presidente) ha pendenti due processi per concussione e per concussione continuata in concorso; Alessandrina Lonardo (Forza Italia, Caldoro presidente), la moglie di Clemente Mastella ha un processo pendente in fase di giudizio per concussione; FrancescoPlaitano (di Popolari per l’Italia, Caldoro presidente) imputato per ruolo direttivo in associazione mafiosa e condannato in primo grado per estorsione, pende l’appello; Antonio Scalzone (di Popolari per l’Italia, Caldoro presidente) processato per associazione mafiosa; Raffaele Viscardi (Popolari per l’Italia, Caldoro presidente) rinviato a giudizio per corruzione e abuso d’ufficio; Domenico Elefante (Centro democratico-Scelta civica, Caldoro presidente) condannato in 1° e 2° grado per concussione, reato prescritto; Carmela Grimaldi (lista Campania in rete, candidato presidente De Luca) rinviata a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa e partecipazione ad associazione finalizzata a traffico di stupefacenti, accuse da cui è stataassolta ma contro cui pende un processo d’appello proposto dalla procura generale della Corte d’appello di Salerno; Alberico Gambino (lista Meloni-Fratelli d’Italia) condannato per concussione, giudizio contro cui pende l’appello.

domenica 10 maggio 2015

Il brutale cambiaverso di Renzi




Non so quanti abbiano consapevolezza del cambiamento decisivo in atto nel nostro Paese.
Il passaggio epocale che stiamo vivendo si sostanzia nell'insieme delle riforme renziane: l'Italicum e le modifiche costituzionali, lo Sblocca Italia, il Jobs Act, la Buona Scuola, le privatizzazioni di ciò che resta dell'economia pubblica in particolare nei servizi pubblici locali, la pubblica amministrazione, l'ulteriore e insostenibile riduzione di risorse destinate al welfare. Si aggiungano lo shopping di importantissime fette dell'industria nazionale da parte di investitori esteri ed il TTIP. Il renzismo completa così la trasformazione dell’Italia da Repubblica fondata (almeno idealmente) sul lavoro in Regime fondato (anche sul piano delle sovrastrutture giuridiche) sul profitto.
Il risultato è una società gerarchizzata e autoritaria, fondata sulla competizione selvaggia di tutti contro tutti e sull'esclusione dei più deboli, senza garanzie e diritti per nessuno ed un'economia totalmente colonizzata e dipendente dal capitale sovranazionale.

giovedì 30 aprile 2015

Con l'Italicum cala il sipario sulla finzione della democrazia italiana



Renzi il Duce by Luca Peruzzi

L'approvazione dell'Italicum, la legge elettorale truffa di Renzi, un vero e proprio colpo di Stato, produce paradossalmente anche un effetto positivo: squarciare il velo di menzogna e di ipocrisia che avvolge il sistema politico italiano.
Nel Paese della Costituzione più bella del mondo – Costituzione mai applicata nei suoi principi fondamentali della sovranità del popolo, del diritto al lavoro, dell'uguaglianza sostanziale dei cittadini condizione indispensabile per la partecipazione alla definizione del bene pubblico, della laicità dello Stato – la democrazia non è mai esistita.
Nei settant'anni che vanno dalla fine della guerra ad oggi i governi li hanno scelti a Washington e poi anche a Bruxelles e Francoforte, li hanno eletti le mafie, il Vaticano, il potere economico e finanziario del grande capitale. Il consenso lo si è ottenuto attraverso il voto di scambio, il clientelismo, la corruzione, i brogli elettorali, l'intimidazione mafiosa, l'indottrinamento religioso, il condizionamento delle menti e il travisamento della realtà realizzati attraverso giornali e televisioni. Quando il Partito Comunista si è avvicinato alla possibilità di conquistare la guida del governo si sono progettati colpi di stato e sono stati scatenati terrorismo e stragi.

domenica 26 aprile 2015

Quanti disoccupati in meno nel 2015?




Nell'annuncio del Ministero del Lavoro di un saldo positivo, tra cessazioni e attivazioni, di 92.000 contratti di lavoro nel mese di marzo vi è implicitamente un doppio messaggio: il jobs act funziona e proiettando i dati del solo mese di marzo per tutto il resto dell'anno si può confidare in un sensibile aumento dell'occupazione nel 2015. Questo è quanto è stato dato in pasto all'opinione pubblica (con i più che leggono solo i titoli degli articoli e non approfondiscono quanto vi è contenuto) a cui ha aderito in qualche modo, definendolo "segnale incoraggiante", anche il Presidente Mattarella.
La realtà è però che ancora non sono disponibili, come ricorda il Presidente dell'Istat, i dati complessivi sul lavoro attraverso cui poter esprimere valutazioni e giudizi e fondare, nel caso, speranze.
Che l'occupazione possa aumentare in modo significativo (rispetto alla tragedia della mancanza di lavoro che riguarda milioni di persone) nell'anno in corso è in effetti qualcosa che è fuori da ogni previsione, nonostante si sia in presenza, secondo gli economisti che aderiscono all'ideologia liberista, delle condizioni ideali per la crescita: liberalizzazioni delle norme sul lavoro, basso prezzo del petrolio, bassi tassi di interesse, ampia liquidità assicurata al sistema economico dal Quantitative Easing della Bce di Draghi (e mettiamoci dentro pure l'Expo che con tutti i soldi sperperati dallo Stato e tutte le mazzette pagate qualche risultato per i consumi e il turismo dovrà pure conseguirlo). Il Documento di Economia e Finanza indica appena qualche decimale di punto di miglioramento per l'occupazione.
Al più si stanno trasformando i contratti: da quelli esplicitamente precari in quelli nominalmente stabili (in cui però il datore di lavoro può licenziare in qualunque momento il proprio dipendente con il pagamento di una modesta indennità). E lo si sta facendo a spese della collettività (8000 euro l'anno il costo della decontribuzione per ogni nuovo assunto).

domenica 19 aprile 2015

Il modello americano. Un promemoria per Renzi.

Renzi l'amerikano by Luca Peruzzi

La passerella mediatica dal Presidente degli Stati Uniti è un rito a cui nessuno dei nostri Presidenti del Consiglio vuole rinunciare. Si tratta evidentemente di incontri che non hanno alcun valore politico, non c'è alcuna trattativa da svolgere. Siamo di fronte soltanto all'udienza concessa dall'Imperatore ad uno dei propri vassalli nella quale questi confermano la propria fedeltà ricevendone in cambio una qualche legittimazione ed un qualche credito da spendere presso l'opinione pubblica italiana. 
La litania delle dichiarazioni che accompagna questo rito è sempre uguale (come documenta con la consueta precisione Marco Travaglio): attestati di stima e fiducia, il riconoscimento degli "straordinari sforzi" fatti per rinnovare e riformare l'Italia, l'esaltazione servile della stampa nazionale.
Immagino così che anche altri Presidenti del Consiglio, come Renzi, abbiano definito gli Stati Uniti "il nostro modello" però credo che su questa affermazione, peraltro pienamente coerente con gli atti politici dell'amico di Marchionne e Farinetti, valga la pena di riflettere richiamando qualche dato.

giovedì 16 aprile 2015

Il DEF di Renzi e l'occupazione che non c'è

Lasciando da parte la trovata elettoralistica del "Tesoretto" e le bugie di Renzi sulla diminuzione delle tasse, quello che più colpisce dalla lettura dei numeri del Documento di Economia  e Finanza è l'encefalogramma piatto per ciò che attiene l'occupazione.

Di fronte alla tragedia del lavoro che non c'è, né per i giovani né per gli ultraquarantenni o cinquantenni, al Sud evidentemente molto peggio che al Nord, le previsioni (le speranze, gli auspici peraltro tutti da dimostrare e concretizzare) di Renzi e Padoan indicano una riduzione della disoccupazione dello zero virgola qualcosa per ciascuno dei prossimi anni. Le fantasmagoriche riforme, il "cambia verso", le promesse di far tornare l'Italia "protagonista" in Europa e nel mondo, la cancellazione dei fondamentali diritti del lavoro (con il jobs act) operate dal parolaio fiorentino producono dal 2015 fino al 2019 una misera riduzione del tasso di disoccupazione dell'uno virgola quattro per cento.

Rispetto cioè ai circa tre milioni di disoccupati "ufficiali" quello che ci aspetta nei prossimi cinque anni sono in totale 30-50 mila posti di lavoro in più (e non entriamo qui nel merito della qualità e delle retribuzioni dei nuovi lavori).

Poi ovviamente se questo non è sufficiente per dire basta all'inganno dell'austerità, delle "riforme" strutturali, del liberismo quale unico modello economico possibile, dei bugiardi che si succedono al potere, davvero non c'è nulla da fare.





domenica 12 aprile 2015

Un appalto su tre è illegale e nel Sud crollano i viadotti autostradali

Viadotto Scorciavacche



Il rapporto annuale della Guardia di Finanza fornisce, attraverso i dati delle proprie inchieste che si aggiungono alle relazioni della Corte dei Conti e alle statistiche di Banca d'Italia e Istat, un'ulteriore conferma che l'Italia è sommersa da un mare di illegalità: un appalto su tre di quelli su cui si è indagato è risultato illegale. E' sufficiente del resto la lettura della cronaca quotidiana delle inchieste giudiziarie - Expo, Mose, Tav, Grandi Opere, Mafia Capitale e via discorrendo fino al più piccolo dei comuni - per avere un'idea esaustiva della questione.
Esiste, a dire il vero, anche chi considera mafie, corruzione ed evasione fiscale un falso problema, un fatto fisiologico comune a tutti i Paesi del mondo che viene usato come specchietto per le allodole per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dal vero grande crimine: la rinuncia da parte dello Stato al potere di stampare moneta. Ma certamente, al di là di ogni discussione sull'euro e sulla perduta sovranità monetaria (e tanto più in tempi di spending review ogni euro rubato o sprecato nell'attività della pubblica amministrazione diventa ancora più inaccettabile), è impossibile non vedere quale cancro e quale tragico fattore di distorsione della vita politica, economica, sociale del nostro Paese, anzitutto del suo stesso tessuto civile e morale, rappresentino le centinaia di miliardi sottratti alla collettività da corruzione, evasione fiscale e dall'economia criminale e illegale in generale. Appalti inquinati dalla corruzione si traducono in lavori inutili o mai conclusi o malfatti: non possono essere considerati casuali i crolli dei viadotti verificatisi negli ultimi mesi (il viadotto Scorciavacche, la campata sulla Salerno-Reggio Calabria, il pilone dell'autostrada Palermo-Catania).

mercoledì 8 aprile 2015

Crisi: suicidi raddoppiati in 3 anni. Reddito minimo garantito subito!




Papa Francesco definisce il capitalismo l'economia che uccide. Ed è veramente così. Questa economia uccide le persone negando i diritti fondamentali: la garanzia di una rete di protezione e di un reddito dignitoso per tutti, una casa, la possibilità di curarsi. Uccide obbligando ad accettare lavori pericolosi e rinviando l'età della pensione finché non ce la fai più e schiatti. Uccide con l'inquinamento. Uccide spingendo alla disperazione le persone a cui non viene più concessa nemmeno la speranza e la fiducia in un futuro migliore. I dati sui suicidi sono inequivocabili. E tutto ciò rende non più rinviabile l'adozione di un reddito minimo garantito: una misura umanitaria irrinunciabile come soccorrere una persona che sta annegando o curare in un pronto soccorso chi è colpito da infarto o ictus. 



http://www.campagnareddito.eu/firma/

PS A chi criticherà la citazione del Papa evidenziando l'ipocrisia ed il ruolo di sostegno al potere della religione e del Vaticano rispondo così: tutto vero ma che oggi ci sia qualcuno, ascoltato da milioni di persone e non censurabile dai TG, che dica certe cose e così facendo metta in discussione e apra delle crepe nell'ideologia dominante del capitalismo e del liberismo a me sembra straordinariamente importante. Poi è evidente che la rivoluzione non la farà né il Papa né la Chiesa cattolica: il mondo ,lo dobbiamo cambiare noi che siamo le vittime di questo sistema economico.

lunedì 6 aprile 2015

Renzi, basta con le frottole: aumento delle tasse o tagli di spesa sono ugualmente sacrifici per i cittadini


Renzi Fottemos by Luca Peruzzi


Nella neolingua renziana (si veda al riguardo l'intervista del giorno di Pasqua al Messaggero), perfettamente in linea con la vulgata neoliberista, la riduzione della spesa pubblica significherebbe chiedere sacrifici alla politica.
In ballo c'è ora la cosiddetta clausola di salvaguarda prevista (in base agli antisociali dogmi dell'austerità) per i prossimi anni: qualora non si riuscissero a soddisfare i vincoli di bilancio previsti in sede europea si dovrebbero aumentare le aliquote dell'IVA incidendo ancora nella carne viva dei cittadini e deprimendo ulteriormente i consumi.
Presentare la riduzione della spesa pubblica, cioè meno stanziamenti per Ministeri ed Enti Locali come condizione per evitare l'aumento dell'IVA, quali sacrifici chiesti alla politica ed ai politici anziché ai cittadini è un diabolico capolavoro della comunicazione renziana: e chi potrebbe essere contrario a colpire e punire la "casta"?
La realtà è però completamente diversa per quanto sia difficile farla accettare dal senso comune. Il finanziamento pubblico ai partiti e le retribuzioni ai politici, anche laddove possano essere considerate moralmente esecrabili, sono quantitativamente poca cosa rispetto al bilancio complessivo dello Stato e dunque i tagli (eventuali) possono ben poco; i risparmi derivanti da maggiore efficienza, riduzione degli sprechi e lotta alla corruzione sono un miraggio tenendo conto del sistema politico-imprenditoriale-clientelare-criminale-mafioso che governa l'Italia. Di esso la maggioranza renziano-berlusconiana è parte integrante e la cronaca giudiziaria ci propone quotidianamente esempi di come sia strutturalmente radicato e operante. 

domenica 29 marzo 2015

Landini, la Sinistra, l'Alternativa




Se la Sinistra rappresenta la visione politica nella quale il bene comune e la soddisfazione dei bisogni materiali delle persone non vengono realizzati spontaneamente dal mercato, dall'impresa privata, dal primato del profitto individuale ma richiedono l'intervento pubblico nell'economia ed il controllo sociale e collettivo dei mezzi di produzione, l'elemento essenziale da cui far partire per analizzare lo stato attuale e le prospettive della Sinistra è la consapevolezza che questa visione è oggi largamente minoritaria e invisibile alla maggioranza dei cittadini.
Il punto fondamentale è come restituire alla Sinistra una dimensione di massa: come afferma Stefano Rodotà le idee diventano forti quando sono forti nella società. Tutto il resto viene dopo. Ogni giudizio e valutazione sul progetto di Coalizione Sociale della Fiom di Maurizio Landini non può dunque non tenere conto di questa premessa, a mio avviso, indispensabile.  

martedì 24 marzo 2015

Veneto. Anche SEL e i Verdi vanno dall'estetista


Ci chiediamo sempre perché in Italia non ce la fa proprio a nascere un soggetto politico unitario della Sinistra, magari con il 5 per cento dei voti ma decoroso e dignitoso, in grado di camminare a testa alta e di tenere la schiena dritta, e di candidarsi a governare per rendere questo Paese più giusto e civile quando ce ne saranno le condizioni. Ebbene la decisione di SEL e Verdi, due pezzi di una ipotetica Sinistra Unita, di allearsi in Veneto con la renziana Moretti spiega molte cose. In soldoni: SEL e Verdi sputano quotidianamente fuoco e fiamme contro la "svolta autoritaria" di Renzi (Italicum e rottamazione della Costituzione), la prosecuzione delle politiche antisociali di austerità, lo Sblocca Italia, il Jobs Act, la "Buona Scuola", le modalità di salvataggio dell'Ilva, trivellazioni, inceneritori, grandi opere e tutte le porcate che questo governo ci sta propinando e poi vanno a sostenere un candidato del PD che se vincesse contribuirebbe a far dire a Renzi: "Avete visto? Sulle "riforme", sul Jobs Act, su economia, scuola, ambiente, ecc.ecc. gli italiani sono con noi!".

domenica 22 marzo 2015

Coalizione sociale. Perché credo che Landini abbia intrapreso la giusta direzione

Landini e Renzi by Luca Peruzzi


C'è un tema, sul quale su questo blog ho provato talvolta a cimentarmi come ad esempio qui e qui, che dovrebbe stare in cima ai pensieri di chi vuole ricostruire in Italia un progetto non marginale di Alternativa di Sinistra (o comunque la si voglia chiamare) cioè un progetto fondato su di una visione di società egualitaria e che consenta a tutti gli individui di vivere liberi dal bisogno. E' il tema della cultura dominante, del senso comune prevalente, del pensiero unico liberista che viene bombardato ad ogni ora del giorno e della notte da tutti i media di regime e sul quale la maggior parte delle persone costruisce la propria interpretazione del mondo, giudica gli accadimenti, esprime la propria preferenza politica ed il proprio voto.
Possiamo pensare tutto il male possibile (per alcuni di questi a ragione, per altri no) dei Bertinotti, dei Vendola, dei Ferrero, degli Ingroia e via discorrendo ma nessuno può pensare che gli scarsi risultati elettorali della Sinistra dipendano solo dai loro errori e dal fatto che siano peggiori di chi ha governato negli ultimi anni e governa oggi l'Italia - i Berlusconi, i Monti, i Renzi - o di chi comunque riesce a mantenere un ruolo e un consenso rilevanti (Salvini e la Lega tanto per citare dei nomi).
La verità è che ormai tutti o quasi tutti sono convinti che esiste solo il mercato, che la ricchezza e il lavoro possono essere creati solo dalle imprese private, che lo Stato e il Pubblico sono l'inefficienza e lo spreco mentre il privato è in grado di fornire alla collettività beni e servizi migliori e a prezzi più convenienti, che la competizione tra gli individui è il destino dell'umanità, che gli immigrati ci rubano il lavoro e vengono per delinquere, che il debito pubblico è il male assoluto e dipende dal fatto che abbiamo vissuto per decenni al di sopra delle nostre possibilità.
In questo contesto culturale non c'è spazio per ciò che intendiamo autenticamente come Sinistra. Lo stesso schieramento legalitario e anti-casta (Travaglio, Grillo) - pur focalizzando l'attenzione su aspetti fondamentali e ineludibili quali corruzione, malaffare, mafie - è parte del senso comune e della cultura dominante: c'è un mercato da rendere più efficiente e trasparente non un mercato inadeguato in sé a regolare la vita sociale.