"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

lunedì 28 dicembre 2009

Letture consigliate - 28 dicembre 2009

Porpore, cappucci e coppole

Al Qaeda nel Sahara. Gli ostaggi italiani

Il treno austro-tedesco che sfida il monopolio Trenitalia

Manovra finanziaria, i dubbi della Corte dei Conti

L'UDC e le prossime elezioni regionali

La nuova giunta Lombardo in Sicilia: sarà appoggiata anche dal PD ?

La terza industria del Paese: il gioco d'azzardo

Il racconto della Freedom Gaza March

27.12.09 IL CAIRO Prima manifestazione e assemblea generale
FREEDOM GAZA MARCH (del. Penisola e isole italiche)

di Alessandra Capone

Oggi domenica 27.12.09, 16.30 ora locale, la Gaza Freedoom March ha subito un primo concreto tentativo di oscuramento: circa 500 internazionali hanno subito il divieto di manifestare.
Avremmo dovuto navigare con le feluche sul Nilo manifestando contro il disumano trattamento che un milione e mezzo di palestinesi, rinchiusi nella più grande prigione a cielo aperto di Gaza, subisce a causa dell’assedio di Israele. Invece, siamo stati immediatamente cintati da un cordone di oltre 100 poliziotti in divisa ed in borghese che ci hanno costretto a restare immobili su un tratto di marciapiede, davanti al porticciolo occupato militarmente, oltre che controllato da gommoni della polizia fluviale.

lunedì 21 dicembre 2009

L'inciucio e i due ragazzi incorreggibili, Massimo D'Alema e Walter Veltroni

Che emozione! Che sorpresa! Ero convinto che dopo le dimissioni di Veltroni dalla segreteria del Partito Democratico non avremmo più assistito alle esibizioni del duo Massimo-Walter che per vent'anni hanno allietato il palcoscenico d'avanspettacolo della politica italiana. E invece no, i due ragazzi incorreggibili sono ancora insieme e lottano con noi.
D'Alema-Veltroni come Franchi-Igrassia o, forse ancor di più, come Vianello-Mondaini.
Ciccio Ingrassia-Massimo D'Alema recita il ruolo del serio, creando un surreale scenario politico, e Franco Franchi-Walter Veltroni scatena l'ilarità saltandogli in braccio alla parola soprassediamo.

Quali Vianello-Mondaini del centro sinistra, danno vita a continue scaramucce e dispetti reciproci, con le dichiarazioni dell'uno a contraddire quelle dell'altro.

sabato 19 dicembre 2009

Martina

Martina strinse i pugni, dispiegò le sue ali e volò alto.
Si staccò come un'aquila nel cielo e guardò tutto da lontano.
Vide la confusione e la mediocrità del mondo.
Tutto apparì piccino..

Sospesa nel vuoto, Martina raccolse l'aria come fosse manna.
Anche lassù erano forti i rumori del mondo e con lo sguardo penetrarva i pertugi dell'umano inganno.

Corse indietro e poi avanti.
Niente, la vanità ebbe il sopravvento e s'impose sovrana.

Ella precipitò, con le ali spezzate.
Umana, fece forza sulle sue gambe e sul suo corpo ancora intregro.

Si alzò in posizione eretta, guardò negli occhi i suoi deboli nemici.
S'immerse di nuovo nella storia, si confuse tra la folla e proseguì per la sua strada.

venerdì 18 dicembre 2009

L'aggressione a Silvio Berlusconi ed il nuovo costituente, Massimo Tartaglia.

Dopo l'indispensabile e convinta condanna dell'aggressione a Silvio Berlusconi, dopo la costernazione per le conseguenze fisiche derivate dall'incidente che lo ha coinvolto (come definire altrimenti l'accaduto? di certo non un atto di consapevole violenza politica essendone l'autore una persona, a quello che riferiscono le cronache, non in possesso della pienezza delle proprie facoltà mentali) muovendomi a tentoni nell'oscurità determinata dal denso polverone alzato dalla destra berlusconiana, provo a buttar giù alcune considerazioni.

Anzitutto credo sia da evidenziare il carattere 'provvidenziale' del gesto di Massimo Tartaglia: Berlusconi era ormai alle corde, stretto nella morsa di nemici occulti e palesi e degli ex amici Fini e Casini, ridotto a sproloquiare in un consesso internazionale come il congresso del Partito Popolare Europeo di congiura ai suoi danni da parte della magistratura e degli organi di garanzia costituzionale italiani, ovviamente dominati dai comunisti, e sorpreso a disegnare indumenti intimi femminili al vertice di Copenaghen.

martedì 15 dicembre 2009

Riflessione

di Renato Ribet

Vi è stato un attimo in cui ho provato pena e tristezza per la faccia insanguinata e tumefatta di Berlusconi, ma ero e resto fortemente antiberlusconiano per la sua politica elitaria economicamente e populista di facciata. Non sopporto la sua insofferenza nei confronti delle Regole, della Costituzione, del Parlamento, il suo pretendere di essere al di sopra della legge.
Da due giorni la destra cerca di criminalizzare l' opposizione (parlamentare e popolare) addossandole la "responsabilità morale" di quel gesto criminale.
Io ricordo, invece, come, all'indomani delle elezioni, un ragazzo è stato ucciso a botte (se ricordo bene a Verona) ed un altro pestato a sangue a Roma solo perchè avevano "abbigliamento e atteggiamento da persone di sinistra" e questi fatti sono avvenuti sicuramente perchè imbecilli di destra cercavano riscatto, sicuri della impunità avendo la maggioranza in Parlamento.

domenica 13 dicembre 2009

La parabola del giorno (di Santa Lucia)

Una voce flebile si inserì nel coro ubriaco d'entusiasmo per una guarigione che sapeva di miracoloso:
"Quando si ha un malessere ,quando si è sopraffatti dalla nausea fa bene vomitare, liberarsi da quello che abbiamo bevuto o mangiato e scegliere con cura prima di ingerire qualsiasi altra cosa.
Le pillole ,siano esse arancio, verdi o viola, fanno stare meglio, permettono di sentirsi forti. Ma possono causare illusioni di volo. Non dico di rimanere attaccati al letto, ma di assicurarsi che le ali non siano posticce e il volo non sia diretto verso il sogno di qualcun altro consumando forze ancora poco stabili.
Le infezioni portate appresso dai secoli non si sanano con una giornata all'aria aperta, tanto meno con le pillole viola.
I germi si combattono con la pulizia delle intenzioni, con la luce della consapevolezza. E se ci sono zone oscure, è li che continueranno a proliferare."

Aveva finito di parlare, ma pochi se ne erano accorti.
Non era né l'eletto, né l'unto, né un santo. Era uno qualsiasi.
"Chi ha orecchie per intendere intenda," aggiunse l'uomo cercando di darsi un tono perché gli occhi di tutti erano puntati sulle pillole di color viola, il rimedio che accendeva le speranze future.
Poi si allontanò.
Voleva guarire veramente.

sabato 12 dicembre 2009

La Conferenza di Copenaghen sul clima. E se ricominciassimo a parlare di socialismo?

Sono trascorse solo poche settimane dai festeggiamenti per il ventennale della caduta del muro di Berlino, l'evento simbolo del crollo del comunismo sovietico e dei suoi regimi satelliti, le terribili ed ottusamente burocratiche dittature ad esso legate.
La fine di quel mondo ha fornito l'occasione, come si usa dire, per buttare il bambino con l'acqua sporca, il sogno e gli ideali del socialismo insieme all'imperialismo russo.
Il PCI anziché mondarsi unicamente dal proprio peccato originale, il legame con la dittatura sovietica, ha rinnegato tutta la propria storia di lotta per la democrazia e per la liberazione degli esseri umani dallo sfruttamento, con l'obiettivo di accreditarsi, attraverso le progressive mutazioni della sua forma partito, come forza politica compatibile con le oligarchie di potere italiane e con gli Stati Uniti.
Nondimeno, con ineguagliabile senso dell'ironia, c’è ancora chi parla, almeno così fanno tuttora alcuni commentatori italiani, dell'egemonia culturale della sinistra quando invece la realtà italiana e mondiale è ormai dominata dal pensiero unico capitalista, l'identificazione assoluta del libero mercato quale il migliore, anzi l'unico, dei mondi possibili.

"CASA EUROPA": Convegno internazionale a Torino, 18-19 dicembre 2009






CASA EUROPA

Verso un nuovo modello di convivenza,
tra solidarietà e libertà
Convegno internazionale
Consiglio regionale del Piemonte – Palazzo Lascaris, Via Alfieri 15 (Torino)


Venerdì 18 dicembre 2009

ORE 15,00: “ATTUALITÀ E PROGETTUALITÀ DEL MODELLO EUROPEO”
Apertura dei lavori
Gianni Vattimo (Filosofo, Deputato al Parlamento europeo)
Relazioni
Umberto Morelli (Docente di Storia dell’integrazione europea, Università di Torino): “L’avanguardia europea, all’interno come all’esterno: il progetto politico e una nuova concezione della sicurezza”
Luciano Gallino (Sociologo, Università di Torino): “Riforma dell’architettura finanziaria: proposte non ortodosse per l’Unione europea”
Coffee break

ORE 16,30: “L’EUROPA CHE CI ATTENDE”
Relazioni
Sonia Alfano (Deputato al Parlamento europeo; diretta streaming): “Migliori e peggiori prassi: politica e giustizia, modello europeo e caso italiano”
Giorgio Schultze (Portavoce europeo della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, Movimento Umanista): “L’Europa rimossa: confini e conflitti. La chance del Mediterraneo”
Conclusioni di Antonio Di Pietro (Presidente dell’Italia dei Valori, Deputato al Parlamento italiano)
Dibattito

Sabato 19 dicembre 2009

ORE 9,00: “IL MODELLO EUROPEO TRA DIMENSIONE INTERNA E DIMENSIONE ESTERNA”
Relazioni
Mariacristina Spinosa (Consigliera Regionale del Piemonte): “L’Unione Europea come attore globale: politiche di sicurezza, democrazia e diritti umani”
Leoluca Orlando (Vicepresidente ELDR, Deputato al Parlamento italiano): “Identità e convivenza”
Dibattito e Coffee break

ORE 11,00: “LA SFIDA DELL’EUROPA”
Tavola rotonda
Gianni Vattimo (Filosofo, Deputato al Parlamento europeo)
Fernando Savater (Filosofo, Università dei Paesi Baschi)
Coordina Federico Vercellone (Filosofo, Università di Torino)
Dibattito
Ore 13,00: Chiusura dei lavori
***
La cittadinanza è invitata a partecipare
Organizzazione:
Segreteria di Gianni Vattimo in Italia
+39.338.1292352 +39.349.7841361
gianni.vattimo@europarl.europa.eu
http://www.giannivattimo.blogspot.com/
***
Cari amici,

È con vero piacere che invito voi tutti a partecipare a un convegno internazionale (con sede a Torino) da noi organizzato con il sostegno del gruppo Alde, l’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa, di cui l’Italia dei Valori e noi parlamentari europei eletti in quelle liste facciamo parte.
Si tratta di un convegno aperto (tutta la cittadinanza è invitata), di informazione e discussione sul tema del “modello europeo”. Il titolo “Casa Europa”, di gorbacioviana memoria, deriva da un articolo che scrissi per La Stampa il 31 maggio 2003, giorno nel quale (i tempi erano quelli dell’allargamento ai paesi dell’Est e della discussione sulla possibile costituzione europea) alcuni intellettuali europei (tra questi Habermas, promotore dell’iniziativa, Savater, Derrida, Eco, io stesso) pubblicavano, ciascuno su un grande organo di stampa del proprio paese, articoli ed editoriali sulla struttura e la vocazione “identitaria” dell’Unione europea a confronto con le istanze provenienti dal mondo della cultura e dalla società civile. Nel mio articolo discutevo questioni ancora di attualità, dall’allargamento alla Costituzione europea, dalla politica estera comunitaria alla “identità condivisa” eventualmente propria di quel progetto sempre in fieri (di una progettualità mai conclusa, per così dire) che è il processo d’integrazione europea.
Ci proponiamo allora, a sei anni di distanza, in occasione del Trattato di Lisbona e di una crisi economico-finanziaria senza precedenti, di riaggiornare quelle riflessioni, di pensare la specificità storica dell’Unione Europea e di valutare le potenzialità future del tanto declamato “modello europeo”. Un modello sempre (più) in bilico, per svariate ragioni; ma anche un modello che può tornare al centro della scena, quella continentale come quella internazionale, a patto che l’Europa riesca a compiere quel salto di qualità che in tempi ormai lontani, veri e propri alfieri del processo d’integrazione quali Altiero Spinelli invocavano per un futuro migliore, di pace, di convivenza libera e solidale. Quel salto di qualità che ancora oggi, l’Europa non ha compiuto, e che nell’attuale contesto globale, e forse è l’ultima occasione, è chiamata a compiere.
Ne discuteranno con voi, oltre al sottoscritto, intellettuali, militanti e rappresentanti politici che hanno a cuore il modello europeo, quello del passato, quello del presente e quello che verrà. Umberto Morelli, federalista, storico del processo d’integrazione europea, tratterà i temi dell’integrazione politica, e non solo economica, dell’Europa, nonché la novità rappresentata dal Trattato di Lisbona in tema di politica estera e di sicurezza comune, destinata a diventare una politica di solidarietà tra gli stati membri e di promozione dei diritti umani e dello sviluppo anche all’esterno. Un tema, quello dell’Europa come attore globale, sul quale tornerà Cristina Spinosa, consigliera regionale del Piemonte, impegnata dal basso, per così dire, a promuovere quelle stesse politiche delle quali l’Europa di Lisbona dovrà farsi protagonista sulla scena globale.
A Luciano Gallino, sociologo noto a voi tutti, spetta il compito di riflettere sulla riforma dell’architettura finanziaria internazionale, e sul contributo che un’Europa più coraggiosa, rispetto a quella che affronta timorosa i guasti della crisi economica e con maggior timore ancora le questioni dell’ordine economico internazionale, potrà dare alla risoluzione degli squilibri globali. Giorgio Schultze, portavoce della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, discuterà delle prospettive di un’integrazione più ampia e solidale, che coinvolga l’area mediterranea, e dei conflitti che in essa si svolgono, che l’Europa tende colpevolmente a lasciare ai suoi margini.
Sonia Alfano, deputata europea, tratterà il tema delle migliori prassi, uno dei cardini del modello europeo (almeno tale dovrebbe essere), e in particolare la questione dei rapporti tra politica e giustizia, facendo riferimento al triste caso italiano e al contributo che l’Europa può fornire per un’Italia che non solo non fa onore al continente, ma che anzi è in grado di minare alle fondamenta il processo stesso di coesistenza europea. Ad Antonio Di Pietro toccherà il compito di riflettere sull’”Europa che ci attende” (o forse non ci attende), sull’Europa che chiama l’Italia, come ogni altro suo paese membro, a un’assunzione di responsabilità nei confronti degli impegni che il nostro paese ha accettato di onorare fondando la nuova entità politica europea. Del modello europeo, di un modello che deve coniugare in modo nuovo l’identità del continente europeo e le esigenze sempre più complesse di una convivenza sempre più problematica, discuterà Leoluca Orlando, vicepresidente del Partito europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori. Una convivenza difficile, che tuttavia l’Europa deve necessariamente garantire adottando standard sociali elevati, nei confronti di chi già abita la casa europea come in quelli di coloro che sono, e saranno, i nostri nuovi inquilini, provenienti da altri paesi.
La tavola rotonda (coordinata dal filosofo e amico Federico Vercellone) che animerò con Fernando Savater, filosofo di fama internazionale e attento “osservatore partecipante” del progetto d’integrazione europea, verterà sul tema della sfida, del coraggio. Il coraggio di un’Europa che deve guardare al futuro, più che al passato, che sappia lasciarsi alle spalle le tradizionali diatribe sulle origini e adotti un atteggiamento responsabile nei confronti del mondo che verrà. Un’Europa che sappia rispondere con lungimiranza ed efficacia alle aspettative di tutti noi, che svolga, perché no, una vera e propria funzione di avanguardia, anche in campo internazionale. Un’Europa che sappia essere “casa”, aperta agli altri cittadini della città mondiale. Una casa che spinga il mondo attuale a trarre esempio di quanto di buono in essa, e per suo tramite, può accadere non solo per i suoi ma per tutti gli abitanti della società globale; una casa di cui il mondo futuro che vogliamo, un mondo di cittadini responsabili, possa essere fiera.
Gianni Vattimo

mercoledì 9 dicembre 2009

H1N1, vaccino killer. 4 morti in Svezia e 7 in Germania.

di Maria Melania Barone


Morte per arresto cardiaco 7 persone in Germania e 4 in Svezia dopo l'inoculazione del vaccino

GERMANIA: Susanne Stoecker, portavoce del Paul Ehrlich Institute (l'istituto federale che si occupa soprattutto di prodotti medicinali biologici, come i vaccini), rassicura che se una persona muore dopo l'inoculazione del vaccino non è detto che quet'ultimo sia la causa principale.

Le persone potrebbero morire anche a causa di malattie pregresse, proprio come accaduto per i morti di influenza A. Tuttavia non si può fare a meno di notare che se le persone decedute presumibilmente a causa del virtus A/H1N1 presentavano problemi all'apparato respiratorio, le persone decedute dopo la somministrazione del vaccino sono state colpite tutte da un attacco cardiaco improvviso anche se non soffrivano di patologie cardiache ad eccezione del neonato di 21 mesi che era tenuto in vita da un respiratore artificiale e presentava una cardiopatia congenita. Tra i 7 decessi tedeschi si ricordano anche una donna di 92 anni, un 65enne diabetico, un uomo di 66 anni, che soffriva di una malattia respiratoria, vaccinato venerdì e trovato morto ieri nel suo appartamento. Una donna (65 anni), già malata e che ha subito un attacco di cuore dopo la vaccinazione; un dipendente della Bayer di 46 anni trovato morto in bagno un giorno dopo la vaccinazione: secondo l'autopsia si è trattato di morte cardiaca improvvisa. Un uomo di 55 anni, deceduto a casa per attacco cardiaco sei ore dopo essere stato immunizzato. Quasi tutte le persone colpite mortalmente erano residenti nello Stato federale della Turingia, nella Germania centrale.

sabato 5 dicembre 2009

mercoledì 2 dicembre 2009

No Berlusconi Day del 5 dicembre 2009. Per favore non chiamatela la Manifestazione della Rete.....

Sono fondamentalmente tre le riflessioni che suggerisce l’ormai prossima manifestazione del 5 dicembre indetta per chiedere le dimissioni di Berlusconi.

La prima riflessione riguarda l’opportunità e la legittimità politica di scendere in piazza per chiedere le dimissioni di un governo che gode, almeno fino ad ora, della fiducia della maggioranza parlamentare espressione del consenso degli elettori. Ed è questo che sostanzialmente lascia perplessi o addirittura ostili una parte delle opposizioni e dei commentatori, anche di coloro che convintamente contrastano Berlusconi e il suo regime.
Se però si rovescia il discorso, abbandonando ipocriti formalismi e riconoscendo che Berlusconi ricopre illegittimamente e indegnamente la carica di Presidente del Consiglio determinando il discredito delle Istituzioni e dell’intera Nazione nel mondo e che sarebbe bastata solo una delle innumerevoli ragioni di incompatibilità che lo riguardano per determinarne le dimissioni in qualunque Paese democratico, la manifestazione diventa certamente auspicabile ed espressione della voglia di riscatto e di partecipazione alla vita pubblica di tanti italiani.

martedì 1 dicembre 2009

No Berlusconi Day - 5 dicembre 2009. Il Comunicato del Coordinamento iniziative dei gruppi antiberlusconiani di Facebook.

 

COMUNICATO UFFICIALE SULLA MANIFESTAZIONE NO BERLUSCONI DAY


Chi Vi scrive è il Coordinamento iniziative dei gruppi antiberlusconiani di Facebook, la cui mobilitazione è iniziata a maggio quando più persone già attive da tempo su Facebook si sono riunite e incontrate dal vivo per proporre, discutere, condividere, decidere sulle iniziative da adottare per concorrere attivamente al risanamento della vita politica e sociale, partendo dal risveglio delle coscienze, allo scopo di rinnovare la classe dirigente.
Nella consapevolezza che il sistema è marcio e perciò va combattuto, la nostra battaglia è iniziata a partire da colui che:
sta smantellando lo stato di diritto, facendo leggi a proprio uso e consumo;
ha condannato il Paese ad un inaccettabile declino culturale;
pensa di essere il padrone dell’Italia;
vuole affossare ogni ricordo di democrazia, ogni cultura antagonista e diversa dall’unico pensiero.
La più significativa ed evidente espressione del marcio del sistema è Silvio Berlusconi ed è per questo che la nostra mobilitazione contro di lui, iniziata a maggio con la costruzione del sito berlusconisidimetta.org, non poteva non coinvolgerci nella manifestazione del 5 dicembre.
Abbiamo fin da subito cercato la collaborazione con tutti gli utenti anche virtuali, nascosti persino dietro nick, purché la manifestazione fosse organizzata nel migliore dei modi e desse luogo ad una grande mobilitazione pacifica e decisa contro Berlusconi e il berlusconismo.
La nostra collaborazione purtroppo non è potuta essere attiva perché è stata impedita dal comitato virtuale NBD, autoproclamatosi padrone della manifestazione, non disposto ad ascoltare le opinioni del popolo della rete, che ha dato all’evento No Berlusconi Day l’impronta di un marchio privo di contenuti, tramite un’operazione di puro marketing in perfetto stile berlusconiano.
In realtà, il comitato NBD rappresenta solo stesso e non è espressione della rete che si è seriamente e democraticamente mobilitata per garantire il successo della manifestazione No Berlusconi day.
Nonostante i partiti abbiano formalmente riconosciuto titolarità e spazio alla rete nella definizione dei contenuti e delle modalità di svolgimento della manifestazione, la rete non ha avuto la concreta possibilità di esprimersi in modo democratico e trasparente.
Ad oggi ancora non esiste una rete in grado di esprimere strutture, rappresentanze e proposte o progetti concreti sul piano contenutistico. Un limite cui però si sarebbe potuto ovviare, almeno in parte, tramite un sito, simile al nostro, per ospitare proposte, discussioni, contributi, votazioni, ecc. destinate a costruire insieme il No Berlusconi Day, garantendo, compatibilmente con il poco tempo disponibile, la più ampia pluralità possibile delle voci del web.
La nostra amarezza e delusione è tanto più forte proprio perché dalla nostra esperienza abbiamo maturato la fiducia che la rete sia realmente in grado di offrire nuovi e validi strumenti di democrazia diretta, che possa dare un nuovo input anche alle tradizionali strutture dei partiti, favorendo un dialogo diretto e trasparente con gli stessi e offrendo loro un contributo importante, in un lavoro di squadra necessario, ora più che mai. La rete, come stiamo vedendo tutti, è un luogo in cui è possibile garantire la libera e spedita fruibilità di informazioni, conoscenza, approfondimenti, dibattiti, scelte consapevoli; in essa i cittadini hanno modo di incontrarsi, confrontarsi ed organizzarsi in tempo reale, di dar vita ad iniziative concrete su specifiche tematiche e difesa dei diritti, o per unirsi in un fronte unico, spezzando il divide et impera.
Per questo abbiamo ritenuto importante testimoniare e rendere noti quelli che a noi sono parsi dei tentativi di ridurre la rete ad una televisione dei poveri, cioè un mezzo per acquisire consensi passivi in stile berlusconiano, con scopi che restano oscuri. 
Abbiamo visto crescere le adesioni a questo evento e sempre di più ci stiamo convincendo che, sia pure col tempo e con l’impegno, la rete può dare un importante contributo perché l’Italia si rialzi in piedi.
Il 5 dicembre, secondo noi, può e deve essere solo l’inizio ed è anche per questo che abbiamo impiegato tutte le nostre facoltà, risorse, energie fisiche e mentali affinché l’evento No Berlusconi Day coinvolgesse numerose associazioni della società civile e comuni cittadini animati da passione civica.
Convinti che la nostra mobilitazione e di tantissimi sconosciuti cittadini onesti contro il sistema berlusconiano sia sempre di più indispensabile e doverosa, scendiamo in piazza uniti, superando qualunque divisione, per chiedere le dimissioni di Berlusconi in quanto espressione di un sistema di potere illiberale ed antidemocratico, con la consapevolezza che il berlusconismo ha penetrato in profondità il Paese e che occorreranno anni per riscattarci da un modello culturale degradato e degradante, di cui Berlusconi è espressione, ma che affonda le sue radici nella storia del nostro Paese, che trova terreno fertile nel feudalesimo internazionale e che come un eterno Gattopardo, cinicamente, si fa beffe di noi.


Simonetta Colucci, Kristel Kaaber, Barbara Gasbarrini, Maurizio Zaffarano, Giovanni Di Blasi  (per “Mobilitazione Nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi”) 
Susanna Ambivero e Ruggiero Lauria (per “Berlusconi non è il mio presidente”) 
Michele Molisso (per “Sorry Barack for our prime minister…”) 
Carlo Amabile, Antonella Codiglioni; Claudia Moriggi, Liborio Martorana, Giandiego Marigo (per “CONTRO IL GOVERNO DELLA VERGOGNA, per il rilancio della sovranità popolare”) 
Ruggiero Lauria (per “Lui ha le televisioni, noi abbiamo Internet... possiamo batterlo”)  
Annalinda lupis (per “COORDINAMENTO 31 MAGGIO 2009”)

No Berlusconi Time

Da tempo ormai, assistiamo ad una manovra che stringe sempre più in un angolo Silvio Berlusconi.
Quello stesso che 15 anni fa faceva comodo a chi oggi sta cercando di farlo fuori.

Taciuta e messa da parte la verità sulle stragi di mafia, frantumata mani pulite, c’era un’intera classe dirigente, e con essa un sistema, da salvare.

Berlusconi scendeva in campo e si spacciava per l’uomo nuovo, nessuno lo smentiva.

Non era neppure candidabile (era ed è infatti concessionario di frequenze televisive, tra l’altro scompostamente e solo grazie a provvedimenti indegni di uno Stato di diritto), ma i fedeli servitori dei poteri forti, con la coscienza sporca e travestiti da politici, balbettavano qualcosa di incomprensibile e promettevano, guadagnando tempo.

domenica 29 novembre 2009

I professionisti dell'elemosina. La colletta del Banco Alimentare della Compagnia delle Opere.

Credo che ormai abbiano assunto regolare cadenza settimanale gli appelli delle miliardarie star dello sport e della televisione che, ostentando sciarpette spillette e cappellini predisposti per l'occasione, invitano a contribuire ad ogni sorta di iniziativa benefica: la ricerca sul cancro, la sclerosi multipla, le malattie rare, contro la violenza sui bambini e la fame nel mondo, per la ricostruzione e il soccorso delle vittime in occasione di calamità naturali.

Sono inoltre sempre più frequenti gli spot pubblicitari, sulle televisioni pubbliche e private, per la raccolta fondi a favore di associazioni e fondazioni che promuovono ricerca e solidarietà.

Persino nei centri commerciali accanto agli stand di carte di credito e materassi, simpatici ma insistenti giovanotti ti braccano mentre vai a fare la spesa per farti sottoscrivere l'adesione a qualcuna di queste organizzazioni no-profit.

martedì 24 novembre 2009

5 dicembre 2009 No Berlusconi Day: perché Berlusconi deve dimettersi

Leggendo alcuni commenti sui giornali al No Berlusconi Day, si ha l'impressione che qualcuno non abbia capito o faccia finta di non capire o, ancora più probabilmente, che i promotori della manifestazione non siano riusciti a comunicare in modo adeguato le ragioni che spingeranno tanti cittadini a scendere in piazza per chiedere le dimissioni di Berlusconi.

Non si tratta di ribaltare con una manifestazione il risultato delle elezioni. Non si tratta di rovesciare una maggioranza scelta dagli elettori, per quanto frutto di una legge elettorale assurda e antidemocratica (quella che il suo autore, il ministro Calderoli, definì la 'porcata').

No B Day - 5 dicembre 2009

Suggerisco la visione di questo video. Dura solo tre minuti.

http://tv.repubblica.it/dossier/processo-breve/il-cavaliere-e-la-favola-dei-106-processi-%28in-3-minuti%29/39393?video=&pagefrom=1

A seguire, dite la vostra e votate sul sito

http://berlusconisidimetta.org/joomla

domenica 22 novembre 2009

Cara vecchia Europa

Dunque, Presidente permanente dell’Unione Europea: tale Herman Van Rompuy; Ministro degli esteri dell’Unione: una certa Catherine Ashton.
Il primo è belga, la seconda è inglese. Nessuno dei due ha un intrinseco valore politico. Entrambi, così abbinati, sono però espressione di un equilibrio noto.
L’unione europea è rinviata (come al solito) a data da destinarsi.
In diretta dal XIX secolo, si confermano in pole position tre storiche e immancabili protagoniste della vecchia Europa: Gran Bretagna, Francia e Germania.
Le seconde, con consueta eleganza, evitano lo scacco della prima muovendo la piccola pedina belga.
La Gran Bretagna incassa e con ‘anglosassone savoir faire’ si accaparra la rappresentanza estera.
Se consideriamo che il Regno Unito è il più ‘estero’ dei paesi europei, i conti in un certo senso tornano.

Veniamo alla provincia italiana.
D’Alema c’è rimasto male. Tenta di consolarlo, tra gli altri, la Marcegaglia: «Mi dispiace. Per l'Italia sarebbe stata una cosa buona. D'Alema certamente aveva le caratteristiche per poter svolgere questo ruolo nel modo migliore».

Mi chiedo cosa faccia la Marcegaglia la mattina quando si guarda allo specchio.
Immagino che questa signora sappia molto meglio di me che l’Italia è attualmente un letamaio imbarazzante e che da quindici anni non è in grado di esprimere un qualsiasi governo; che dei bizzarri individui (tipo D’Alema) si scornano nei labirinti di palazzi di proprietà dello Stato per rappresentare nient’altro se non gli interessi della Marcegaglia stessa e pochi altri.

Diciamo che era scontato che l’Italia di d’Alema, e quindi di Berlusconi, non fosse minimamente presa in considerazione.
Dico anche che secondo me andrà diversamente a Draghi con la BCE.
L’Europa è strana, quando parli con l’Europa non si capisce mai bene con chi stai parlando.

Ps: ho l'impressione che i nostri politici italioti contassero sulla fuoriuscita di D’Alema dalla sceneggiata politica italiana. Ora per Bersani sarà un po’ più difficile far credere che è il segretario del PD e forse non sarà l'unico ad avere problemi.

mercoledì 18 novembre 2009

Provocazioni

L’ultimo provvedimento in materia di giustizia, proposto dall’attuale governo per evitare condanne al cittadino Berlusconi Silvio, prevede una data di scadenza dei processi, per la precisione sei anni in tutto.

Tutti gli attori della finta politica sanno bene che si tratta di un provvedimento totalmente privo di senso e alieno a qualunque stato di diritto, eppure, imperterriti, ne parlano come fosse un normale disegno di legge.

Io credo che in questo Paese siamo arrivati ad un punto tale di manifesta finzione scenica, per cui non sia più necessario fare finta.

Quattro ipotesi per il dopo Berlusconi

Da mesi stiamo sostenendo su questo blog che Berlusconi politicamente è morto.
Ne hanno decretato la fine gli Stati Uniti di Obama, i poteri forti italiani ed europei (grande finanza e confindustria montezemoliana, Vaticano), forse la stessa criminalità organizzata che da sempre gioca un ruolo fondamentale nella politica italiana.
Ne sono dimostrazione l'inedito coraggio dell'opportunista Fini e la guerra senza ritorno dichiaratagli dal gruppo Repubblica-L'Espresso.

Per il dopo, nella convinzione che Berlusconi stia trattando la propria uscita di scena per ottenere adeguate contropartite economiche e le garanzie di cui ha bisogno in materia giudiziaria, sono in gioco quattro ipotesi:

lunedì 16 novembre 2009

No B Day Appello

Il 5 dicembre 2009 la Rete scende in piazza: costruiamo insieme il No Berlusconi Day

Nella convinzione che la democrazia si fondi su tre momenti fondamentali – la proposizione, il dibattito e la decisione – crediamo sia indispensabile disporre di metodi e strumenti che consentano di partecipare collettivamente alla costruzione della Manifestazione del 5 dicembre per chiedere le dimissioni di Berlusconi.

A questo scopo, il Coordinamento Iniziative dei gruppi antiberlusconiani di Facebook mette a disposizione, sul sito http://www.berlusconisidimetta.org/, aree di proposizione, discussione e votazione per definire insieme i temi e le forme della protesta e, sulla base di quanto democraticamente deciso, dare il nostro contributo all'organizzazione della manifestazione.

sabato 14 novembre 2009

Berlusconi docet

L’esperienza che sto vivendo in rete, unitamente al recente sforzo per partecipare all’organizzazione della manifestazione del 5 dicembre, mi impone una riflessione.

La rete si sta rivelando, ogni giorno sempre di più, fonte di strumenti preziosi per la democrazia.
Dalla libera circolazione di informazioni e conoscenza, fino al dibattito in tempo reale e diretto tra concittadini d’Italia e del mondo.

giovedì 12 novembre 2009

Sui limiti dell'organizzazione della manifestazione del 5/12..

Di Giandiego Marigo

SUI LIMITI DELL'ORGANIZZAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE DEL 5 DICEMBRE E SUL MOTIVO CHE CI PORTA, PUR PARTECIPANDOVI E PROMUOVENDOLA A CHIEDERVI DI “CARATTERIZARE” FORTEMENTE LA NOSTRA PARTE DELLA PIAZZA...E RICHIESTA DI DEMOCRAZIA INTERNA AL GRUPPO PROMOTORE

Quello che stiamo per richiedervi è una riflessione molto complessa...e ci tremano le vene ai polsi nell'affrontarla.
Chi è NBD...una sigla di comodo ed un marchio, soprattutto un marchio, che è stato inventato per accompagnarci tutti alla manifestazione del 5 Dicembre.
Il nostro Gruppo di Facebook “CONTRO IL GOVERNO DELLA VERGOGNA, per il rilancio della sovranità Popolare” è stato sin dall'inizio fra i promotori di questa manifestazione...e sin dall'inizio ha dovuto fare i conti con questa realtà...per altro poi verificata da altri gruppi della società civile ed anche, e persino, dai partiti che hanno aderito a questa iniziativa...di cosa stiamo parlando?NBD un marchio ed uno stile.
Poca o nulla democrazia, con la scusa ufficiale che in troppi si pensa male , si organizza peggio e si fa casino, questo gruppo organizzativo non ha mai ascoltato nessuno, non si è confrontato su nulla, dal testo con il quale ha indetto la manifestazione, ai volantini che ha distribuito e chiesto ad altri di distribuire, al percorso, ai temi, inesistenti, che sottintendevano la manifestazione. Per contro ha prestato una “mostruosa” attenzione all'immagine grafica, all'impaginazione...al fare in modo che dall'esterno si avesse impressione di una unità di intenti granitica e di un amplissima base di confronto un respiro democratico e di coinvolgimento che non è mai esistito. Sino a negare il lavoro di chi stava organizzando i pullman per confluire su Roma, sino a boicottarne il lavoro purché il loro Primato ...la plancia di controllo della manifestazione fosse salva.
Indubbiamente abili nell'uso della rete e dei suoi limiti hanno limitato il confronto viso a viso a Roma...senza mai dare troppo rilievo alle riunioni d'organizzazione e facendone per altro solo una...che ha distribuito compiti assolutamente secondari e di manovalanza, riservando a personaggi misteriosi e spesso anonimi ogni decisione reale e di spessore che riguardasse la manifestazione, sino a non rispondere, a riattaccare il telefono in faccia ed a cancellare dalla loro pagina commenti sgraditi e che potevano creare loro problemi...ponendosi come unici interlocutori autorizzati e isolando e negando persino l'esistenza di altri gruppi promotori. Molti di questi gruppi oggi si sono ritirati, moltissimi dei collaboratori iniziali dello stesso NBD sono stati espulsi o azzittiti.
Perché?
Difficilissimo rispondere a questa domanda, anche se certi aspetti “economici” privi di controllo e di “gestione democratica” possono rivelarsi vantaggiosi, e sebbene l'impressione rilevata da molti che si privilegi il percorso al risultato...pronti ad accusare “fantomatiche” ingerenze partitiche nel caso di un insuccesso o di problematiche peggiori e riservando ad un supponibile contrasto complottista di destra un eventuale problematica di scarsa sicurezza, costituiscono una seria ipotesi di risposta alla domanda.
L'atteggiamento ieratico e vagamente profetico di alcuni dei rappresentanti dell'NBD costituisce un'altra parte della risposta...Nell'ottica ormai imperate del reality ad ogni costo...Vada come vada sarà comunque un successo, se riusciremo a stare in sella sino all'ultimo.
Tutto questo avviene nel deserto assoluto delle motivazioni, senza alcuna discussione politica, senza una pur minima proposta che non sia quella portata dai gruppi che si supponeva componessero NBD, ma che non risultano esistere, che a questo punto non siamo noi, non sono nemmeno gli altri gruppi di Facebook, che abbiamo contattato e con i quali abbiamo relazione.
I blogger di cui si parla non si sono mai presentati, alla riunione di Roma non c'erano...non ci risulta alcun gruppo della Società civile che sia aggregato o riconducibile a NBD ed al suo profeta SAN PRECARIO...immagine retorica e movimentista che resta una sorta di Pasquino informatico senza un volto...una individualità.
A questo punto ci si chiede chi siano costoro, perché vogliano venderci migliaia di magliette viola millantando un autofinanziamento di cui non renderanno conto a nessuno...millantando inoltre una capacità organizzativa che non possiedono? Interamente riconducibile ai gruppi della rete, quelli veri ed ai partiti aderenti.
Resta il fatto che la manifestazione di Roma ormai sia una realtà...molti dei gruppi sino agli stessi partiti si sono impegnati in questo senso...la campagna pubblicitaria è tale per cui l'impegno debba essere portato a termine...Una cosa vi chiediamo...restate dietro agli striscioni dei gruppi con cui scenderete a Roma...nel nostro caso vi chiediamo di aiutarci a caratterizzare la nostra area di manifestazione, perché ormai è sulla caratterizzazione che si gioca la partita della credibilità di questa mobilitazione....siate vigilanti e soprattutto non fatevi vendere nulla...In definitiva, mentre da una parte critichiamo fortissimamente la gestione antidemocratica ed autoreferenziale dell'NBD che si autodefinisce “Rappresentante della rete” sino a giocare da solo un ruolo di protagonista, arrivando ad eleggere un presunto rappresentante della rete stessa che non conosce nessuno e nessuno rappresenta di rappresentante...di gestione dell'evento...rinnegano e negando i gruppi che ne sono promotori ponendosi come unica realtà di relazione giungendo poi a presentarsi ai partiti come unico attore della rappresentazione. Dall'altra reclamiamo uno spazio di gestione dell'evento medesimo...essendo noi sicuramente interpreti ed essendo fortemente preoccupati dalla unicità di questa relazione e dai suoi contenuti...spazio nell'ambito dei gruppi di preparazione, di discussione, di organizzazione e di gestione dell'evento, sino ai contenuti di ciò che verrà detto sul palco.
NOI NON SIAMO D'ACCORDO NELL'USARE METODI BERLUSCONIANI PER COMBATTERE IL SIGNOR B....SAREBBE ASSURDO USARE IL BERLUSCONISMO PER COMBATTERE BERLUSCONI. NULLA DI QUELLO CHE TENTERANNO DI VENDERVI E' STATO IN ALCUN MODO DISCUSSO O AUTORIZZATO DA NOI...IL GRUPPO “CONTRO IL GOVERNO DELLA VERGOGNA” NON E' RESPONSABILE DI ALCUNA INIZIATIVA ECONOMICA DI SFRUTTAMENTO DELL'IMMAGINE DEL MARCHIO “NBD”.
Coloro che sfruttano tale marchio non hanno nulla a che fare con i gruppi di Facebook, se non sotto la forma di una recentissima pagina fans..agiscono a questo punto in proprio, nel senso letterale del termine...
http://www.facebook.com/group.php?gid=88033053264#/group.php?gid=272499345300

Esercizio di democrazia

Di Ruggiero Lauria

Assiomi:
1) la democrazia nella sua forma più perfetta presupporrebbe la partecipazione di tutti alla gestione delle questioni comuni;
2) tale gestione si compone di tre momenti fondamentali: la proposizione, il dibattito e la decisione;
3) in linea teorica chiunque dovrebbe avere la facoltà di proporre qualcosa e/o di partecipare alla discussione e/o di votare per decidere se una cosa vada fatta o no;
4) affinché una persona possa effettivamente prendere parte a queste attività deve essere adeguatamente: informata, ascoltata ed considerata in fase decisionale;
5) il fatto che tutti abbiano la facoltà di partecipare, per doversoso rispetto della libertà individuale, non significa che tutti abbiano il dovere di farlo: l'astensione indica semplicemente indifferenza rispetto al risultato;
6) quindi all'inizio di ogni processo decisionale, e sempre dopo che tutti ne siano stati opportunamente informati, ci sarà sempre una porzione di persone non interessate e di conseguenza inattive, che di fatto demandano agli altri di decidere sul da farsi;
7) la forma ideale di decisione sarebbe l'unanimità, ma per questioni di praticità, sintesi e rispetto del pluralismo si deve accettare il compromesso della sola maggioranza, ben consapevoli che ogni decisione presa in questo modo andrà, dolorosamente, contro una porzione dei membri della comunità;
8) affinché tutto ciò possa effettivamente realizzarsi la comunità deve dotarsi di adeguati strumenti "tecnici" e di regole che riassumendo: innanzitutto informino tutti, successivamente gli diano la possibilità di partecipare al dibattito ed infine di esprimersi nell'ambito della decisione finale.

Logiche deduzioni:
1) il sistema rappresentativo, in cui i membri sono chiamati semplicemente ad eleggere delle altre persone che facciano le loro veci nella gestione delle questioni comuni, è altamente distorsivo e pericoloso, levando di fatto all'individuo la facoltà di proporre e decidere su questioni spesso di fondamentale importanza per la qualità della propria vita;
2) i partiti non hanno alcun senso se non come aggregatori, teorici, di persone che condividono una certa linea di pensiero;
3) esiste oggi una tecnologia adeguata, se non alla piena, di certo, ad una migliore realizzazione del sistema democratico nell'ambito delle nostre comunità.

mercoledì 4 novembre 2009

Il dopo Berlusconi. Tremonti e Rutelli.

Se è vero che tre indizi fanno una prova, Tremonti si candida apertamente al dopo Berlusconi: la sceneggiata del contrasto con il Presidente del Consiglio, l'offerta di pace ai banchieri, l'atteggiamento defilato rispetto alle intemperanze del premier su tv e giustizia provando nel contempo a legittimarsi come autorevole statista che trova l'intesa con Fini sul Sud e si pone – nei confronti delle Istituzioni europee e mondiali – come il garante del rigore dei conti pubblici italiani.

lunedì 2 novembre 2009

Alda Merini

Di Simonetta Colucci

Sono convinta che Alda Merini non possa più "morire". Con le sue opere ci ha raccontato di un mondo parallelo al nostro, ma non diverso nell'essenza. Un mondo dove non v'è finzione e dove la realtà del caos si mescola a quella dell'amore e della sofferenza e speranza. Un mondo che va avanti e torna indietro. Sempre. Eterno. Dove era già morta e già viva.

Unitamente al mondo esteriore, il suo canto si aggira alla ricerca del Verbo, al rimpianto vissuto come realtà quotidiana.

Il nostro caos chiede una "ragion d'essere", il suo lo è; proprio per questo trovo difficile commentarla. Penso che le sue poesie vadano vissute nell'attimo in cui si leggono.

Oggi sto vivendo queste parole:


(da:"La volpe e il sipario")

'Che insostenibile chiaroscuro,

mutevole concetto di ogni giorno,

parola d'ordine che dice : non vengo

e ti lascio morire poco a poco.

Perché questa lentezza nel caos?

Perché il verbo non mi avvicina?

Perché non mangio i frammenti di ieri

come se fosse un futuro d'amore? '

(da: "La Gazza Ladra")

'ALDA MERINI

Amai teneramente dei dolcissimi amanti

senza che essi sapessero mai nulla.

E su questi intessei tele di ragno

e fui preda della mia stessa materia.

In me l'anima c'era della meretrice

della santa della sanguinaria e dell'ipocrita.

Molti diedero al mio modo di vivere un nome

e fui soltanto una isterica.'

domenica 1 novembre 2009

Ma dove sta andando Sinistra e Libertà?

Sul Fatto di ieri (sabato 31/10, pag. 8) ho letto un’intervista di Sandra Amurri a Claudio Fava.
La prima domanda, decisamente diretta, verteva sul tema di possibili alleanze anche con un partito come l’Udc, che vede tra i suoi esponenti di rilievo un personaggio come Totò Cuffaro, già condannato in primo grado per favoreggiamento semplice ad alcuni mafiosi e rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.
La risposta di Fava mi ha lasciata perplessa e mi è sembrata ambigua. Può darsi ch’io abbia frainteso e per questo mi piacerebbe capire meglio.
A me è parso che Fava abbia sostanzialmente eluso la domanda e dunque il problema, e che per farlo abbia spostato la questione su un presunto più nobile terreno politico.
Più esattamente, Fava ha spiegato che un condannato per mafia è senz’altro un impedimento per possibili alleanze, ha però aggiunto che se anche in ipotesi tale impedimento non esistesse, l’alleanza con l’Udc incontrerebbe comunque l’ostacolo delle diverse premesse e progettualità politiche.
Già qui resto perplessa, come minimo perché mi sembra un’ovvietà.
E’ infatti di tutta evidenza che in una normale dialettica democratica la sinistra è alternativa alla destra (cattolica e/o liberale) e un’alleanza tra le due non avrebbe alcun senso.
Tale ovvietà, però, si rivela subito dopo come funzionale ad un passaggio logico che io, come dicevo, trovo pericolosamente ambiguo.
Prosegue infatti Fava, dicendo che l’attuale contesto impone la considerazione della emergenza democratica e di difesa della Costituzione, lasciando intendere che in ragione di essa un’alleanza sarebbe possibile.
Ecco, questo è il punto sul quale mi piacerebbe avere chiarimenti.

A me pare, infatti, che l’attuale emergenza democratica non sia opera di un isolato soggetto, ma piuttosto di una tensione e poi deriva antidemocratica (di mancata attuazione prima e di aperta violazione poi della Costituzione) che prende le mosse da molto lontano, che ha visto il concorso di molte forze politiche, a cominciare dall’attuale Udc, e che si è nutrita e si nutre proprio di mafia, corruzione, clientelismo, conflitti di interessi, voto di scambio, leggi ad personam (di oggi e di ieri), pezzi di Stato deviati…in una parola di un vero e proprio mercimonio delle Istituzioni, esteso al punto da delegittimarle in radice.
Tutto questo Claudio Fava lo ha sempre denunciato ed anzi ce lo ha spiegato.

A mio avviso, se oggi si vuole difendere la democrazia e sfruttare le nuove prospettive del XXI° secolo, per dare finalmente attuazione alla Costituzione repubblicana, magari svolgendola ulteriormente, potenziata da nuovi, oggi possibili, strumenti di democrazia diretta, è senz’altro necessario unire, superando le divergenze politiche, tutte le forze sane del Paese, ma appunto per questo occorre assolutamente evitare alleanze di direzione opposta, come sarebbe, secondo me, quella con l’Udc. Un’alleanza dallo scontato esito gattopardesco.

Muovendo da queste considerazioni, mi chiedo quali siano le vere ragioni, di opportunità politica o non, che stanno pilotando valutazioni e scelte di Sinistra e Libertà.

sabato 31 ottobre 2009

La ferocia dello Stato. Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Federico Aldrovandi.


Non sappiamo come è morto Stefano Cucchi e forse non lo sapremo mai.
Ma è l'ennesima occasione in cui lo Stato, questo Stato ormai ostaggio di fascisti, mafiosi e corrotti, mostra la sua terribile ferocia nei confronti di deboli, piccoli spacciatori e consumatori di droghe, migranti e ad un tempo resta indulgente, tollerante e garantista verso criminali, corrotti e corruttori, terroristi condannati per omicidi e stragi.

Perché è importante partecipare alla manifestazione del 5 dicembre

Di Michele Molisso

Perché è importante partecipare alla manifestazione del 5 dicembre a Roma?
Per i seguenti motivi:

1) Berlusconi dal punto di vista etico e morale è il peggiore di tutti;
2) Berlusconi rappresenta una minaccia per i principi fondanti dello stato di diritto e della costituzione;
3) a differenza del precedente governo Prodi che si è occupato di risolvere i problemi del paese a partire dalle fasce più deboli, questo governo fa quasi esclusivamente leggi ad personam a favore dei più potenti, ricchi e corrotti (finanzieri, banchieri, grandi lobby), senza preoccuparsi dei precari, dei disoccupati, delle famiglie più povere;
4) Berlusconi è ricattabile perché la sua storia è piena di scheletri nell'armadio, dai rapporti con mafiosi come Mangano, passando attraverso numerosi processi per falso in bilancio, frode fiscale, finanziamento illecito, corruzione, giungendo allo scandalo delle escort;
5) mentre in Italia non si viene informati di quello che succede a causa di un'informazione pilotata a favore di Berlusconi, all'estero su Berlusconi ne sanno di più di quanto viene detto in Italia.
Berlusconi sta ridicolizzando l'Italia agli occhi del resto del mondo per le sue continue e irresponsabili gaffe, e con grande stupore gli osservatori internazionali si chiedono come è possibile che gli italiani abbiano votato per un individuo di questo tipo.

giovedì 29 ottobre 2009

5 dicembre..

Comunicato a tutti i cittadini del mondo di Facebook e del Web.

Il No B Day è un’iniziativa che sta prendendo corpo grazie al contributo di cittadini che non conoscono, né riconoscono padroni e ancor meno pifferai dell’ultim’ora.

La presente per rispondere ai troppo facili detrattori.

La Rete, da tempo, sta evolvendo in un processo di maturazione ed affinamento dei nuovi mezzi che internet offre alla democrazia diretta del 21° secolo.

Il presente gruppo (http://www.facebook.com/group.php?gid=88033053264#/group.php?gid=57429987180&ref=ts) non si è risparmiato nell’impegno democratico e nell’impegno sul campo delle iniziative coltivate a qualunque titolo nel mondo del web e non solo di quello.

Vorrei fosse chiaro a tutti gli iscritti a Mobilitazione Nazionale che gli amministratori del gruppo omonimo e diversi membri volontari dello stesso sono assolutamente operativi ed attivi nelle iniziative in atto.

Alcuni commenti letti sull'omonima pagina fb, impongono puntualizzazioni che i sottoscritti non avrebbero voluto fare.

Mobilitazione Nazionale nasce, innanzitutto, dal genio e dall’effervescenza di un ragazzo di Palermo. Uno studente di legge , nonché lavoratore instancabile, duro e puro cittadino italiano.
Un giovane ideologo di raro pregio.

Da lì siamo partiti per costruire democraticamente un coordinamento destinato, nelle intenzioni, a gestire tutti i gruppi fb capaci di esprimere la somma ed inevitabile ripugnanza nei confronti di un sistema di potere indegno di uno Stato di diritto.

Il percorso seguito ha toccato momenti di conquista e di delusione, ma mai tra noi tutti, amministratori di gruppi fondati in nome di un’unanime verità e giustizia, vi è mai stato il benché minimo sgarbo e ancor meno la benché minima offesa o sberleffo.

Abbiamo lavorato sodo per conoscerci, organizzarci e strutturarci su territorio.
C’è un tessuto ed un sincero quanto anonimo esercito umano dietro l’impegno di coloro che oggi sono pronti ed attivi su territorio per trasformare in realtà una manifestazione, quella del 5 dicembre, che è solo l’inizio di un’avventura mirata alla costruzione di una Repubblica democratica fondata sul lavoro.

Già da tempo, i gruppi antiberlusconiani di fb hanno iniziato a parlarsi e a trovare molti punti di convergenza. Il movimento esiste e si sta organizzando da tempo con paziente e scientifica consapevolezza. Si chiama Coordinamento.

Il Coordinamento è ben fiero della sua democratica ed indiscussa capacità organizzativa, non abbiamo fretta.

Siamo molto, molto ambiziosi.
Puntiamo ad una società autenticamente democratica.

mercoledì 28 ottobre 2009

NO BERLUSCONY DAY - 5 DICEMBRE - ROMA

MANIFESTAZIONE NO BERLUSCONI DAY
Una gioiosa rivolta democratica e non violenta



Roma, 5 dicembre 2009
Appuntamento a Piazza della Repubblica, ore 14.00
Corteo fino a Piazza San Giovanni dove cittadini e artisti interverranno dal palco



Perché chi attacca la Costituzione, calpesta la libertà di informazione, nega l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, antepone i propri interessi al bene comune, oltraggia l'etica pubblica e la dignità dell'Italia non può essere Presidente del Consiglio
I Cittadini, al di là delle opinioni di destra e di sinistra, al di fuori dei partiti, scendono in piazza e chiedono con forza le dimissioni di Silvio Berlusconi



La nostra e-mail: noberlusconiday@hotmail.it
Su facebook: Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi



Da oggi indossa o porta con te qualcosa di colore viola, il simbolo della nostra lotta, per testimoniare il tuo consenso e diffondere l'iniziativa.



La politica deve essere fatta con le mani pulite” (Sandro Pertini)

Mobilitazione Nazionale del 5 dicembre

Di Simonetta Colucci

La manifestazione nazionale del 5 dicembre sta nascendo e sviluppandosi intorno ad un grosso deficit/illusione per noi cittadini : quello relativo all'assenza di un'opposizione parlamentare/partitica che ci abbia tutelati in questi anni.
Ci siamo illusi e abbiamo sperato, ma invano.
Siamo coscienti che la nostra Democrazia e che la nostra Carta Costituzionale vadano difese, tutelate e fatte conoscere.
Siamo coscienti che la nostra è una Repubblica Parlamentare e che i Partiti dovrebbero rappresentare e tutelare i Diritti di tutti i cittadini, mantenere gli impegni presi nelle campagne elettorali, nei giuramenti fatti davanti al Capo dello Stato sulla Costituzione, mantenere i Doveri e farli rispettare anche al loro interno.
L'Art. 3 della nostra Costituzione è basilare.
Proprio su questo Articolo noi cittadini vogliamo muoverci e farci sentire. Tutti UGUALI, con Dignità, serietà e gioia nell'essere uniti tutti con un obiettivo comune:
riempire nuovamente la nostra Carta Costituzionale di tutti i grandi ed universali valori che le si sono svuotati dall'interno, giorno per giorno; Ridare Dignità e Uguaglianza ad un popolo che la esige, stanco di privilegi, di caste, collusioni, sotterfugi e giochi di potere.
Vogliamo che si sentano finalmente le "voci" anche di chi ha votato e che fino ad ora ha potuto esprimersi con una semplice "X", anche di chi non ha votato, le voci nostre.
La voce delle persone, degli umiliati, degli indifesi, dei lasciati da parte, dei "bastonati",la nostra voce che vale esattamente come quella di tutti gli italiani,ricordandoci che "nessuno è più italiano di altri" (parafrasando Orwell).
Ecco, questa sarà la manifestazione del 5.
E se vorranno partecipare insieme a tutti noi anche coloro che avranno, in seguito, la possibilità eventuale di governarci, di rappresentarci, di tutelare la Costituzione e quindi noi tutti, ben vengano!
Sarà forse proprio l'occasione "mancata" fino ad ora per guardarci da pari a pari negli occhi. E sarà molto bello!
Saranno con noi,insieme a noi, come noi, proprio così come dovrebbero esserlo sempre tutti (e come non è mai accaduto!). Si chiama "com-partecipazione": termine desueto e dimenticato dalle Caste Dirigenti!
Non pensiamo ancora al "dopo" questo Governo, è troppo difficile al momento poter capire cosa stia accadendo. Ma certamente se è vero che ogni persona ha sue doti e peculiarità è giusto che le usi e le metta al servizio della comunità, compresi i politici-puliti.
Ebbene, c'è di tutto tra noi, ognuno ha un suo valore e sue proprie capacità. Noi vogliamo che queste abbiano la possibilità di emergere sempre e ovunque: Libertà e Dignità.

lunedì 26 ottobre 2009

Che ha detto Putin? Di sicuro non ha parlato di Irap.

Io non sono per nulla sicura di quello che accadrà da qui al 5 dicembre (giornata di mobilitazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi, uomo – si fa per dire- simbolo del degrado di questo Paese).
La situazione è molto complessa e ancora indefinita.
Nei limiti del mio possibile e nella rabbia del mio ingiusto e inaccettabile buio, osservo gli eventi e mi interrogo.
Parto dal presupposto che è dalla fine dell’Impero romano che tutto quello che succede in Italia viene deciso all’estero, osservo quindi con fatica quello che accade fuori e cerco di capire che riflessi possa avere qui da noi.
Sono quanto più di lontano si possa immaginare da un’analista, ma sono una cittadina italiana e ho diritto di esigere informazioni e dati, senza i quali non posso essere sovrana.
Nessuno mi informa ed io guardo e scruto.
E vedo l’asse russo-(iraniano)- libico e quello anglo-americano-ebraico.
L’Italia è tradizionalmente nell’area d’influenza del secondo, ma Berlusconi ha sbilanciato tutto sul primo.
Ora, la situazione è in bilico, una delle questioni in ballo è Gazprom/Nabucco.
Significa mercati, sbocchi, blocchi.
Bah, vattelappesca!
L’Italia è un’area da sempre contesa ed è oggi ancora più pregiata per la sua valenza europea.
Berlusconi ha già ridotto l’Italia ad una colonia dipendente, sul piano energetico, da Russia e Libia.
Ora osservo che il Times silura il governo italiano e che l’Iran implode ed Ahmadinejad denuncia il gioco sporco anglo-americano.
Berlusconi scatta come una molla ed obbediente va a Mosca.
Francia e Germania, già con la guerra in Iraq, presero le distanze da Stati Uniti e Gran Bretagna, avevano ed hanno altri canali di approvvigionamento.
La Francia smentisce le accuse all’Italia, Sarkosy scimmiotta Berlusconi e si improvvisa, un pò patetico, come nuovo aspirante Roy de France (hai visto mai che i francesi di oggi siano abbastanza rincoglioniti?) la Germania si accoda a Canossa (Putin).

Stringendo lo zoom sull’Italia, io vedo tutti questi patetici ed impotenti signorotti feudali, molto provinciali, che si agitano cercando di capire da che parte convenga stare.

Berlusconi è una garanzia di antitalianità.
Non è difficile immaginare il lucro personale per cui è disposto a vendere l'italia, ma almeno ci facesse sapere quanto è grande questo piatto di lenticchie.
Ogni lenticchia è una vita umana.

Io non so cosa accadrà, ma ho l’impressione che a deciderlo non saranno i patetici ed ormai consueti buffoni della Tv italiana.

Bersani segretario? Sempre peggio!

A titolo esemplificativo.
In un sistema bancario totalmente bloccato, dove nefandi indagati regnano sovrani in barba a qualunque legge anche solo di buon senso, nella compiacente distrazione dei presunti garanti, nell’ignoranza coatta delle vittime, in un conflitto di interessi senza precedenti, in una melma che farebbe invidia ai Borgia, in un vuoto culturale che neanche l’inutile Machiavelli potrebbe giustificare, in tutto questo, una cosa tra le più inutili e ingombranti viene presentata al Paese come Segretario di un fantomatico Pd.
Un certo Pier Luigi Bersani, noto alle cronache per l’imbelle portabilità dei mutui.
Certo, in un Paese in cui il sistema bancario è totalmente malato e deviato, bloccato da logiche spudoratamente illiberali ed antidemocratiche, il buon Bersani s’inventa una misura che è una norma vuota, come tante altre, ma che garantisce le casse di chi viaggia al di sopra della legge.
Il cittadino bussa cassa e nessuno apre, il mercato bancario è posseduto.
Il vassallo Bersani è stato fedele ed ora incassa la nefasta medaglia al valore incivile.
Complimenti.
Ora sì che l’Italia ha un futuro..

domenica 25 ottobre 2009

Le primarie del PD. La vittoria di Bersani.

Ampiamente prevedibile la vittoria di Bersani alle primarie del Partito Democratico. Ciò che sorprende è che oltre due milioni e mezzo di persone, peraltro un milione in meno di quanti determinarono due anni fa la vittoria di Veltroni, continuano a riporre fiducia o almeno speranza in questo Partito.

Marrazzo si dimette? È una mosca bianca!

Ho osservato silente per giorni tutto quello che sta venendo fuori sul caso Marrazzo. Prima del suo approdo in politica, lo conoscemmo tutti come giornalista e conduttore televisivo, tra l'altro di “Mi Manda RaiTre”.


A me tutta questa vicenda sconvolge, ma non è il fatto privato a sconvolgermi, bensì quello politico!

Il ragionamento rischia di essere lungo, vi prego di scusarmi, ma è necessario per far capire il mio punto di vista.
Non entro nel merito della vicenda (tran)sessuale che lo ha visto protagonista. Non la conosco bene, non mi interessa, ma le reazioni politiche ed i movimenti palesi e sotterranei che vi girano intorno sono, a mio avviso, di una importanza eccezionale!

Viviamo una lunga stagione politica in cui la parola “Dimissioni”, associata ad un fatto, reale o presunto, che rischi di pregiudicare l'uomo politico e le istituzioni che rappresenta, è praticamente impronunciabile. Dimissioni? Ma siamo pazzi! Come direbbe Vasco: “per sopravvivere, qualunque porcheria lasciate che succeda e dite 'non è colpa mia!'”

Alla faccia di Salvatore D'Acquisto..

Io mi auguro che i carabinieri reagiscano di fronte al doloroso scenario che l’Arma sta offrendo senza pietà ai cittadini italiani.
Dal Gen. Mori, sotto processo per presunte trattative con la mafia, fino ai quattro carabinieri che oggi sembrano protagonisti di un volgare e penoso ricatto.
Qualunque cosa ci sia dietro quest’ultima squallida vicenda, che abbiano agito da soli per sconfortante mediocrità o che siano esecutori di un ancor più mediocre spionaggio da Repubblica delle Banane, un altro pezzo dello stato si sta svelando nelle sue macerie.

Neanche a dire che possiamo contare su una Magistratura forte e incorruttibile, che non guarderà in faccia nessuno per fare luce e chiarezza su quest’ennesima vicenda, che tutto sommato possiamo anche considerare minore, se pensiamo che stiamo ancora aspettando la verità sulla strage di Portella della Ginestra..
L’esperienza infatti ci insegna che qui in Italia, in barba al miglior disegno costituzionale, in tema anche di giustizia, i magistrati o sono collusi o vengono corrotti o vengono ricattati o minacciati oppure, se proprio si ostinano, vengono eliminati e sepolti, vivi o morti.

sabato 24 ottobre 2009

La politica italiana ovvero sesso, bugie e videotape

Dopo gli scandali sessuali di Berlusconi ecco lo scandalo sessuale di Piero Marrazzo, il governatore del Lazio. A scanso di equivoci il problema non è costituito dai comportamenti e dalle scelte sessuali che rientrano nella sfera privata di ogni persona, politici compresi. Il problema è, da un lato, utilizzare la propria posizione di potere per procurarsi la soddisfazione di appetiti sessuali, servendosi di equivoci faccendieri e offrendo a destra e manca - quale compenso della prestazione - cariche pubbliche e candidature politiche,

venerdì 23 ottobre 2009

La politica del canotto

Questa sera, ad anno zero, ho appreso con piacere che anche Nicola Porro ha capito quello che Grillo sta spiegando già da tempo e cioè che Tremonti non ha più neanche i soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e questo nonostante li abbia licenziati quasi tutti.

L’attuale recessione sta impietosamente mostrando quello che l’ormai consueta propaganda di regime si ostina a nascondere: la totale assenza di un indirizzo politico, di un piano di risanamento, di un piano di riconversione industriale, di un organico progetto di riforme.. insomma, di una ‘politica’ di qualsivoglia tipo, oltre naturalmente alla legalità.

Da quindici anni l’Italia è alla deriva e nessuno la governa.

Un manipolo di curiosi individui ha arbitrariamente e scompostamente occupato i fatiscenti palazzi della mai fu Repubblica italiana e, oltre ad essersi spartito tutto il patrimonio mobiliare e immobiliare dello Stato, ha ancora la stravagante pretesa che gli si paghi il pizzo.

La cosa strana non è il fatto che chieda il pizzo, qui in Italia è normale, ma il fatto che continui a chiederlo pur sapendo benissimo che nessuno ha più i soldi per pagarlo.

Talmente è vera questa cosa che alla fine ha dovuto ammetterla anche Tremonti, il quale si è reso conto che in effetti, ormai, gli unici che possono permettersi di pagare il pizzo sono quelli che generalmente lo riscuotono.
Da qui, lo scudo fiscale.

In genere, l’aliquota minima del pizzo progressivo è del 23%, stante però la singolarità dei contribuenti che sono oggi chiamati a concorrere alla spesa pubblica, peraltro in via del tutto eccezionale, Tremonti ha ritenuto opportuno limitarsi ad un più prudente 5%, promettendo naturalmente impunità e anonimato e, immagino, chiedendo umilmente scusa per il disturbo arrecato a lorsignori.

Ancora più stravaganti, però, sono le dichiarazioni che, a fronte del palese disastro in atto, questi bizzarri individui fanno con sorprendente disinvoltura.
Tu poni una questione e loro rispondono cose totalmente prive di senso e che comunque non c’entrano una mazza.
Tipo l’ultima di Tremonti, che se ne esce ‘Che dite, rimettiamo il posto fisso?’
Della serie: ‘Gradisce un caffè?’ ‘Tanto fuori c’ho il canotto’.
Capito? Lui fuori c’ha il canotto..

mercoledì 21 ottobre 2009

Un Paese a sovranità limitata

Eppure ci avevano sempre detto che l'Italia era una democrazia, che, grazie agli accordi di Yalta, stava dalla parte giusta, dalla parte della libertà e dell'Occidente, il baluardo della civiltà capace nella propria generosità di esportare, quasi gratis, la democrazia in tutto il mondo.
Non bastavano le pluridecennali trame della CIA, con la benevola condiscendenza di servizi di intelligence nostrani e società massoniche segrete, volte, con tutti i mezzi leciti ed illeciti, a difenderci dal comunismo e dal rischio che la corrotta Democrazia Cristiana potesse essere soppiantata dalla sinistra.

lunedì 19 ottobre 2009

Guarda l'asino che vola!

Così ci diceva mio padre quando ero bambino, per distrarmi da quello che stavo facendo o solo per giocare. E io e i miei fratelli, con la nostra infantile ingenuità, volgevamo il nostro sguardo verso il cielo ….
Esattamente il metodo utilizzato dal governo Berlusconi per distogliere l'attenzione di organi di stampa e cittadini dai veri problemi del paese.

domenica 18 ottobre 2009

Pro memoria personale

Per oggi e per il giorno in cui Berlusconi passerà la mano, spero presto, quello che vorrei dalle Opposizioni e da una futura alternativa di governo alla destra.

1.La Costituzione non si tocca, nemmeno marginalmente. Non è il momento né ci sono gli interlocutori, la Lega e il PDL, affidabili per farlo e che possano mettere al primo posto il bene del Paese. E non si pensi di poter concedere domani a Fini (e Montezemolo) quello che che non si è giustamente concesso a Berlusconi: il presidenzialismo e la sottomissione della magistratura al potere politico.

sabato 17 ottobre 2009

Berlusconi o le 120 giornate di Sodoma

Sesso e potere, il potere politico maschile, sono un binomio quasi inscindibile
Il sesso è ad un tempo un benefit che 'spetta' all'uomo di potere in ragione della carica ricoperta, è uno strumento di propaganda utilizzato per rafforzare il mito del leader, è un simbolo ornamentale del potere stesso, è in qualche modo lo scettro o la mitra che si materializza nella bellezza e nel fascino elegante della donna che accompagna il capo (Grace Kelly, Jaqueline Kennedy, Carla Bruni, la stessa Veronica Lario).
Nulla di questo sembra ritrovarsi nei festini berlusconiani di Palazzo Grazioli e Villa Certosa, almeno così come sono stati raccontati sui giornali da parte di coloro che vi hanno partecipato.

venerdì 16 ottobre 2009

Ingroia: abbiamo bisogno di cittadini coraggiosi

La notizia del giorno,
è per me, sicuramente, la consegna del famigerato Papello alla Procura di Palermo, prima e fondamentale prova documentale dell'avvenuta trattativa tra Stato e Mafia nell'estate del '92.(1)
Ritengo doveroso ringraziare i giudici che si stanno coraggiosamente impegnando affinchè la verità su quella fosca stagione venga alla luce, ritengo altresì doveroso continuare a sostenerli fino in fondo.
Se li sosterremo, se gli faremo sentire sempre la nostra presenza ed il nostro sostegno, forse, riusciranno a portare a compimento il loro lavoro, se li lasceremo soli, rischieremo di doverli piangere! E rimpiangere!
Il 18 Luglio scorso, presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, si è tenuto un incontro dal titolo “I Mandanti Impuniti” a cui ha partecipato un folto numero di cittadini. Un popolo di onesti, di cittadini venuti da ogni parte d'Italia per ricordare il giudice ucciso il 19 luglio 1992 e chiedere a gran voce, pretendere che venga fatta giiutstizia.
Tra gli oratori della serata, Antonio Ingroia, uno di quei giudici che, con le Procure di Palermo e Caltanissetta, sta cercando di fare luce sui misteri che avvolgono la nascita della, impropriamente detta, Seconda Repubblica.
Ecco uno stralcio del suo intervento:

giovedì 15 ottobre 2009

Buon giorno!

La sveglia suona alle 6, ma non mi alzo.
Non riesco a toglermi di dosso la stanchezza non ancora smaltita .
Così rimango nel caldo rassicurante della coperta, semisveglia. So di avere ancora un pochino di tempo, ancora non è scattata l’ora - 6.20 - oltre la quale devo essere in piedi.
Non mi va, non mi sento, ma è sicuro che devo...
Devo. Altrimenti i miei figli fanno tardi a scuola. Cavolo se devo!
Ho fatto pure un bel sogno. Non mi ricordo più cosa esattamente ho sognato, ma mi è rimasta nel cuore la sensazione di sicurezza e serenità scaturite da quelle immagini ormai annebbiate.
Non vorrei staccarmene.
Non sento più così spesso quella sensazione nella vita reale - sapere che va tutto bene e che domani sarà migliore di oggi o nel peggiore dei casi uguale.
Eppure ci provo a rivolgere lo sguardo al futuro cacciando via i fantasmi passati e presenti, le difficoltà personali, i guai globali e nazionali.
Ce la metto tutta. Lo so che “la macchina va dove si volge lo sguardo”. Perciò guardo avanti richiamando la sensazione di serenità anche forzata quando di sereno c’è ben poco.
Come si fà ad essere fiduciosi quando vedi il fututro dei tuoi figli in mano non a dei leader ma a traffichini di bassa lega? Di gente infame che non sa cos’è il pudore...vabbè, questo è Battiato....
Eppure....come si fa a NON essere fiduciosi quando si tratta dell’unica cosa veramente preziosa che abbiamo - la nostra esistenza? Come si fa a permettere che qualcun’altro tracci il disegno senza che noi diciamo la nostra in merito??
Guardo la sveglia.
E’ ora.
Sono le 6.19
Per tutti noi.

mercoledì 14 ottobre 2009

Un Paese in ostaggio

Credo che l'immagine di un Paese in ostaggio di Berlusconi sia quella che meglio descrive la storia d'Italia degli ultimi quindici anni. E non so se in chi auspica rapporti civili tra le forze politiche, tra maggioranza e opposizione, tra le Istituzioni dello Stato, prevalga la mancanza di senso del ridicolo oppure la mala fede.
In Italia, da quindici anni, non esiste più la politica, il confronto tra destra e sinistra, il dibattito ispirato dalle diverse sensibilità ideali e politiche. Esiste solo un macigno che ha occupato e paralizzato la vita dell'intera comunità nazionale: Silvio Berlusconi. Qui non siamo in presenza di una contrapposizione ideologica tra conservatori e progressisti o di un conflitto tra chi rappresenta interessi sociali contrapposti.
Berlusconi non segue un'ideologia politica, pur prendendo il peggio dei luoghi comuni della destra, rappresenta solo se stesso e i suoi interessi.

martedì 13 ottobre 2009

Tg 3, ore 19,00

Non capisco bene, ma il Presidente della Repubblica dice che l'Italia è cambiata e la Costituzione non va più bene.
In buona sostanza , l'attuale sfascio è la realtà che dobbiamo accettare.
Forse, visto dall'alto del Quirinale non è poi così male.

Non sono sicura, io minoranza, che gli italiani abbiano ben compreso o magari sono io che ho capito male. Spero nella seconda.
Il Presidente della Repubblica oggi ha espressamente dichiarato che l'Italia è altro rispetto alla Costituzione ed auspica che quanto prima la Costituzione sia modificata per adeguarla ai cambiamenti intervenuti nell'ultimo quindicennio, con incisive riforme a livello centrale ed in considerazione altresì della svolta federalista.
Parole che mi angosciano.

Richiamo l'attenzione, perché i cittadini secondo me sono distratti.
Il Presidente della Repubblica è quello che dovrebbe difendere la Costituzione.

Tutto questo secondo me è assurdo.

lunedì 12 ottobre 2009

Il tema del giorno – Le primarie del Partito Democratico

Deludente oltre le più nere aspettative la corsa alla segreteria del Partito Democratico. E' pressoché impossibile poter concedere a questo partito nuova fiducia dopo il ciclone Veltroni che nel giro di un anno e mezzo ha contribuito a far cadere Prodi, resuscitare Berlusconi dandogli la credibilità di interlocutore per le riforme e riconsegnandogli in un piatto d'argento il governo del Paese, azzerare la presenza della sinistra radicale in Parlamento in nome di una impossibile 'vocazione maggioritaria', far fuori l'unico ministro che era riuscito a fare qualcosa di sinistra – Visco – per sostituirlo con i Calearo e i Colaninno jr., spegnere le speranze che milioni di elettori gli avevano attribuito, come simbolo di una sinistra concreta e dal volto umano, alle precedenti primarie e uccidendo così, appena nata, la nuova creatura politica. La grande eredità e la grande tradizione del Partito Comunista Italiano e del cattolicesimo democratico, giuntagli in dote, dilapidata. Si potrebbe pensare ad un genio del male della politica ma si tratta, più realisticamente, solo di un gran pasticcione (o di un uomo con la coscienza sporca …).

domenica 11 ottobre 2009

RIFLESSIONI : E' ora di riprenderci la nostra storia !

di Simonetta Colucci


In questi ultimissimi giorni in molti stanno scrivendo vari post chiedendosi perchè non essere più "propositivi" e fare interventi "costruttivi" cambiando il solo ed unico monotema dell'ultimo anno.
Pensiamo a noi italiani e proponiamoci verso "altro", che affronti i nostri problemi quotidiani.
Visto che nessuno al momento ci pensa, proviamoci noi.

Concordo pienamente.
Da un po' di giorni sto meditando su una riflessione che ci ha inviato giorni fa Ruggiero Lauria :"Perchè non sono di sinistra" (che allego,per comodità, dopo questa mia.).

Non sono completamente d'accordo in alcune parti, ma certamente è una lettura stimolante, che consiglio a tutti.
Cerco, ho cercato e cercherò pertanto di portare un contributo a questa sua analisi.
Premetto di non possedere alcuna capacità, specializzazione,conoscenza specifica.
Come "cittadino" mi pongo alcune domande. Per rispondermi ho l'unica strada che parte dai miei ricordi "storici".Intendo dire che gli ultimi 40 anni per molti di noi sono stati vissuti giorno per giorno come "vita" e non come "storia" studiata sui testi scolastici o raccontata da terzi.

Politici corrotti e giustizialismo

Ormai da troppo tempo, chiunque invochi legalità e giustizia viene accusato di ‘giustizialismo’.

Mi chiedo se qualcuno dei milioni di telespettatori, che ogni giorno da anni si sentono ripetere che in Italia ci sono bande di pericolosi giustizialisti ignoranti, strumentalizzati da rozzi e cinici capipopolo, si siano mai preoccupati di verificare il significato della parola ‘giustizialismo’.

Qui di seguito, propongo le accezioni che di essa fornisce il Dizionario della lingua italiana Devoto-Oli .

Giustizialismo:

1. La prassi politica dell’uomo politico argentino J. D. Peron (1895 – 1974), caratterizzata da non allineamento ideologico in campo internazionale, nazionalismo, autarchia e populismo.

2. Nel linguaggio giornalistico, la richiesta di una giustizia rapida e severa nei confronti di chi si è reso colpevole di particolari reati, spec. quelli di natura politica, di criminalità organizzata e di disonestà nell’amministrazione pubblica; la tendenza da parte dell’opinione pubblica ad anticipare con la sua condanna morale le decisioni dell’autorità giudiziaria per i reati di maggior risonanza.

Immagino che la ricorrente ed ossessiva accusa di giustizialismo sia attualmente intesa nella seconda delle accezioni sopra riportate.

Invito allora a riflettere su due punti.

1° punto.
Chi come me chiede legalità e giustizia (cioè il rispetto delle leggi e che le leggi siano giuste e costituzionalmente fondate) lo fa sul presupposto ed anzi proprio rivendicando la premessa di una Costituzione qual è quella repubblicana e democratica, che in materia di giustizia pone principi di garanzia dei diritti di difesa, opportunamente ed abilmente bilanciandoli con le generali e, nelle fattispecie concrete, puntuali esigenze di giustizia, nonché del rispetto della persona e di una pena concepita come rieducativa.
Dunque, non giustizia sommaria, bensì scrupoloso accertamento delle effettive responsabilità.
E non rabbiosa vendetta, ma, ove occorra, responsabile rieducazione.

2° punto.
A ben guardare, il giustizialismo si presenta come una medaglia che ha due facce e se lo giriamo, vediamo il suo rovescio.
Da un lato, giustizialismo significa cieca e rabbiosa anticipazione popolare di un’arbitraria sentenza di condanna, prescindendo dall’accertamento giudiziario della verità dei fatti, negando il diritto di difesa e stoltamente aprendo alla ripugnante possibilità della punizione di un innocente.
Dall’altro però, altrettanto giustizialista è la caparbia e parimenti cieca negazione a priori della possibilità stessa di accertamenti giudiziari della verità dei fatti, in nome di una pretesa d’innocenza del tutto arbitraria, sostenuta a furor di popolo per partito preso e magari sollecitata o imboccata da una facile ed abile propaganda populista.
Come arbitrario è accusare aprioristicamente i magistrati di mire golpiste.
E’ del tutto irragionevole e ingiusto impedire loro, con provvedimenti necessariamente illegittimi, di procedere nei confronti di un soggetto, che accertata la verità potrebbe risultare effettivamente colpevole.

Insomma, l’aprioristica pretesa di innocenza dell’imputato non è meno dissennata dell’aprioristica pretesa di colpevolezza.
O, messa in altri termini, la pretesa di una non dimostrata colpevolezza (mala fede) dei magistrati che indagano non è meno giustizialista della pretesa di una non dimostrata colpevolezza dell’imputato.

A mio avviso, sono entrambe espressioni di giustizialismo, cioè pericolosa e ferale rinuncia alla giustizia e alla verità.

E’ come se il popolo decapitasse se stesso e, perduta la testa, goffo e penosamente scomposto, colpisse alla cieca prima di stramazzare al suolo.